Sabato, 24 Luglio 2021
Covid-19 / Piacenza

Focolaio di variante Delta, in 300 sfuggono al tampone: "Non si fanno trovare, devono andare in vacanza"

A Piacenza un focolaio di variante Delta, l'ex indiana, partito da due aziende di logistica e subito circoscritto grazie a tracciamento e sequenziamento. "Tutti i 25 casi positivi alla variante Delta non erano vaccinati, né i lavoratori né i parenti"

"Abbiamo contattato circa 800 persone per sottoporsi al tampone, ma di queste quasi 300 devono ancora presentarsi per farlo. Stiamo attivando le forze dell’ordine locali per rintracciarli perché molti non si fanno trovare”. Lo denuncia, ai microfoni di Mattino 5, Marco Delledonne, responsabile dipartimento Sanità pubblica Ausl di Piacenza. In città si è verificato un focolaio di variante Delta, l'ex indiana, partito da due aziende di logistica e subito circoscritto grazie a tracciamento e sequenziamento. "Tutti i 25 casi positivi alla variante Delta - riferisce - non erano vaccinati, né i lavoratori né i parenti".

Coronavirus, 800 contattati dall'Ausl di Piacenza

Gli 800 contattati dall'Azienda sanitaria locale di Piacenza sono stati identificati come contatti dei casi positivi. Già questa mattina, ha spiegato Delledonne, saranno attivate le forze dell’ordine per rintracciare quanti non si sono ancora sottoposti al tampone. La problematica sarebbe relativa anche a persone che non vogliono sottoporsi al test in vista delle vacanze. L'unico dei 25 contagiati del focolaio che aveva avuto bisogno di cure in ospedale è stato già dimesso ieri, conferma la Ausl. 

Il focolaio sarebbe partito da un polo logistico piacentino. Due le aziende coinvolte, con dieci dipendenti contagiati. Gli altri quattordici sono amici, conoscenti o parenti stretti dei lavoratori. Diversi positivi abitano nel Cremonese e si spostano utilizzando i mezzi pubblici. Proprio nei giorni scorsi, l'Ausl della zona aveva lanciato una serie di appelli per invitare i passeggeri della linea di bus Piacenza-Cremona a sottoporsi ad un tampone di controllo. L'indagine condotta dal dipartimento di Sanità pubblica non ha riscontrato casi gravi. L'attività di contact tracing è partita il 15 giugno scorso. I possibili contatti dei contagiati sono stati individuati con un'azione tempestiva, anche se il fatto che centinaia non vogliano fare il tampone solleva più di quache preoccupazione.

Il focolaio con 24 casi di variante Delta tra lavoratori, amici e parenti stretti

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