Venerdì, 25 Giugno 2021
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Il testo del decreto legge 14 gennaio: gli spostamenti vietati fino al 15 febbraio

Lo stop allo spostamento tra regioni non è stato prorogato fino al 5 marzo, come riportava il testo del decreto in entrata al cdm, ma solo fino al 15 febbraio. Il Consiglio dei ministri ha deliberato la proroga fino al 30 aprile dello stato di emergenza

È stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il testo del decreto legge n.2 14 gennaio che proroga lo stato d'emergenza al 30 aprile 2021 e vieta sull'intero territorio nazionale gli spostamenti tra regioni e province. Lo stop allo spostamento tra regioni non è stato prorogato fino al 5 marzo, come riportava il testo del decreto in entrata al cdm, ma solo fino al 15 febbraio. Il Consiglio dei ministri ha deliberato la proroga fino al 30 aprile 2021 dello stato di emergenza per la pandemia ed ha inoltre adottato un decreto-legge con ulteriori disposizioni urgenti per il contenimento della diffusione del COVID-19.

Il testo del decreto legge 14 gennaio 

Il testo conferma fino al 15 febbraio 2021 il divieto gia' in vigore di ogni spostamento tra Regioni o Province autonome, con l'eccezione di quelli "motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessita' o motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione".

Di seguito il testo dell'articolo 1 del decreto legge e il pdf dal sito della Gazzetta Ufficiale:

ART. 1.

(Ulteriori disposizioni urgenti per il contenimento della diffusione del COVID-19)

1. All'articolo 1, comma 1, del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35, le parole “31 gennaio 2021” sono sostituite dalle seguenti: “30 aprile 2021”.

2. All'articolo 3, comma 1, del decreto-legge 16 maggio 2020, n. 33, convertito, con modificazioni, dalla legge 14 luglio 2020, n. 74, le parole “31 gennaio 2021” sono sostituite dalle seguenti: “30 aprile 2021”.

3. Dal 16 gennaio 2021 al 15 febbraio 2021, sull’intero territorio nazionale è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita tra i territori di diverse regioni o province autonome, salvi gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È comunque consentito il rientro alla propria residenza, domicilio o abitazione.

4. Dal 16 gennaio 2021 al 5 marzo 2021, sull’intero territorio nazionale, ferme, per quanto non previsto nel presente decreto, le misure adottate con i provvedimenti di cui all'articolo 2, commi 1 e 2, del decreto-legge n. 19 del 2020, si applicano le seguenti misure:

  • a) in ambito regionale, lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata è consentito, una volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 05:00 e le ore 22:00, e nei limiti di due persone ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi; nelle regioni individuate ai sensi dell’articolo 1, commi 16-quater e 16-quinques del decreto-legge n. 33 del 2020, l’ambito degli spostamenti di cui al primo periodo è quello comunale, fatto salvo quanto previsto dalla lettera b);
  • b) qualora la mobilità sia limitata all’ambito territoriale comunale, sono comunque consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia.

5. All'articolo 1 del decreto-legge n. 33 del 2020, dopo il comma 16-quater, sono aggiunti i seguenti: “16-quinques. Le misure di cui al comma 16-quater previste per le regioni che si collocano in uno scenario di tipo 2 e con livello di rischio moderato si applicano, secondo la medesima procedura ed in presenza di una analoga incidenza settimanale dei contagi, anche alle regioni che si collocano in uno scenario di tipo 1 e con un livello di rischio alto. 16-sexies. Con ordinanza del Ministro della salute, adottata ai sensi del comma 16-bis sono individuate le regioni che si collocano in uno scenario di tipo 1 e con un livello di rischio basso, ove nel relativo territorio si manifesti una incidenza settimanale dei contagi, per tre settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti, all’interno delle quali cessano di applicarsi le misure determinate ai sensi dell'articolo 1, comma 2, del decreto-legge 25 marzo 2020, n. 19, convertito, con modificazioni, dalla legge 22 maggio 2020, n. 35, e le attività sono disciplinate dai protocolli individuati con decreti del Presidente del Consiglio dei ministri. Con i medesimi decreti possono essere adottate, in relazione a determinate attività particolarmente rilevanti dal punto di vista epidemiologico, specifiche misure restrittive fra quelle di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto-legge n. 19 del 2020.”

Il testo del decreto legge 14 gennaio n. 2 in pdf

Il decreto 14 gennaio: lo stato d'emergenza prorogato al 30 aprile

Dal 16 gennaio 2021 fino al 5 marzo 2021, invece, varranno i limiti alla mobilità già introdotti nei precedenti decreti sull'intero territorio nazionale. Eccole in sintesi: è consentito, una sola volta al giorno, spostarsi verso un'altra abitazione privata abitata, tra le 5.00 e le ore 22.00, a un massimo di due persone ulteriori a quelle gia' conviventi nell'abitazione di destinazione. La persona o le due persone che si spostano potranno comunque portare con se' i figli minori di 14 anni (o altri minori di 14 anni sui quali le stesse persone esercitino la potestà genitoriale) e le persone disabili o non autosufficienti che con loro convivono. Tale spostamento puo' avvenire all'interno della stessa Regione, in area gialla, e all'interno dello stesso Comune, in area arancione e in area rossa, fatto salvo quanto previsto per gli spostamenti dai Comuni fino a 5.000 abitanti.

La bozza del Dpcm 15 gennaio e le regioni in zona gialla, arancione e rossa

Qualora la mobilita' sia limitata all'ambito territoriale comunale, sono comunque consentiti gli spostamenti dai comuni con popolazione non superiore a 5.000 abitanti e per una distanza non superiore a 30 chilometri dai relativi confini, con esclusione in ogni caso degli spostamenti verso i capoluoghi di provincia. Il decreto istituisce anche una cosiddetta area "bianca", nella quale si collocano le Regioni con uno scenario di "tipo 1", un livello di rischio "basso" e una incidenza dei contagi, per tre settimane consecutive, inferiore a 50 casi ogni 100.000 abitanti. In area "bianca" non si applicano le misure restrittive previste dai decreti del Presidente del Consiglio dei ministri (DPCM) per le aree gialle, arancioni e rosse ma le attività si svolgono secondo specifici protocolli. Nelle medesime aree possono comunque essere adottate, con DPCM, specifiche misure restrittive in relazione a determinate attivita' particolarmente rilevanti dal punto di vista epidemiologico.

Il testo del decreto legge 14 gennaio n. 2

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