Martedì, 27 Ottobre 2020
Attualità

Il Cts chiede al governo una stretta "prima del week end"

"Alla luce dei nuovi dati emersi e della nuova fase servono misure più stringenti per far fronte al progressivo aumento dei contagi", fa sapere il comitato. Che chiede provvedimenti più restrittivi in tempi rapidi che superino l'attuale situazione. Cosa farà Conte?

Il Comitato Tecnico Scientifico ha chiesto al governo di inaugurare una nuova fase dell'emergenza coronavirus che superi il Dpcm 13 ottobre 2020 perché "alla luce dei nuovi dati emersi e della nuova fase servono misure più stringenti per far fronte al progressivo aumento dei contagi". Il Cts, secondo quello che scrive l'agenzia di stampa Ansa, chiede che si giunga a provvedimenti più restrittivi in tempi rapidi che superino l'attuale situazione, anche in vista del week end. Tra le ipotesi, quella di un 'coprifuoco' e la Didattica a distanza almeno per le scuole superiori. Ora bisogna vedere cosa deciderà di fare l'esecutivo, già diviso tra chi chiedeva una stretta più forte in tempi rapidi e gli "aperturisti"

EDIT ore 13,49: Il Partito Democratico chiede al presidente del Consiglio Giuseppe Conte un vertice per mettere a punto nuove misure per fronteggiare l'impennata dei contagi Covid, da adottare a livello nazionale d'intesa con le Regioni. Lo confermano fonti ministeriali aggiungendo che la riunione è attesa al più presto. "Ho chiesto ieri al presidente Conte una riunione appena sarà rientrato da Bruxelles per decidere senza indugio nuove misure nazionali per contenere il contagio, ovviamente d'intesa con le Regioni", conferma Franceschini.

Il Cts chiede al governo una stretta "prima del week end"

Il coordinatore del Cts Agostino Miozzo e il segretario Fabio Ciciliano fanno però sapere all'AdnKronos che  "Al momento non c'è stato alcun pressing da parte del Cts al governo. L'attenzione comunque resta alta e il comitato tecnico scientifico è pronto e disponibile a discutere uno o più problemi qualora il governo richiedesse una convocazione urgente". Intanto il leader della Lega Matteo Salvini critica preventivamente le possibili scelte del governo: "Tutti a casa dopo le 9 di sera significa ammazzare la seconda potenza industriale e manifatturiera", dice. "Il coprifuoco - ha risposto Salvini a una domanda su questa eventualità, durante un punto stampa alla fiera Bi.Mu - si fa in tempi di guerra. Non penso che il virus vada a letto alle 21.30. Mi spieghino l'evidenza scientifica per cui posso girare per Milano fino alle 21 e poi devo andare a casa. Mi sembrano cose strampalate e prive di senso", conclude.

In mattinata sui giornali erano trapelate alcune ipotesi di una nuova stretta da effettuare in tempi rapidi e si parlava proprio del coprifuoco alle 22 e della Didattica a Distanza per le scuole superiori. Nella giornata di oggi, secondo alcuni giornali, la Lombardia ha intenzione di disporre la DaD in tre province. Sempre Miozzo su la Repubblica fa sapere che c'è un problema sui test:  "La verità è che sui tamponi vige l'anarchia. Non c'è più un pediatra che ti visiti: vai con il test. I numeri sui tamponi non li controlla davvero nessuno".

Il capo del Cts ha parlato anche del nodo mezzi di trasporti, della scuola, della prevenzione e dell' informazione tra i giovani, magari grazie all'aiuto di instagram e di qualche influencer. "Partiamo dai trasporti e guardiamo in faccia il problema - osserva Miozzo - a scuola, ne siamo convinti, i ragazzi sono sicuri e per alleggerire la pressione sui mezzi pubblici non dobbiamo togliere studenti dalle classi e mandarli alle lezioni da casa, ma aumentare il servizio di trasporto. È possibile. Lo diciamo da aprile, c'è traccia nei verbali. Abbiamo migliaia di mezzi fermi per il crollo del turismo e non li riutilizziamo per gli spostamenti urbani e regionali. Perché?".

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Il Cts e la didattica a distanza per le scuole superiori

ra l'altro, aggiunge, "i tecnici del Comitato scientifico hanno preparato tabelle sui flussi precise al secondo: gli ingressi in fabbrica degli operai, l'entrata degli studenti, poi la pubblica amministrazione. Mi chiedo per quale motivo nessun mobility manager delle grandi città abbia preso in mano queste tabelle per costruire un orario compatibile per tutti, senza incroci, senza affollamenti. Le uscite delle metropolitane con i pendolari gomito a gomito sono questioni di mezze ore sbagliate, non di più. Solo che basta mezz'ora di assembramento per far girare il virus". Sulle scuole: "Siamo ragionevolmente convinti che i contagi avvistati in aula arrivino dall'esterno, ma non c'è un testo sacro che lo certifichi. A marzo chiudemmo le scuole perché da sole valevano una crescita dello 0,4 dell'indice di contagio, ma poi siamo intervenuti con i distanziamenti, le mascherine, la ventilazione".

"Se non impariamo a comunicare con i giovani, usando il linguaggio dei giovani - rileva - la situazione si aggraverà. I ragazzi si credono invincibili ma noi dobbiamo trovare un modo per parlare a una generazione. Siamo rimasti ai comunicati stampa del Novecento, dobbiamo andare su Instagram, convincere chi ha tra i dodici e i ventiquattro anni. Mi chiedo, e chiedo al governo, è così difficile prendere cinque influencer con cinque milioni di follower a testa, far loro un rapido corso di virus e comportamenti antivirus e poi chiedere di spiegarlo, a modo loro". Intanto ad 'Agorà' su Rai3 il virologo dell'università degli Studi di Milano Fabrizio Pregliasco, componente del Comitato tecnico scientifico della Lombardia che si riunirà - a quanto si apprende nel targo pomeriggio - per valutare nuove restrizioni, ha detto che "La scuola è un luogo sicuro" e "sicuramente i ragazzi stanno meglio" in classe "che non a oziare in un parco o a bighellonare in un centro commerciale". Fatta questa premessa, però, in un'ottica di contenimento dei contagi da Covid-19 va considerato che "il problema sono gli arrivi e le uscite. Quindi si tratterà a mio avviso di riorganizzare magari gli ingressi, garantendo l'attività in presenza dei ragazzi più giovani e prevedendo magari un 50% di attività didattica a distanza per i più grandi, in università" o nelle fasce d'età in cui "possono comunque essere autonomi e non creare problemi alle famiglie". 

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