Sabato, 8 Maggio 2021

La bozza del decreto 13 gennaio: spostamenti vietati fino al 5 marzo

Il blocco rimane tra regioni e province autonome. Rimangono ammessi quelli per ragioni di necessità, lavoro e salute con autocertificazione. Da domenica nove regioni a rischio zona arancione e tre in area rossa

La bozza del decreto legge che è in discussione nel consiglio dei ministri convocato per le 21,30 del 13 gennaio prevede che siano vietati gli spostamenti tra le regioni e le province autonome "dal 16 gennaio 2021 al 5 marzo 2021". L'Adn Kronos scrive che rimangono ammessi gli spostamenti "motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione". 

EDIT 23,30: Il Consiglio dei ministri ha approvato il nuovo decreto legge con le misure per il contrasto al Covid. Il decreto proroga anche lo stato d'emergenza fino al 30 aprile, come anticipato dal ministro Roberto Speranza al Parlamento. Ora si attende la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. 

La bozza del decreto legge 13 gennaio: spostamenti vietati fino al 5 marzo

La bozza conferma anche la regola che consente a un massimo di due persone di andare a visitare amici o parenti, una volta al giorno: "In ambito regionale, lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata è consentito, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 05:00 e le ore 22:00, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi". E consente gli spostamenti tra piccoli comuni:  "Qualora la mobilità sia limitata all'ambito territoriale comunale - si legge ancora nella bozza del dl - sono comunque consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia".

Nel decreto viene prorogato lo stato d'emergenza fino al 30 aprile 2021 (il comitato tecnico scientifico aveva chiesto la proroga fino al 31 luglio, ma non è stato accontentato). E vengono cambiati, come annunciato, anche i criteri per passare dalla zona gialla a quella arancione: le regioni che si collocano dal punto di vista epidemiologico in uno scenario di tipo 1 e con un livello di rischio più alto vengono inserite "in uno scenario di tipo 2 e con livello di rischio moderato". Il nuovo decreto stabilisce anche una quarta area bianca, oltre a quella gialla, arancione e rossa: "L'area bianca - ha spiegato Speranza oggi alla Camera - si attiverà con un'incidenza di 50 casi settimanali ogni 100mila abitanti ed un Rt sotto il valore di 1". Ad oggi nessuna regione rientra nei parametri. Nella bozza del decreto invece si parla di un'incidenza dei contagi per due settimane consecutive inferiore ai 50 casi ogni centomila abitanti. In queste aree, in automatico, il decreto prevede che cessino di applicarsi le misure di restrizione previste. 

Oltre alla proroga al divieto di spostamenti tra Regioni, anche in area gialla, fino al 5 marzo, la bozza del dl che arriverà sul tavolo del Cdm di questa sera prevede la conferma, fino al 5 marzo, del coprifuoco dalle 22 alle 5, e della visita di due persone, esclusi under 14 dal conteggio, a parenti o amici. In ambito regionale, "lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata è consentito, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 05:00 e le ore 22:00; e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi", si legge infatti nel testo. Inoltre, "qualora la mobilità sia limitata all'ambito territoriale comunale, sono comunque consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia". 

EDIT: Il comunicato del consiglio dei ministri:

Il testo proroga, al 30 aprile 2021, il termine entro il quale potranno essere adottate o reiterate le misure finalizzate alla prevenzione del contagio ai sensi dei decreti-legge n. 19 e 33 del 2020. Il decreto conferma, fino al 15 febbraio 2021, il divieto già in vigore di ogni spostamento tra Regioni o Province autonome diverse, con l’eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione. Inoltre, dal 16 gennaio 2021 e fino al 5 marzo 2021, sull’intero territorio nazionale si applicano le seguenti misure:

  • è consentito, una sola volta al giorno, spostarsi verso un’altra abitazione privata abitata, tra le 5.00 e le ore 22.00, a un massimo di due persone ulteriori a quelle già conviventi nell’abitazione di destinazione. La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con sé i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che con loro convivono. Tale spostamento può avvenire all’interno della stessa Regione, in area gialla, e all’interno dello stesso Comune, in area arancione e in area rossa, fatto salvo quanto previsto per gli spostamenti dai Comuni fino a 5.000 abitanti;
  • qualora la mobilità sia limitata all’ambito territoriale comunale, sono comunque consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia;
  • è istituita una cosiddetta area “bianca”, nella quale si collocano le Regioni con uno scenario di “tipo 1”, un livello di rischio “basso” e una incidenza dei contagi, per tre settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti. In area “bianca” non si applicano le misure restrittive previste dai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri (DPCM) per le aree gialle, arancioni e rosse ma le attività si svolgono secondo specifici protocolli. Nelle medesime aree possono comunque essere adottate, con DPCM, specifiche misure restrittive in relazione a determinate attività particolarmente rilevanti dal punto di vista epidemiologico.

In considerazione della necessità di agevolare l’attuazione del piano vaccinale per la prevenzione del contagio da COVID-19, in coerenza con le vigenti disposizioni europee e nazionali in materia di protezione dei dati personali, è istituita, una piattaforma informativa nazionale idonea ad agevolare, sulla base dei fabbisogni rilevati, le attività di distribuzione sul territorio nazionale delle dosi vaccinali, dei dispositivi e degli altri materiali di supporto alla somministrazione, e il relativo tracciamento. Inoltre, su istanza della Regione o Provincia autonoma interessata, la piattaforma nazionale esegue, in sussidiarietà, le operazioni di prenotazione delle vaccinazioni, di registrazione delle somministrazioni dei vaccini e di certificazione delle stesse, nonché le operazioni di trasmissione dei dati al Ministero della salute.

Dal 16 gennaio mezza Italia in zona arancione

Oggi in Parlamento il ministro della Salute Roberto Speranza ha annunciato che il governo intende "stabilire l'ingresso in area arancione di tutte le regioni a rischio alto, secondo i 21 parametri definiti dal dm del 30 di aprile". Sabato 16 gennaio entrerà in vigore il nuovo Dpcm che manterrà le principali misure dell'attuale provvedimento, prevedendo però criteri che abbasseranno le soglie per l'inserimento delle regioni in zona arancione o rossa. Per quanto riguarda la giornata di sabato 16, l'ipotesi prevalente è che resti valida l'attuale colorazione suddivisa nelle diverse fasce.

Le ordinanze del ministero della Salute entreranno in vigore domenica 17 gennaio. Secondo l'agenzia di stampa Ansa rischiano la zona rossa Lombardia, Sicilia ed Emilia-Romagna. La zona arancione potrebbe invece arrivare in Lazio, Friuli Venezia-Giulia, Liguria, Puglia, Umbria, Marche, Piemonte, Trentino Alto Adige. In zona gialla dovrebbero rimanere quindi Toscana, Sardegna e Molise. I numeri del monitoraggio contenuto nel report dell'Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute, attesi per domani, chiariranno gli ultimi dubbi. 

È stato intanto anticipato alle 9 di domani mattina il vertice, convocato dal ministro per gli Affari regionali e le Autonomie Francesco Boccia, con il ministro della Salute Roberto Speranza, il commissario straordinario all'emergenza coronavirus Domenico Arcuri, le Regioni, l'Anci e l'Upi. Nel corso della riunione si farà il punto sul piano vaccini e sul nuovo Dpcm. Il Messaggero intanto scrive oggi che per quanto riguarda i nuovi divieti resta ancora qualche nodo da sciogliere. Alcune delle misure che entreranno in vigore dal 16 gennaio saranno oggi oggetto di trattativa con i governatori.

  • Si tratta sul contestato divieto all’asporto per i bar dopo le 18 inviso praticamente a tutte le Regioni;
  • sull’ulteriore slittamento dell’inizio della stagione sciistica (ormai certo, ma servono i ristori);
  • sulla possibilità di raggiungere le seconde case all’interno dei confini regionali se in arancione (oggetto di deroga nel periodo natalizio).

Altre misure invece sono già state concordate. Accanto alle norme inamovibili come il coprifuoco dalle ore 22 alle 5 e a quelle per i colori già definite con il Dpcm del 3 novembre scorso, ci saranno quindi lo stop agli spostamenti tra Regioni anche se gialle, il divieto di ricevere in casa più di 2 persone diverse dai conviventi (a meno che le persone in più non siano figli minorenni o persone non autosufficienti), la deroga per i piccoli comuni (sì agli spostamenti entro un raggio di 30 km se si risiede in centri abitati con meno di 5mila abitanti e non ci si sposta verso capoluoghi di provincia) e la conferma delle chiusure per palestre, piscine e sale da ballo. I musei. dopo il pressing del Mibact, con ingressi contingentati e prenotazioni obbligatorie dovrebbero riaprire anche in zona gialla.

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