Martedì, 20 Aprile 2021
Ipotesi e scenari

Le riaperture solo dal 30 aprile?

Il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri: "I dati miglioreranno grazie al sistema rigido di chiusure" e la possibilità di riaperture sarà da fine mese "anche per consolidare i risultati". Luca Zaia è prudente: "Decidono i tecnici". Possibile un primo tagliando di verifica nella settimana tra il 12 e il 18 aprile

Sul fronte sanitario si intravedono i primissimi segnali di miglioramento, anche se la situazione resta molto seria. Ma sul piano economico aprile sarà un mese ancora molto duro, perché le chiusure continuano ancora per qualche settimana. L'Italia è di nuovo metà arancione metà rossa da oggi, dopo il mini-lockdown pasquale. Questa settimana il 59 per cento della popolazione sarà in zona rossa e il 41 per cento in zona arancione. Il decreto con le restrizioni è in vigore fino al 30 aprile. Ci sarà un'accelerata?

Covid, Sileri: "Riaperture dopo il 30 aprile"

"Credo che i dati miglioreranno grazie al sistema rigido di chiusure, la possibilità di riaperture sarà dopo il 30 aprile anche per consolidare i risultati" ha detto oggi il sottosegretario alla Salute Pierpaolo Sileri parlando delle riaperture a '24Mattino'. In merito alle vaccinazioni, Sileri ha ricordato che "per fine mese l'obiettivo del mezzo milione di dosi al giorno è fattibile". Ieri Sileri era stato ancora più chiaro: "A maggio molte regioni saranno gialle e qualcuna sarà bianca", dice. Ma "dalla metà di aprile dovremmo vedere un progressivo calo dei ricoveri". Negli ospedali italiani ci sono al momento 3.737 persone ricoverate nei reparti di terapia intensiva. "C'è una tendenza molto lenta al livellamento dei ricoveri in terapia intensiva. La tendenza è quella di avere almeno una situazione stazionaria si sta evolvendo lentamente verso un miglioramento" spiega Giuseppe Remuzzi, direttore dell'Istituto di ricerche farmacologiche Mario Negri Irccs.

Le chiusure e le restrizioni varate dall’ultimo decreto da Draghi "scadono" il 30 aprile: era una data indicativa, anche se è certo che fino a quella data l’Italia sarà divisa in regioni rosse e arancioni. Indicativa perché era lasciata aperta la possibilità di allentare le misure di conteninento in caso di bassi contagi: "In ragione dell’andamento dell’epidemia - si legge infatti nel testo -, nonché dello stato di attuazione del Piano strategico nazionale dei vaccini con particolare riferimento alle persone anziane e alle persone fragili, con deliberazione del Consiglio dei ministri, sono possibili determinazioni in deroga al primo periodo e possono essere modificate le misure stabilite dal provvedimento". Qualcosa potrebbe quindi cambiare già da prima della fine di aprile, ma non è affatto scontato che succeda. Secondo il governatore del Veneto Luca Zaia devono essere i tecnici a indicare cosa riaprire e quando. Cosa riaprire prima "devono dirlo i tecnici" afferma in una intervista di oggi. "Dobbiamo usare il buonsenso fra aperture e regole evitando che passi il concetto che il virus non esista più. Però ora i vaccini ci sono, il che vuole dire che prima combattevamo all'arma bianca, adesso con le armi intelligenti. C'è una bella differenza".

La cabina di regia per riaperture ad aprile non è stata convocata

L'Italia da oggi è su due binari, con 10 regioni (Veneto, Marche, Lazio, Abruzzo, Liguria, Basilicata, Sicilia, Molise, Sardegna, Umbria) e le province autonome di Trento e Bolzano in arancione e nove in rosso (Lombardia, Toscana, Emilia Romagna, Calabria, Friuli Venezia Giulia, Piemonte, Puglia, Valle d'Aosta e Campania), ma senza escludere l'ipotesi di un allentamento delle misure in quei territori dove i dati dell'epidemia migliorano. La cabina di regia non è stata al momento convocata, ma è sulla base dei dati elaborati settimanalmente dall'Iss, Direzione generale Prevenzione e Regioni che verranno eventualmente valutati la situazione sulla diffusione del contagio, eventuali misure e i tempi necessari.

Solo se le cifre saranno confortanti si procederà a un allentamento. Le spinte per la ripartenza in quei territori dove la curva dei contagi è in netto calo arrivano anche da una parte della maggioranza che sostiene Draghi, e il capogruppo di FI alla Camera, Roberto Occhiuto,  spera che "già nella settimana tra il 12 e il 18 aprile ci possa essere un primo tagliando di verifica".  Infatti nella migliore delle ipotesi per l'apertura anche solo graduale servirà una delibera che dovrà poi avere l'ok definitivo dal Consiglio dei Ministri. L'obiettivo è programmare date e stabilire magari se qualche settore potrà alzare la serranda dopo il 20 aprile. Staremo a vedere. Le riaperture non sono in ogni caso dietro l'angolo.

"Il metro di giudizio individuato dal Presidente Draghi è quello giusto. A decidere sulle parziali aperture anche nel mese di aprile, devono essere solo i dati. Non è possibile essere aperturisti a prescindere e naturalmente neanche per il lookdown prolungato. Io sono tra coloro che spera che dal 20 aprile ci sia la possibilità di ridare un po' di ossigeno a qualche categoria, soprattutto a quelle che possono operare all'aperto, come bar e ristoranti" afferma il senatore Pd Andrea Marcucci.

Blocco stradale sulla A1: chi protesta contro le chiusure

Blocco stradale sulla A1 questa mattina sulla A1 tra Napoli e Caserta. I mercatali che aderiscono alla sigla Ana-Ugl hanno bloccato la circolazione autostradale in entrambi i sensi di marcia con camion e furgoni. I manifestanti sono diretti a Roma, dove è previsto un presidio davanti a Montecitorio. Alcuni hanno esposto dei cartelli sui furgoni: "Ridateci Conte", "Per il Governo siamo invisibili, chiediamo solo di lavorare" e "sindaci incapaci".

Zona arancione e rossa: le regioni che cambiano colore da oggi 6 aprile e cosa succede dopo il 20

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