Sabato, 8 Maggio 2021
Che cosa hanno scoperto

I nuovi dati sull'efficacia del vaccino AstraZeneca

Il vaccino contro il Covid-19 di AstraZeneca è efficace al 76%: ad annunciarlo è stata l'azienda stessa dopo un aggiornamento dei suoi dati di uno studio clinico negli Stati Uniti, in Perù e Cile. Gli aggiornamenti sul caso delle 29 milioni di dosi "ferme ad Anagni"

Nuovi dati, nuovi studi. Il vaccino contro il Covid-19 di AstraZeneca è efficace al 76% contro i casi sintomatici, ha annunciato questa mattina l'azienda svedese-britannica dopo un aggiornamento dei suoi dati di uno studio clinico negli Stati Uniti, in Perù e Cile.

Quanto è efficace il vaccino Covid AstraZeneca?

I risultati della "analisi primaria degli studi di fase III (del vaccino) negli Stati Uniti hanno confermato che la (sua) efficacia era coerente" con i dati annunciati lunedì, ha affermato AstraZeneca in una nota. Il laboratorio ha anche riferito che l'efficacia del suo vaccino è stata del 100% nella prevenzione dei casi gravi di Covid-19, un dato simile a quello precedentemente reso noto.

AstraZeneca si è mossa in fretta stavolta: infatti si era impegnata martedì a fornire dati recenti entro 48 ore al regolatore statunitense che sovrintende agli studi clinici, che aveva criticato i dati potenzialmente "obsoleti" sul suo vaccino anti-Covid.

Utilizzato in molti paesi tra cui quelli dell'Unione Europea, il vaccino sviluppato da AstraZeneca e dall'Università di Oxford non è stato ancora approvato negli Stati Uniti, dove le autorità avevano richiesto ulteriori dati sulle sperimentazioni di fase III condotte sul territorio americano.

Dopo la pubblicazione dei risultati di questi studi lunedì, il National Institute of Infectious Diseases and Allergies (NIAID), che sovrintende a tutte le sperimentazioni cliniche dei vaccini negli Stati Uniti, aveva espresso una qual certa "preoccupazione" per il fatto che la società svedese-britannica avesse "utilizzato informazioni obsolete" nel quadro dei suoi test. Ciò avrebbe potuto potenzialmente provocare "una stima incompleta dell'efficacia" del vaccino.

Il caso dei 29 milioni di vaccini "fermi ad Anagni"

Alla vigilia del Consiglio europeo che discuterà, tra gli altri temi, anche di un eventuale blocco dell'export di vaccini, è esploso il caso di 29 milioni di dosi AstraZeneca 'nascoste' in uno stabilimento di Anagni, presso la società che si occupa dell'infialamento dei vaccini. A far scattare l'allarme, sabato sera, è stata la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, in una telefonata al premier Mario Draghi. "Mi ha segnalato - ha spiegato Draghi parlando alla Camera - alcuni lotti che non tornavano nei conti della Commissione e che sarebbero stati giacenti nello stabilimento della Catalent di Anagni. Mi si suggeriva di ordinare un' ispezione, ho chiesto al ministro Speranza di mandare i Nas che sono andati immediatamente e dopo una notte di lavoro hanno identificato effettivamente dei lotti che sono stati bloccati. Oggi sono partiti due lotti destinati al Belgio, all'interno dell'Ue, alla casa madre Astrazeneca. Dove andranno poi non lo so ma la sorveglianza continua", ha assicurato.

In parole povere: il sospetto della Commissione è che quei vaccini fossero destinati alla Gran Bretagna, principale 'indiziato' per il mancato rispetto degli impegni presi con l'Ue da AstraZeneca. Per risolvere il problema, ieri Bruxelles ha approvato un regolamento di attuazione che adatta, rendendolo più rigoroso, il meccanismo di autorizzazione delle esportazioni dei vaccini anti-Covid dall'Unione europea verso diversi Paesi terzi, applicando i principi di "reciprocità" e di "proporzionalità" dello scambio soprattutto con i paesi che hanno capacità produttiva sviluppata dei vaccini stessi. Una 'linea dura', pienamente condivisa dall'Italia, che - ha detto Draghi - ha tre "pilastri": "Rispetto da parte delle società produttrici degli accordi; sanzioni se non rispettati; la sostituzione dei vaccini mancanti con altri tipi di vaccini".

AstraZeneca chiarisce che le dosi erano destinate "ai Paesi a basso reddito" e che "quasi 10 milioni di dosi saranno consegnate ai paesi dell'Ue durante l'ultima settimana di marzo": la decisione di Bruxelles (e dell'Italia) fa però salire la tensione con la Gran Bretagna.

I vaccini fino a mezzanotte in Italia

In Italia la campagna vaccinale in Italia è partita senza lo sprint che molti si auguravano. Ad oggi sono solo 2.657.587 le persone a cui sono state somministrate la prima e la seconda dose di vaccino.Ieri il ministro della Salute Roberto Speranza ha detto che "da qui alla fine di marzo ci aspettiamo oltre 4,5 milioni di dosi, e poi nel secondo trimestre oltre 50 milioni di dosi in arrivo e oltre 80 nel terzo trimestre". Tra le regioni virtuose c'è il Lazio, che ha superato le 842mila somministrazioni, e dal suo presidente Nicola Zingaretti arriva l'annuncio su Twitter che da domani "i vaccini anti #Covid19 saranno somministrati anche di notte. Si comincia dall'hub dell’aeroporto di Fiumicino con un turno fino alle 24".

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