Mercoledì, 12 Maggio 2021
Terremoto politico, intercettazioni e reazioni / Palermo

"Spalmiamo un poco i morti": il caso dei dati falsi sul Covid in Sicilia per non finire in zona rossa

Arrivano fino allo scorso 19 marzo le intercettazioni del Nas dei Carabinieri sui presunti aggiustamenti, anche mediatici, dei dati Covid che, secondo i magistrati di Trapani, sarebbero stati effettuati quotidianamente nei mesi scorsi. Terremoto politico: l'assessore Razza si dimette. Le ipotesi accusatorie al centro dell'inchiesta sono pesanti

Una macchina dei carabinieri all'esterno dell'assessorato Regionale alla Salute della Sicilia a Palermo, 30 marzo 2021. ANSA

Un terremoto politico. Scuote la Sicilia lo scandalo dei dati Covid. Arrivano fino allo scorso 19 marzo le intercettazioni del Nas dei Carabinieri sui presunti aggiustamenti, anche mediatici, dei dati Covid che, secondo i magistrati di Trapani, sarebbero stati effettuati quotidianamente nei mesi scorsi. Quel giorno i dati pervenuti alla Regione indicavano 508 positivi nella provincia di Palermo. "àma che dici? ...ma che dici?", afferma al telefono la dirigente generale del Dasoe, aggiungendo che non è possibile, perché se sono questi i dati definitivi, Palermo va immediatamente, subito in "zona rossa".

Sicilia, i dati falsi sul Covid trasmessi all'Iss

Palermo le accuse da cui alcuni degli indagati dovranno difendersi sono pesanti. Avrebbero alterato i dati sulla pandemia (modificando il numero dei positivi e dei tamponi) nel flusso diretto all'Istituto Superiore di Sanità, condizionando i provvedimenti adottati per il contenimento della diffusione del coronavirus sul territorio regionale. I carabinieri del Nas di Palermo e del Comando Provinciale di Trapani hanno eseguito un'ordinanza di misura cautelare agli arresti domiciliari nei confronti di alcuni appartenenti al Dipartimento Regionale per le Attività Sanitarie e Osservatorio Epidemiologico (Dasoe) dell'Assessorato della Salute.

Tra gli indagati anche l'assessore alla Salute Ruggero Razza. Gli è stato notificato un avviso di garanzia per falso materiale e ideologico ed è scattato il sequestro dei suoi cellulari. L'inchiesta della procura di Trapani, riferisce una nota, ha portato alla luce il suo "parziale coinvolgimento" nel sistema di falsificazione dei dati "sebbene non emerga ancora compendio investigativo grave" nei suoi confronti. Razza si è dimesso: "I fatti che vengono individuati - prosegue - si riferiscono essenzialmente al trasferimento materiale dei dati sulla piattaforma che sono stati riportati in coerenza con l’andamento reale dell’epidemia, tenuto conto della circostanza che sovente essi si riferivano a più giorni e non al solo giorno di comunicazione. Come sempre, il fenomeno della lettura postuma delle captazioni può contribuire a costruire una diversa ipotesi che, correttamente, verrà approfondita dell’autorità giudiziaria competente individuata dal Gip. Ma deve essere chiaro che ogni soggetto con l’infezione è stato registrato nominativamente dal sistema e nessun dato di qualsivoglia natura è mai stato artatamente modificato per nascondere la verità. Ciò nonostante, soprattutto nel tempo della pandemia, le istituzioni devono essere al riparo da ogni sospetto. Per sottrarre il governo da inevitabili polemiche ho chiesto al presidente della Regione di accettare le mie dimissioni".

Disposti i domiciliari per il dirigente del Dipartimento regionale attività sanitarie e osservatorio epidemiologico, per un dipendente dell’assessorato regionale all’Industria, per un dipendente di una ditta che collabora con la struttura per il flusso dei dati. Risultano indagati anche il vicecapo di gabinetto dell’assessore Razza e il direttore del Servizio 4 del Dasoe. I reati contestati sono falso materiale ed ideologico in concorso. 

Dati allarmanti sarebbero quindi stati nascosti o modificati 'ad hoc'? E' l'ipotesi accusatoria. In particolare alcuni degli arrestati sono accusati di aver alterato, in svariate occasioni nei mesi scorsi, il flusso dei dati inviati a Roma, evitando così che Sicilia finisse in zona rossa.

"Un disegno politico scellerato"

L'inchiesta è nata nel corso del 2020 quando gli investigatori durante alcuni controlli hanno scoperto un laboratorio di Alcamo, in provincia di Trapani, che avrebbe rilasciato centinaia di tamponi errati: erano negativi invece che positivi. Hanno quindi voluto vederci chiaro, e le intercettazioni hanno portato alla luce molti elementi importanti per le indagini.

Secondo quanto scritto dal gip di Trapani Caterina Brignone, che ha trasmesso gli atti a Palermo, sarebbe stato "un disegno politico scellerato a cui sembra estraneo il presidente della Regione Musumeci, che anzi - scrive il gip - pare tratto in inganno dalle false informazioni che gli vengono riferite".

Dati Covid "falsificati" in Sicilia: le intercettazioni dell'inchiesta

PalermoToday riporta alcune delle intercettazioni che riguardano anche Razza. "Ma sono veri?". "Sì, solo che sono di 3 giorni fa". "E spalmiamoli un poco…". E' solo una delle numerose intercettazioni registrate dagli inquirenti tra l'assessore alla Salute della Sicilia Ruggero Razza e la sua dirigente Maria Letizia Di Liberti. L'intercettazione fa parte dell'inchiesta che ha portato all'arresto della dirigente e all'avviso di garanzia per Razza. Sono acusati di falso ideologico e materiale.

Ecco come prosegue l'intercettazione. La dirigente Di Liberti dice a Razza: "Ah, ok allora oggi gliene do uno e gli altri li spalmo in questi giorni, va bene, ok. Mentre quelli del San Marco, i sei sono veri e pure gli altri cinque sono tutti di ieri… quelli di Ragusa, Ragusa cinque! E questi sei al San Marco sono di ieri.. perché ieri il San Marco ne aveva avuti ieri altri cinque del giorno prima, in pratica. Va bene? Ok". "Ok". "Ciao, ci metto questi io".

Poi in un'altra conversazione parlano senza sapere di essere intercettati la dirigente Di Liberti e il commissario per l'emergenza Covid Renato Costa. "Ho parlato con Ruggero. Gli ho mandato i dati. E Ruggero dice che sono troppi, c'è il problema della domenica e di non darli tutti!". "Va bene". "Di spostarli a domani un poco.. ma te lo devo dire però, perché altrimenti…". "Va bene gioia mia, certo!".

La dirigente si riferisce al numero di nuovi positivi, ma dice a Costa di avere parlato con l'assessore alla Sanità Ruggero Razza, che indagato, le avrebbe detto di spalmare i nuovi positivi su diversi giorni. "Quindi li abbasso a 285!", dice la dirigente. E Costa replica: "285, va bene!". "E domaniiii… o 295… comunque là siamo… e domani…". "Va bene..". "Li aggiungiamo, li spostiamo a domani". Poi, in un'altra telefonata, a un interlocutore dell'ufficio di gabinetto dell'assessore Razza, dice: "Eh… abbiamo fatto una modifica perché me lo ha chiesto Ruggero". "Eh! Mi dici qual è il… me lo mandi quello giusto?". "Eh! Perché mi ha chiesto Ruggero di fare una modifica… eh… meno venti su Palermo…".

Quel 'meno venti su Palermo' fa riferimento al numero di contagi di quel giorno. Secondo la Procura i dati sarebbero stati alterati per evitare la zona rossa.

"Quindi a Palermo quanti sono?". "Eh anziché 245…". "Palermo 225…". "Ok perfetto… capito?". "Sì". Per il gip "oltre a ciò, considerata la natura e le verosimili finalità degli illeciti commessi, sarebbe difficile se non impossibile ipotizzare un attivarsi del vertice dirigenziale in assenza di avallo dell'organo politico".

Tutti gli articoli di PalermoToday sull'inchiesta

Le reazioni nel mondo politico

"Vale sempre la presunzione di innocenza, ma le intercettazioni che coinvolgerebbero l'assessore della Sicilia sulla falsificazione dei dati del contagio da Covid-19 per non far scattare la zona rossa sono di una gravità inaudita. Qua si gioca con la vita di milioni di persone" commenta il vicepresidente dei deputati del Gruppo Pd alla Camera, Michele Bordo

"Le parole dell'assessore regionale alla sanità siciliano sono vergognose. Si accertino immediatamente le responsabilità sulla vicenda dati falsi sui decessi per Covid in Sicilia, che vede indagati l'assessore Razza e la dirigente Liberti. L'assessore si dimetta immediatamente e si valuti il commissariamento della sanità siciliana. La politica, arriva dopo la magistratura, peccato" dice il senatore di Leu Francesco Laforgia.

"Quanto sta emergendo in queste ore dalle indagini portate avanti dalla Procura di Trapani è gravissimo - dice la capogruppo del MoVimento 5 Stelle in Commissione Igiene e Sanità del Senato Elisa Pirro - I reati contestati sono di una gravità inaudita, pensare che durante quest’anno durissimo qualcuno abbia pensato di inviare dei dati falsi sui pazienti Covid-19 è inaccettabile nonché un atteggiamento di assoluta irresponsabilità”.

C'è anche chi attacca Musumeci: "Nella sua doppia veste di Commissario Regionale per l’emergenza e di Presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci ha una doppia, enorme, responsabilità politica: quella di avere affidato l’intera gestione dell’emergenza ad un gruppo di funzionari delinquenti e ad un assessore inadeguato e irresponsabile, suo fedelissimo, che hanno attentato alla vita di noi siciliani, e quella di avere omesso qualsiasi forma di controllo efficace sulle operazioni di caricamento dei dati” afferma il deputato siciliano del Pd Carmelo Miceli, componente delle commissioni Antimafia e Affari Costituzionali, il quale, in una nota conclude “mentre i delinquenti falsificavano i dati dei contagiati per evitare la ‘zona rossa’, Musumeci dove era? Cosa aspetta a dimettersi da ogni incarico come ha fatto Razza?”.

razza-28-2

L'assessore Razza, in foto, si è dimesso oggi

Continua a leggere su Today.it

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

"Spalmiamo un poco i morti": il caso dei dati falsi sul Covid in Sicilia per non finire in zona rossa

Today è in caricamento