Domenica, 28 Febbraio 2021

Perché il Cts dice no al "terrorismo della comunicazione"

Agostino Miozzo, il coordinatore: "Bisogna respingere chi alimenta scenari inquietanti distribuiti a fini di speculazione più politica perché se si cade in una pericolosa spirale"

Agostino Miozzo, il coordinatore del Comitato tecnico scientifico, non nasconde nell'intervista a Fiorenza Sarzanini del Corriere della Sera quanto sia delixata la situazione. D'altrone due Dpcm in 7 giorni e 11mila nuovi casi al giorno sono campanelli d'allarme evidenti: "Abbiamo un’evoluzione critica dei numeri di contagiati giornalieri, di sovraccarico dei servizi sanitari a partire dalle strutture di ricovero e dei reparti di terapia intensiva e malattie infettive e del territorio". Gli ospedale "in alcune regioni, rischiano di giungere alla saturazione".

Miozzo: "Respingere i terroristi della comunicazione"

Per Miozzo la strada non può che essere quella di rafforzare la medicina territoriale, "con il coinvolgimento dei medici di medicina generale e i pediatri di libera scelta che giocheranno, se adeguatamente coinvolti, un ruolo cruciale per ridurre la pressione sulle strutture sanitarie"; per quel che riguarda i trasporti pubblici, bisogna fare di tutto per "evitare picchi di concentrazione dei viaggiatori. Si sarebbe dovuto intervenire a livello locale ben prima di arrivare all’apertura delle scuole con 10 milioni di persone in movimento".

Ci aspettano mesi dura ma ragionare alla giornata può essere devastante per il tessuto economico di un Paese come l'Italia. Quali sono le misure più efficaci anche in un periodo medio senza annientare l’economia? "In attesa del vaccino le vere uniche armi sono i tre pilastri di cui parliamo da mesi: mascherine, distanziamento, igiene".

"E poi bisogna respingere i terroristi della comunicazione, chi alimenta scenari inquietanti distribuiti a fini di speculazione più politica perché se si cade in una pericolosa spirale depressiva si inibisce qualsiasi forma di reazione e resilienza". Il Cts viene consultato sempre ma non sempre le vostre indicazioni vengono seguite. Il meccanismo va cambiato? «Noi esprimiamo pareri tecnici collegati ad analisi epidemiologiche e di carattere sanitario. Ma il Covid-19 non è solo una emergenza sanitaria, ha implicazioni complesse relative all’economia, alla sicurezza, al welfare, alla mobilità interna e internazionale. Il solo parere degli esperti del Cts non è sufficiente per prendere decisioni di carattere politico generale»


L'obiettivo numero uno è scongiurare il lockdown, e il premier Conte lo ha detto chiaro e tondo: "Abbiamo appena approvato il nuovo Dpcm, frutto di un intenso dialogo con i ministri, le Regioni e il Cts. Dovrà consentirci di affrontare la nuova ondata di contagi che sta interessando severamente l'Italia e l'Europa, non possiamo perdere tempo, dobbiamo mettere in campo misure per scongiurare un lockdown generalizzato, che potrebbe compromettere severamente l'economia". La sfida è dura, ma l'Italia ce la deve fare.

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