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Venerdì, 19 Aprile 2024
Polemiche e proteste

L'Ue difende l'Italia su Cutro, le salme dei migranti trasferite a Bologna

"Le condizioni meteo peggiorate dopo l'avvistamento, l'evento non era Sar" spiegano da Bruxelles. La rabbia delle famiglie: "Non lo sapevamo". Dal Viminale la conferma: "Soluzione provvisoria, l'Italia pagherà il rimpatrio ma non sarà semplice"

Saranno tutte trasferite entro oggi al cimitero musulmano di Bologna le salme delle vittime del naufragio di Steccato di Cutro. La decisione è stata presa dal ministero degli Interni ed ha colto di sorpresa le famiglie che si trovano a Crotone e che hanno inscenato una protesta con un sit-in davanti al Palamilone. Chiedono di attendere qualche giorno per avere la possibilità di avviare le pratiche per il trasferimento nei Paesi di origine. Il comune di Crotone, che ha raccolto le loro istanze, aveva già deliberato delle somme per i costi del trasferimento prelevandole dal Fondo migranti che poi sarebbe stato rimborsato dal Ministero.

Bloccato il trasferimento delle salme 

I trasferimenti delle salme delle vittime del naufragio di Cutro "sono soluzioni provvisorie e non definitive" prese "per dare immediata dignità alle salme" anche in considerazione del fatto che non è semplice "procedere nell'immediato al rimpatrio in Afghanistan" spiegano dal Viminale. "In ogni caso - fanno sapere le stesse fonti - si procederà sulla base delle richieste di ogni nucleo familiare con la soluzione definitiva. Qualora sia richiesto il rimpatrio della salma, lo Stato italiano si farà carico di tutti gli oneri".

"Al momento una vittima, un uomo di nazionalità Afghana, per volere dei familiari è stata sepolta con rito musulmano al cimitero di Crotone. Ed altre sei salme sono state rimpatriate nei Paesi di origine". spiega all'agenzia Dire l'assessora alle Politiche sociali del Comune di Crotone, Filly Pollinzi, che aggiunge: "Fino ad oggi abbiamo cercato, con tutte le nostre strutture comunali, d'intesa con le associazioni che stanno assistendo i familiari delle vittime, di trovare le più adeguate soluzioni. Ora non ci spieghiamo questo cambio di decisione con il trasferimento al cimitero di fede islamica di Borgo Panigale a Bologna". Nelle ore immediatamente successive al naufragio tutti i Comuni della provincia di Crotone, alcuni anche della provincia di Catanzaro e diversi cittadini privati, avevano espresso la loro disponibilità ad accogliere le salme delle vittime del naufragio di Steccato di Cutro.

Intanto un gruppo di familiari dei migranti vittime del naufragio del 26 febbraio ha messo in scena una protesta di fronte al palasport di Crotone. I manifestanti rivendicano "giustizia e verità", tenendo in mano le foto dei propri cari deceduti in mare.

Frontex: "I migranti non sembravano in pericolo"

Intanto da Bruxelles arriva la difesa dell'operato dei soccorritori italiani: "Frontex ha fatto tutto quello che ha potuto e dovuto fare in questa situazione. Purtroppo non è bastato. Se avessero avuto più carburante, avrebbero potuto vedere il cambio del tempo forse" ha dichiarato la commissaria europea agli Affari interni, Ylva Johansson, rispondendo a una domanda sulla naufragio di Cutro e il ruolo dell'aereo di Frontex che aveva avvistato l'imbarcazione spiegando come le condizioni meteo siano peggiorate dopo l'avvistamento. "L'aereo stava rientrando quando ha visto l'imbarcazione. Quello che vedevano andava direttamente al comando di Roma. Quindi vedevano le stesse cose. Dal video non emergeva che la barca fosse in pericolo ma le immagini termiche lasciavano intendere che probabilmente tante persone potevano essere in stiva ma non c'erano segnali di pericolo", ha spiegato. "Per questo Frontex e le autorità italiane hanno pensato che non fosse un'attività di ricerca e soccorso (Sar, ndr) ma di polizia. Probabilmente per questo hanno mandato le motovodette della Guardia di Finanza".

"Frontex ha fatto tutto quello che ha potuto e quello che doveva fare in questa situazione: purtroppo non è stato abbastanza - ha concluso Johansson -. Avrebbero potuto restare di più per continuare con il monitoraggio. Se l'avessero vista prima, se avessero avuto più carburante, forse avrebbero visto il cambiamento delle condizioni del mare e allora avrebbero sì dichiarato il pericolo per quella imbarcazione, ma purtroppo non è andata così".

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