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Venerdì, 30 Settembre 2022
Lotta alla pandemia

Quando arrivano i nuovi vaccini per le varianti Covid in Italia

Il fattore tempo è determinante: le case farmaceutiche lavorano a formulazioni in grado di contrastare le varianti ma serve l'ok delle Agenzie prima della messa in commercio, l'Ue punta ad avere scorte in concomitanza con la stagione fredda

Non farsi trovare impreparati ed evitare che l'autunno porti con sè un nuovo aumento dei contagi da Covid con problemi già visti: ospedali sotto stress e l'esigenza di adottare nuove limitazioni. E' la direttrice su cui si muovono le istituzioni e un ruolo determinante sarà giocato dai vaccini, considerando anche che tra circa un mese dovrebbero essere disponibili quelli adattati alle nuove varianti.

Pfizer e BioNTech hanno annunciato la sperimentazione clinica del vaccino aggiornato per neutralizzare le varianti BA.4 e BA.5 Omicron, quasi nelle stesse ore l'Ue ha rimodulato l'accordo con Moderna spostando in avanti di qualche settimana le consegne previste per l'estate. Tutto si gioca sul tempo: sia sul fronte della sperimentazione - i medicinali devono poi essere autorizzati dalle autorità del settore - sia su quello della distribuzione dei medicinali che hanno già l'ok, calcolando il fisiologico aumento dei contagi dopo l'estate.

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La commissaria Ue alla Salute, Stella Kyriakides, ha spiegato che l'accordo tra l'Ue e Moderna per riprogrammare le consegne dei vaccini contro il Covid-19 a settembre "garantirà che i Paesi abbiano accesso alle dosi di cui hanno bisogno al momento giusto per proteggere i cittadini". L'intesa riguarda anche i vaccini adattati alle nuove varianti BA.4 e BA.5 Omicron, in attesa di autorizzazione da parte dell'Ema. "Ciò garantirà alle autorità nazionali di avere accesso ai vaccini nel momento in cui ne avranno bisogno per le loro campagne nazionali", annuncia Bruxelles in una nota. "L'accordo - spiega la Commissione europea - garantisce che, se uno o più vaccini adattati ricevono l'autorizzazione all'immissione in commercio, gli Stati membri possano scegliere di ricevere i vaccini adattati nell'ambito del contratto attuale" e prevede anche la consegna di "ulteriori 15 milioni di dosi" dei vaccini adattati "previa autorizzazione all'immissione in commercio entro tempi che consentirebbero l'uso di queste dosi per le loro campagne di vaccinazione".  

L'auspicio è quello di avere nuove armi per affrontare la stagione fredda. Vero è che al momento i dati italiani sembrano essere incoraggianti e che la situazione ospedaliera è sotto controllo, ma è vero anche che col freddo i virus potrebbe riprendere a correre. I "nuovi" vaccini devono però superare una serie di controlli prima di essere prodotti e somministrati. L'Agenzia europea del farmaco deve dare l'ok. E poi lo stesso, nel caso dell'Italia, deve fare l'Aifa. "Le promesse non mi bastano", ha detto qualche giorno fa la direttrice dell'Ema, Emer Cooke. Già a inizio luglio il responsabile della strategia per i vaccini della stessa Ema, Marco Cavaleri, aveva riferito che l'obiettivo è arrivare all'approvazione "a settembre". Al vaglio ci sono anche gli "approcci migliori alla vaccinazione per affrontare potenziali nuove ondate", magari con richiami annuali.

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