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Martedì, 18 Gennaio 2022
Covid

Stretta di Natale: cosa ci sarà nel decreto dell'antivigilia e i "nuovi" sintomi di Omicron a cui fare attenzione

Nuove restrizioni anti-Covid in arrivo per le festività: tutte le possibili misure (dalle mascherine al Green pass ridotto) e quelle che invece sono da escludere (tamponi per cinema e ristoranti). Cosa sappiamo sui primi sintomi della nuova variante: ci sono alcune importanti differenze rispetto a Delta, secondo gli esperti

Tra 48-72 ore circa sapremo finalmente i dettagli sulle nuove restrizioni anti-Covid in arrivo per le festività, dopo giorni di indiscrezioni più o meno credibili: intanto regioni e sindaci si portano avanti con ordinanze e provvedimenti per rallentare la diffusione della variante Omicron, con obblighi di mascherina già presenti un po' ovunque. "C'è ancora da lavorare ed essere attenti" e per questo "passeremo in rassegna eventuali provvedimenti". Il presidente del Consiglio Mario Draghi conferma che il governo varerà un nuovo pacchetto di misure all'antivigilia di Natale.? "Nulla è ancora deciso" ribadisce il premier, anche se le ipotesi sul tavolo sono diverse: dall'ulteriore riduzione della durata del green pass da 9 a sei mesi al tampone anche per i vaccinati che vogliono andare in stadi, concerti o discoteche, fino all'obbligo di mascherina all'aperto. Fonti di governo escludono invece sia l'estensione dell'obbligo di vaccino per tutti sia l'utilizzo del Super green pass su bus e metro. "Non prevediamo di cambiare, il green pass è già una misura robusta" afferma il ministro Enrico Giovannini. Cosa ci sarà davvero nella stretta? Mario Draghi ha fatto capire che non si tornerà indietro: al rientro a gennaio va garantita la scuola in presenza e poi non ci saranno un nuovo lockdown né chiusure generalizzate.

Stretta del 23 dicembre contro Omicron: le possibili misure nel decreto

Quanto sarà rigida la stretta in arrivo, probabilmente tramite decreto del governo, due giorni prima di Natale? Non c'è all'orizzonte l'obbligo vaccinale, mentre il governo potrebbe lavorare a un'estensione del Super Green pass, il certificato verde destinato a chi ha fatto l’iniezione o è guarito. Si valuta la possibilità di richiederlo ai dipendenti della pubblica amministrazione e forse anche ai lavoratori degli altri settori, partendo da chi è a contatto con il pubblico (ad esempio gli addetti della ristorazione, secondo Repubblica).

Pressoché sicuro è il taglio del periodo di validità dei Green pass, che sarebbe accorciato a 5-6 mesi (6-7 mesi per il Sole 24 Ore). In tal modo dovrebbero "correre" a fare la terza dose coloro che avevano fatto la seconda fra fine estate e inizìo autunno. C'è un "piccolo problema", non abbastanza esplorato fino a oggi. Già adesso chi prova a prenotare la terza dose riceve appuntamento dopo settimane, a volte dopo un mese o più. Se in tanti si troveranno con il Green pass scaduto da un giorno all'altro, o con un preavviso minimo, i centri vaccinali non riuscirebbero forse a reggere il ritmo. Per 15 milioni di italiani il certificato verde con la nuova durata scadrebbe già a gennaio. La possibile estensione immediata del Green pass a negozi e mezzi di trasporto non è un'opzione sul tavolo: "Ogni restrizione ulteriore che spinga alla vaccinazione ha senso, ma si tratta sempre di surrogati dell'obbligo: tanto varrebbe imporre quello" dice alla Stampa il professor Matteo Bassetti.

"Una riflessione dovrà essere fatta in merito alla riduzione del green pass , ovviamente siamo in un campo in cui la politica attenderà con fiducia le indicazioni scientifiche. Altre misure puntuali le valuteremo ma per quanto riguarda i tamponi ai vaccinati, non sono sicuro che quella sia la strada dal momento che abbiamo sostenuto con decisione la campagna vaccinale. E non penso neanche che la proposta di tanti sindaci di avanzare il Green Pass nelle scuole possa essere oggi una strada percorribile: siamo vicino alle vacanze di Natale e abbiamo tutto il tempo per valutare e fare il punto sulla campagna vaccinale per gli under 12". Così il sottosegretario alla Salute Andrea Costa intervistato su RaiNews24 in merito alle misure attese dalla cabina di regia.

Frena il sottosegretario Sileri (M5s): "Se i dati di giovedì 23 dicembre fossero quelli che abbiamo oggi, non ci sarebbe bisogno di ulteriori restrizioni. Se dovessimo invece avere un aumento mostruoso dei contagi, a questo dobbiamo valutare il numero dei ricoveri, i posti letto che vengono occupati. Se i dati dovessero essere quelli di oggi, andrei cauto con ulteriori restrizioni", spiega l'esponente pentastellato.

Quanto è diffusa Omicron oggi in Italia?

Il governo aspetta i dati dell’ultimo sequenziamento che riveleranno la velocità di diffusione della variante Omicron: anche qui si naviga a vista. Quanto è diffusa Omicron in Italia? La variante si sta rapidamente affermando ma il sistema sanitario non è sempre (eufemismo) in grado di intercettarla. Le stime più caute dicono che il suo peso sul totale dei postivi è dieci volte superiore a quello di appena due settimane fa. Rappresenterebbe infatti una percentuale compresa tra il 2,5 e il 3% contro lo 0,2-0,3% del 6 dicembre. Ma qualcuno, al ministero e all’Istituto superiore di sanità, ritiene, proprio osservando l’andamento della curva epidemica, che sia già al 10%. In tutte le Regioni i laboratori stanno iniziando a trovare la variante. In una piccola realtà come l’Abruzzo ci sono 12 casi sospetti. I dati potrebbero essere sottostimati (qualcuno suggerisce di evitare i condizionali).

Non ci sarà nella stretta l'obbligo di tamponi per tutti per andare al cinema o al ristorante. D'altra parte chi sarebbe disposto a spendere oltre agli 8 euro o più del cinema una cifra magari superiore per il solo tampone? Si ragiona invece realisticamente sull’opportunità di stabilire l’obbligo dei tamponi per chi partecipa a grandi eventi: questa sì un'opzione credibile nella stretta dell'antivigilia. Giovedì i leader di maggioranza cercheranno di trovare una quadra avendo più chiara l'evoluzione della pandemia. Ma la strada dei tamponi obbligatori trova contrari praticamente tutti i partiti, dal M5s alla Lega: "Alzare il numero di test giornalieri significa aumentare anche le code per farli, mettendo così fuori gioco cinema, teatri, stadi, discoteche e magari anche i ristoranti", nota la Stampa: "Anche gli esperti sono divisi sul punto, perché se il coordinatore del Cts, Franco Locatelli, non ha esitato a uscire per primo allo scoperto sostenendo il tampone ai vaccinati per i grandi eventi, altri suoi colleghi ritengono che così si disincentivi chi deve fare il passo avanti per vaccinarsi".

Sicuramente ci sarà nella stretta dell'antivigilia l’obbligo di indossare le mascherine anche all’aperto, anche in zona bianca: si tratta di ratificare a livello nazionale analoghe iniziative amministrative prese sui territori dai sindaci. Ma anche qui, attenzione: la mascherina è già obbligatoria all'aperto per le Regioni in zona gialla (13 milioni di italiani, destinati a diventare molti di più il 27 dicembre) e anche in zona bianca è obbligatoria la mascherina all'aperto nella situazioni a rischio assembramento. 

E' cosa fatta quasi ovunque a livello locale il divieto di feste di piazza e manifestazioni nei giorni delle feste: ci sono ordinanze a livello locale e forse il decreto di giovedì potrebbe contenere una norma che sintetizzi i provvedimenti di Comuni e Regioni.  Dalla Lombardia alla Sicilia, governatori e amministratori locali stanno firmando ordinanze per evitare assembramenti estendendo a tutto il territorio le restrizioni già in vigore lungo le strade dello shopping.

Nel Lazio nell’ordinanza del presidente Nicola Zingaretti, che entrerà in vigore il 23 dicembre e durerà un mese, sarà raccomandato l’uso delle protezioni di tipo Ffp2 sui mezzi pubblici.

Omicron: i sintomi 

La variante Omicron si sta diffondendo più velocemente della Delta e sta causando contagi anche in persone vaccinate o guarite dal Covid-19. L'allarme è stato lanciato dal direttore generale dell'Oms Tedros Adhanom Ghebreyesus. "Ci sono prove evidenti che Omicron si diffonde in modo significativamente più veloce della variante Delta", ha detto ai giornalisti aggiungendo che "è molto più probabile per vaccinati o guariti essere contagiati o ri-contagiati". 

Cosa sappiamo sui sintomi di Omicron? Mal di testa, naso che cola, gola irritata sono il cardine di molte comuni malattie invernali, ma i primi rapporti dal Sud Africa secondo cui questi - e/o una tosse secca, dolori muscolari e sudorazione notturna - sono stati osservati in alcuni di quelli infettati dalla nuova variante di Omicron, hanno suscitato speculazioni sul fatto che il coronavirus Sars-CoV-2 potrebbe evolversi verso forme di Covid più lievi.

Nel Regno Unito, dove i casi di Omicron stanno attualmente raddoppiando ogni due giorni, il professor Tim Spector, il ricercatore dietro l'app Zoe Covid Symptom Study – che raccoglie dati giornalieri sui sintomi delle persone, l'infezione e lo stato di vaccinazione – ha affermato che i londinesi che hanno i sintomi simili al raffreddore hanno attualmente maggiori probabilità di avere il Covid piuttosto che il raffreddore. Omicron ha ora superato Delta come variante dominante a Londra.

Per quanto rassicuranti possano sembrare tali rapporti, si basano su pochissimi dati, poiché nella maggior parte dei casi occorrono diverse settimane dopo l'infezione perché si sviluppino sintomi gravi. È anche possibile che i sintomi differiscano a seconda dello stato vaccinale di una persona e/o se si è ripresa da una precedente infezione da Covid-19. Nel suo rapporto pubblicato il 14 dicembre, l'Oms ha affermato che "i dati sulla gravità clinica di Omicron rimangono limitati. Maggiori informazioni sulla gravità dei casi associati a Omicron sono attese nelle prossime settimane a causa del lasso di tempo tra un aumento dell'incidenza dei casi e un aumento dell'incidenza dei casi gravi e dei decessi.". Anche se Omicron risultasse innescare malattie più lievi nella maggior parte di coloro che infetta, se è significativamente più trasmissibile, ciò potrebbe comunque comportare un sovraccarico dei servizi sanitari, poiché alcune persone si ammalano gravemente e richiedono il ricovero in ospedale: il succo del discorso è sempre lo stesso.

Vari media sudafricani che nell'ultimo mese hanno riferito che Omicron è associato a malattie più lievi si basano sui commenti fatti da diversi medici sudafricani alla fine di novembre: in un briefing organizzato dal Dipartimento della salute del Sud Africa il 29 novembre, Unben Pillay, un medico di famiglia che pratica alla periferia di Johannesburg, ha affermato: "Stiamo vedendo pazienti presenti con tosse secca, febbre, sudorazione notturna e molti dolori muscolari". Un altro medico di famiglia con sede a Pretoria, Angelique Coetzee, ha affermato che molti dei suoi pazienti avevano presentato sintomi insoliti, in particolare una marcata stanchezza, e nessuno aveva riportato perdita del gusto o dell'olfatto. La cosa interessante è - ha anche detto Coetzee, che è la dottoressa che per prima ha isolato la variante - che "i pazienti con forti dolori alla gola sono poi risultati tutti negativi". Perdita di gusto e olfatto erano sintomi chiari nel corso delle prime ondate di Covid: in molti casi lievi di Covid erano il campanello d'allarme che spingeva le persone a fare un tampone.

Il professor Giovanni Di Perri è responsabile del Reparto Malattie Infettive dell’Amedeo di Savoia di Torino. Alla Stampa spiega che i sintomi relativi alla variante Omicron "presentano caratteristiche leggermente diverse rispetto alla Delta. Pare che la scomparsa di gusto e olfatto, che restano validi per le altre varianti, lo sia meno per la Omicron. Quindi i sintomi principali sono: male alla gola, tossetta secca, dolori muscolari, mal di testa".

Secondo Matteo Bassetti Omicron "appare più contagiosa di Delta, ma meno patogenica perché si concentra più nei bronchi che nei polmoni. Questo pone un problema non di letalità, ma di società. È importante controllarla per non fare rimanere a casa troppe persone. Altrimenti non avremo le bare di Bergamo, ma i negozi chiusi. Bisogna essere sufficientemente preoccupati però non terrorizzati". Tra due giorni ne sapremo di più, sia su Omicron con i risultati della flash survey voluta da governo e Cts, sia sulla stretta di Natale.

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