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Domenica, 23 Gennaio 2022
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Covid, pronto in Italia un vaccino contro la variante Omicron

I test del nuovo candidato vaccino sviluppato dall'azienda biotech Takis dovrebbero iniziare entro poche settimane

Sarebbe già pronto il primo vaccino anti Covid "plasmato" sulla variante Omicron. Lo ha reso noto l'azienda biotech Takis, che in collaborazione con la Rottapharm Biotech è al lavoro da tempo sul candidato vaccino Covid-eVax, sperimentato nella fase 1 nell'uomo. Secondo quanto fa sapere l'azienda biotech italiana il vaccino - progettato in modo specifico per contrastare la variante Omicron - dovrebbe essere testato entro poche settimane.

La particolare piattaforma sviluppata da Takis permette di aggiornare velocemente il vaccino anti covid, così è successo con omicron così come con Alfa, Beta, Gamma e Delta, versioni sperimentate con successo negli animali.

"Grazie a tutto quello che abbiamo imparato dall'inizio della pandemia, abbiamo disegnato il vaccino Covid-eVax, versione Omicron in poche ore e in poche settimane saremo in grado di testarlo nei modelli preclinici", rende noto Luigi Aurisicchio, amministratore delegato e direttore scientifico della Takis. "Mentre cerchiamo di sconfiggere la pandemia, è imperativo essere proattivi mentre il virus si evolve", rileva Aurisicchio. "Negli scorsi mesi abbiamo generato quasi in tempo reale modifiche di Covid-eVax contro le varianti Alpha, Beta, Gamma, Delta e tante altre, dimostrandone l'immunogenicità in modelli animali. A differenza delle precedenti varianti, Omicron presenta un alto numero di mutazioni nuove, per questo motivo è difficile prevedere se i vaccini attuali siano ancora protettivi: ecco perché ci stiamo muovendo il più velocemente possibile per adattare il nostro vaccino anche contro questa variante". Per Lucio Rovati, presidente e direttore scientifico di Rottapharm Biotech, "è però fondamentale avere a disposizione più piattaforme tecnologiche vaccinali come Covid-eVax, che siano prontamente adattabili a eventuali nuove varianti come richiamo della risposta immunitaria precedentemente indotta da altre piattaforme vaccinali, o per l'utilizzo in Paesi dove non c'è attualmente disponibilità di vaccini. Visto l'impatto della pandemia sulle nostre vite e sull'economia mondiale, l'Italia può fare la sua parte e mettere a disposizione la propria esperienza". Il problema sono ancora una volta i fondi: "Resta il fatto - osserva Aurisicchio - che la mancanza dei finanziamenti attualmente ci impedisce di proseguire gli studi clinici per portare avanti lo sviluppo di questo vaccino italiano. Ci auguriamo che l'Italia con le risorse del Pnrr possa effettuare investimenti strategici e favorire la ricerca italiana per rendere il Paese più competitivo nel mondo delle biotecnologie".

Dobbiamo preoccuparci di Omicron?

"Della variante Omicron bisogna preoccuparsi, è giusto considerare questa come una variante di preoccupazione perché le caratteristiche genetiche ci dicono che ha subìto molte variazioni, in particolare sullo Spike" ha detto il virologo Fabrizio Pregliasco, direttore sanitario Irccs Galeazzi di Milano, intervenuto ai microfoni di Cusano Italia Tv. "Sembrerebbe più contagiosa, ma i casi finora presi in considerazione non sono gravi. Fosse confermato questo, vorrebbe dire che il virus sta evolvendo verso una migliore convivenza con l'ospite" spiega ancora Pregliasco. "Per saperne di più ci vorrà una settimana perché non sono sufficienti gli studi al computer, ci vogliono studi di laboratorio e questi ci diranno quanto e se potrà esserci una perdita di capacità protettiva dei vaccini relativamente a questa variante. Ma in ogni caso non credo ci sarà un azzeramento della protezione, quindi il messaggio da dare è quello di vaccinarsi e di fare la dose booster" conclude.

Nessun decesso legato a Omicron

Finora non ci sono decessi riconducibili alla variante Omicron del Covid-19. Lo ha reso noto l'Organizzazione mondiale della Sanità (Oms) sottolineando allo stesso tempo che la nuova variante pone un rischio ''molto alto'' a livello globale, anche se resta da determinare quanto sia pericolosa e contagiosa. ''Se una nuova grande ondata di Covid-19 dovesse verificarsi a causa della Omicron, le conseguenze potrebbero essere gravi'', si legge in una nota tecnica diffusa dalla Oms. ''Al momento non sono stati riportati decessi riconducibili alla variante Omicron'', ha aggiunto. Venerdì l'Oms ha definito la variante B.1.1.529 del Covid-19 come oggetto di preoccupazione.

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