Domenica, 26 Settembre 2021
I numeri

Da febbraio sono morte di covid 35.776 persone, il 99% non aveva completato la vaccinazione

Nei 423 deceduti con ciclo vaccinale completo si riscontra un'età media più alta e un numero medio di patologie pregresse maggiori rispetto alla media

Quasi 99 deceduti per Covid su 100 dallo scorso febbraio non avevano terminato il ciclo vaccinale, e fra quelli che invece lo avevano completato (423) si riscontra un'età media più alta e un numero medio di patologie pregresse maggiori rispetto alla media. Lo afferma un approfondimento contenuto nel report periodico sui decessi dell'Istituto Superiore di Sanità. Fino al 21 luglio sono 423 i decessi SARS-COV-2 positivi in vaccinati con "ciclo vaccinale completo" e rappresentano l'1,2% di tutti i decessi SARS-COV-2 positivi avvenuti dallo scorso 1 febbraio (in totale 35.776 decessi).

L'1 febbraio, spiega l'Iss, è scelto come data indice perché corrisponde alle cinque settimane necessarie per il completamento del ciclo vaccinale a partire dall'inizio della campagna. L'analisi è basata su un campione di 70 cartelle cliniche dei 423 decessi SARS-COV-2 positivi avvenuti fino al 21/07/2021 in vaccinati con "ciclo vaccinale completo" (16.5%). Dopo l'insufficienza respiratoria acuta, le sovrainfezioni sono le complicanze maggiormente diffuse nelle persone decedute con ciclo vaccinale completo. Terapia antibiotica e steroidea sono le terapie più utilizzate su questi pazienti.

I vaccinati possono morire di covid?

Rispetto alla totalità dei decessi per cui sono state analizzate le cartelle cliniche, rileva l'Iss, nel campione dei deceduti con "ciclo vaccinale completo" l'età media risulta decisamente elevata (88.6 vs. 80 anni). Inoltre, il numero medio di patologie osservate in questo gruppo di decessi è di 5,0, molto più elevato rispetto ai decessi della popolazione generale (3,7).

"I risultati qui presentati - conclude il report - possono avere due possibili spiegazioni. In primis, i pazienti molto anziani e con numerose patologie possono avere una ridotta risposta immunitaria e pertanto essere suscettibili all'infezione da SARS-CoV-2 e alle sue complicanze pur essendo stati vaccinati. In secundis, questo risultato può essere spiegato dal fatto che è stata data priorità per la vaccinazione alle persone più anziane e vulnerabili e che quindi questa rappresenta la popolazione con maggiore prevalenza di vaccinazione a ciclo completo alla data in cui è stata eseguita questa valutazione".

Gli scettici che si chiedono se i vaccini siano davvero efficaci rispondono inoltre i numeri con le stime di efficacia vaccinale dell'Istituto superiore di sanità relative al periodo dal 4 aprile (approssimativamente la data in cui la vaccinazione è stata estesa alla popolazione generale) all'11 luglio 2021: i vaccini anti covid approvati dall'Agenzia europea per i medicinali (Comirnaty di Pfizer-BioNtech, Moderna, Vaxzevria di AstraZeneca e Janssen di Johnson&Johnson) hanno percentuali di copertura molto alte che assicurano la quasi totale immunità.

  • l'efficacia complessiva della vaccinazione è superiore al 70% nel prevenire l'infezione nei vaccinati con ciclo incompleto e superiore all'88% per i vaccinati con ciclo completo;
  • l'efficacia nel prevenire l'ospedalizzazione sale all'80,8% con ciclo incompleto e al 94,6% con ciclo completo;
  • l'efficacia nel prevenire i ricoveri in terapia intensiva è pari all'88,1% con ciclo incompleto e al 97,3% con ciclo completo;
  • l'efficacia nel prevenire il decesso è pari al 79% con ciclo incompleto e al 95,8% con ciclo completo.

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