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Sabato, 25 Marzo 2023
Strage di innocenti

Trovato in spiaggia il corpo di un altro bimbo a Cutro: è la vittima numero 73

A trovare il corpo sono stati alcuni cittadini, che hanno avvertito la Guardia costiera

È stato trovato il corpo di un altro minore, vittima del naufragio del barcone carico di migranti avvenuto il 26 febbraio a Steccato di Cutro. Si tratta di un bambino di circa sei anni che giaceva sulla battigia, dove era stato trascinato dal mare. A trovare il corpo sono stati alcuni cittadini, che hanno avvertito la Guardia costiera. È la vittima numero 73 accertata del naufragio, la 29° minorenne e la ventesima nella fascia d'età compresa tra 0 e 12 anni.

Proprio in quel territorio ieri il governo, con la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ha tenuto il Consiglio dei ministri, dopo il quale è stata convocata una conferenza stampa in cui è stata ribadita la volontà di "celebrare qui il consiglio dei ministri perché all'indomani della tragedia del 26 febbraio volevamo dare un segnale simbolico e concreto. È  la prima volta che un Cdm si svolge in cui si è consumata una tragedia legata al tema migratorio e la presenza dell'interno consiglio dei ministri è un modo per ribadire quanto questo governo sia attento e concentrato su questo dossier". Parole proferite dopo aver dato il via libera al decreto legge contenente "disposizioni urgenti in materia di flussi di ingresso legale dei lavoratori stranieri e di prevenzione e contrasto all'immigrazione irregolare".

Perché i migranti sono arrivati fino a Cutro?

La linea del governo sull'immigrazione non viene messa in discussione, ha puntualizzato fin da subito Meloni. "Sbaglia di grosso chi pensa che a seguito della tragedia di Cutro cambia la nostra politica sulle migrazioni. Abbiamo licenziato un decreto legge che affronta questa materia e lo abbiamo fatto per ribadire che siamo determinati a sconfiggere la tratta di esseri umani responsabile di questa tragedia, la nostra risposta a ciò che è accaduto è una politica di maggiore fermezza" ha ribadito la premier.

Flussi regolari e stretta sugli scafisti: il piano del governo nel decreto migranti

La presidente del consiglio ha specificato che con il decreto approvato in Cdm "viene nuovamente ristretta la protezione speciale, una fattispecie allargata a dismisura: l'intento del governo è abolirla e sostituirla con una norma di buonsenso che corrisponda alla normativa europea di riferimento". 

Il provvedimento ripristina inoltre "i decreti flussi, che consentono l'ingresso per lavorare di immigrati regolari" e "che sono stati azzerati perché tutte le quote erano coperte da chi entrava illegalmente". Criteri di ingresso e "quote saranno su base triennale", ha spiegato la presidente del consiglio. Sono previste poi "corsie preferenziali per gli stranieri che in patria hanno fatto corsi di formazione riconosciuti dal governo italiano".  L'Italia riserverà dunque "delle quote di accesso ai lavoratori che provengono dai paesi che collaborano con l'Italia". La premier ha poi fatto riferimento alla necessità di fare un lavoro di "comunicazione direttamente nei paesi da dove partono i migranti per dare un quadro preciso della situazione".

Non è tutto. Nel decreto, ha aggiunto Meloni, "ci sono norme sulla semplificazione delle procedure di espulsione, per il potenziamento dei centri di permanenza finalizzati al rimpatrio, per intervenire nei casi di gestione opaca dei centri per migranti".

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