Domenica, 18 Aprile 2021

Daniele Nardi e Ballard, soccorsi ripresi: "Nessun segno dei due alpinisti"

Da oltre una settimana non si hanno notizie dell'alpinista italiano e di quello britannico dispersi sul Nanga Parbat, e i soccorsi sono ostacolati dal maltempo. Le ultime notizie su Daniele Nardi e Tom Ballard

L'alpinista Daniele Nardi in una immagine del 27 dicembre 2014. ANSA/TELENEWS

Le operazioni di ricerca e recupero degli alpinisti Daniele Nardi e Tom Ballard - dispersi da otto giorni sul Nanga Parbat, una montagna pakistana - sono riprese stamattina alle 7 (ora italiana) e intorno alle 10 la squadra di soccorso dell'alpinista spagnolo Alex Txikon è arrivata al campo 1 del Nanga Parbat dove sta allestendo una tenda per poter iniziare le operazioni di ricerca. A confermare che Alex Txikon e la sua squadra sono al Campo 1 del Nanga Parbat è anche l'ambasciatore italiano in Pakistan Stefano Pontecorvo che comunica che sono state "predisposte attrezzature per far volare i droni da ricerca" che l'alpinista basco possiede. "Una nuova perlustrazione - scrive il diplomatico italiano che sta coordinando in loco le operazioni di recupero in stretto contatto con Agostino Da Polenza che si trova a Bergamo - non ha avuto successo. Visibilità buona".

Daniele Nardi disperso sul Nanga Parbat: le ultime notizie oggi

Stamattina, come detto, è cominciato un nuovo tentativo - andato a buon fine - per portare in elicottero gli alpinisti che dovranno cercare coi droni Nardi e Ballard al campo base del Nanga Parbat. Daniele Nardi - 42enne di Sezze, Latina - e Ballard - britannico di 30 anni - stavano tentando di aprire una nuova via al Nanga Parbat, la nona montagna più alta del mondo, di 8.125 metri, in Pakistan. Il loro obiettivo era arrivare in cima salendo per lo “sperone Mummery”, una parete sul cosiddetto versante Diamir della montagna (quello nord-ovest). L’ultima comunicazione con i due era avvenuta domenica mattina, e nei giorni seguenti erano state avviate le ricerche.

"Salviamo Daniele", droni alla ricerca dell'alpinista sul Nanga Parbat 

La tenda dei due ragazzi era stata avvistata giovedì, coperta di neve, ma le fasi successive dei soccorsi sono state complicate e hanno avuto diversi imprevisti. La spedizione di alpinisti che si erano offerti volontari per recuperare i due era stata annullata per il rischio valanghe. Dopo che per circa 24 ore gli elicotteri erano dovuti rimanere a terra per via delle schermaglie tra India e Pakistan il piano alternativo, quello che prevede l’aiuto dell’alpinista Alex Txikon e dei droni, non era potuto partire subito per problemi nel pagamento della società che gestiva i voli. Poi è arrivato il maltempo che ha portato nuove nevicate. 

Sulla pagina Facebook di Daniele Nardi, il suo staff ha riportato il report ufficiale dell’aeronautica pakistana sull’operazione svolta oggi con gli elicotteri:

“Due elicotteri Écureuil B3s dell’Aviazione pakistana sono decollati da Skardu alle 11 in condizioni meteo decisamente complicate. Fortunatamente il tempo si è rivelato migliore al di fuori della valle di Skardu. Gli elicotteri hanno fatto tappa a Jaglot prima di atterrare al Nanga Parbat. Il meteo da quel momento si è mantenuto buono nella zona. Durante l’arrivo al Nanga, i due elicotteri sono saliti a campo 1 rimanendo 10 minuti in quota per perlustrare alla ricerca di un punto di atterraggio a campo 1. Poi sono atterrati al campo base dove facendo scendere a terra il team spagnolo. I due elicotteri hanno quindi prelevato Alex Txikon and Rehmat Ullah Baig dal campo base riportandoli a campo 1. Dal momento che Ramat era con Daniele e Tom nelle fasi iniziali della spedizione, è stato in grado di indicare la via esatta sullo sperone Mummery ad Alex e ai piloti. È stata effettuata una prima ricognizione aerea di circa 50 minuti con Alex a bordo. Sono saliti a 7100 metri per poi scendere a C1. Sfortunatamente non è stato notato nessun segno dei due alpinisti né del loro campo. Alex Txikon è stato infine lasciato a C1 prima di ridiscendere al campo base e fare ritorno a Skardu”. Il team di Alex ha installato un campo operativo tra i campi alpinistici 1 e 2. Qui l’ingegnere alpinista Ignacio de Zuloaga ha iniziato a preparare i droni che andranno a perlustrare la zona dello Sperone in maniera dettagliata. Nel mentre Txikon insieme a un altro alpinista ha raggiunto campo 2 a quota 4850 per una prima perlustrazione via terra verso campo 3, per poi ridiscendere al campo operativo.

Ieri la fidanzata di Ballard, in un'intervista al Sunday Times ha dichiarato: "Non c'è più speranza". E ha raccontato l'ultima telefonata con il compagno, il 22 febbraio: "Si annoiava al campo base. Era felice di andare e non ha preso il telefono con lui. Era calmo e stava bene. Aveva perso peso a causa dell'altitudine". Le famiglie di Daniele Nardi e Tom Ballard hanno organizzato una raccolta fondi per aiutare nei soccorsi sul sito GoFundMe, che ha già ottenuto oltre 120mila euro di finanziamenti.

L'ultima intervista di Nardi: "A mio figlio dico non arrenderti mai"

"Mi piacerebbe essere ricordato come un ragazzo che ha provato a fare una cosa incredibile, impossibile, che però non si è arreso. E se non dovessi tornare, vorrei che il messaggio che arrivasse a mio figlio fosse questo: non fermarti, non arrenderti, datti da fare perché il mondo ha bisogno di persone migliori che facciano sì che la pace sia una realtà e non soltanto un'idea e vale la pena farlo". Daniele Nardi rispondeva così, nella sua ultima intervista, rilasciata a 'Le Iene' il 14 ottobre 2018 (qui il video), alla domanda 'come vorresti essere ricordato se non dovessi tornare'. "Non sto provando a suicidarmi", dice ancora Nardi rispondendo alle domande, "io cerco la vita, però sotto certi punti di vista un po' folle lo sono". Perché "vado a cercare di aprire una via nuova in inverno su una montagna di 8mila metri - aggiunge -. Passerò da una parte dove non è mai passato nessuno e lo farò d'inverno perché è la condizione più difficile". 

"Io l'ho scalata d'estate nel 2008 - racconta - ci ho provato quattro volte in inverno ma non mi è mai riuscito, questa è la quinta insomma spero che cose vadano bene". Alla domanda sul perché una persona debba fare una cosa del genere, Nardi risponde: "Questo per me fa parte di una promessa che mi sono fatto da bambino, quando ho deciso di fare l'alpinista: ho scelto di lasciare un segno sulla storia dell'alpinismo, per farlo dovevo fare qualcosa che nessuno ha mai fatto prima".

Daniele Nardi spiega che il Nanga Parbat "è una montagna che è conosciuta come una montagna assassina, uno su quattro degli scalatori che raggiungeva la vetta non tornava a casa", tra chi ha percorso la via più facile. Nardi ha scelto di passare per lo Sperone Mummery perché "è la via più diretta alla vetta" dice, la più elegante, la più bella ma anche la più pericolosa". E "ho scelto quella perché quando vedi la montagna da quella valle è a forma di imbuto", spiega: "E' una super diretta alla vetta del Nanga Parbat, in salita non l'ha mai scalata nessuno". E ricorda: "Ci fu una discesa nel 1970 di Reinhold e Ghunter Messner quando purtroppo il fratello di Messner morì".

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