Venerdì, 7 Maggio 2021

Il decreto di Draghi sulle riaperture dal 7 aprile e le regioni in zona rossa e arancione da lunedì 29 marzo

Il governo al lavoro sul provvedimento atteso per martedì 30. Intanto stasera dopo il report #45 dell'Iss l'ordinanza di Speranza cambierà i colori delle regioni. In attesa della "liberazione" dopo Pasqua

Il decreto legge che il governo Draghi sta preparando e che andrà in vigore dal 7 aprile potrebbe arrivare in Consiglio dei Ministri entro martedì 30 marzo. Oggi è in programma la riunione della Cabina di Regia dell'esecutivo per definire le linee guida del provvedimento, mentre il report #45 dell'Istituto Superiore di Sanità e del ministero della Salute porteranno in zona rossa e arancione alcune regioni dopo l'ordinanza del ministro Roberto Speranza. 

Il decreto covid di Draghi con le nuove misure dal 7 aprile: cosa ha detto Draghi oggi

Il decreto sarà evidentemente condizionato dai numeri dell'emergenza, che ancora oggi sono drammatici. Ieri il bollettino della Protezione Civile riportava 24mila tamponi positivi e 460 morti, un dato anomalo rispetto agli altri paesi europei. E che non può non condizionare le ipotesi di riapertura sul tavolo di Draghi e Speranza. Sono programmate dopo Pasqua, ovvero il 6 aprile alla scadenza del provvedimento oggi in vigore. I temi sono la riapertura delle scuole anche in zona rossa, il ripristino della zona gialla e le decisioni sugli spostamenti tra regioni e sulle attività produttive. E il governo è spaccato tra "rigoristi" e "aperturisti". Il centrodestra e Italia Viva fanno parte del secondo schieramento, mentre nel primo ci sono il Partito Democratico, Liberi e Uguali e il MoVimento 5 Selle. 

Il governo ipotizza che da qui al 6 aprile, raggiunto il picco, i contagi comincino a calare. Ma finora i numeri non hanno dato ragione all'esecutivo. L'agenzia di stampa Ansa scrive che l'ipotesi che prevale tra i ministri più prudenti è quella di prolungare le restrizioni attuali oltre Pasqua. Nel centrodestra di governo che spinge per allentamenti si riconosce da alcune fonti ministeriali che la situazione dell'epidemia resta pesante, mentre altre parteggiano comunque per una ripartenza non solo dell'istruzione, ma anche del commercio e della ristorazione laddove possibile. In pressing sull'esecutivo Matteo Salvini. "Lavoriamo perché aprile sia il mese della rinascita, delle riaperture, del rilancio - dice il leader della Lega -. Il sostegno più efficace è il ritorno al lavoro: gli italiani hanno tenuto duro un anno, si meritano il ritorno alla vita".

Ci sono comunque alcuni segnali positivi da non sottovalutare. Ieri è sceso il saldo dei pazienti ricoverati. Intanto, scrive il Fatto Quotidiano, la scuola è stata al centro della Conferenza Stato-Regioni di ieri. Com’è noto, l’intenzione del governo, dopo Pasqua, è di riattivare la didattica in presenza anche in zona rossa. Per garantire la sicurezza, si parla di “tamponi rapidi fatti il primo giorno e ripetuti ogni settimana” grazie anche all’utilizzo di “test salivari”.

Tamponare un’intera scuola prima dell’inizio delle lezioni (per tacere delle prevedibili difficoltà pratiche in caso di bimbi dei nidi, delle materne e dei primi anni delle elementari) sembra un’operazione alquanto difficile anche per le task force di esercito e Protezione civile cui il governo sembra intenzionato a volersi affidare. Quanto ai tamponi salivari (anche se esiste una ricerca confortante dell’Universitàà di Padova), non sono ancora autorizzati e, a detta degli addetti ai lavori, “hanno una sensibilità bassissima”.

Secondo Repubblica il governo lavora a una riapertura graduale della scuola dopo Pasqua seguendo le regole attualmente in vigore: lezioni in presenza in fascia rossa solo per materne, elementari e prima media e Dad al 50 per cento (ma possibile anche al 75) in zona arancione per seconda-terza media e superiori. Il commissario all'emergenza Figliuolo ha fatto sapere che il test rapido per tutti non è possibile da gestire. Il professor Andrea Crisanti spiega: "Non serve fare un tampone a tutti gli studenti italiani. Il nostro Paese passa con troppa facilità dal nulla al tutto per poi tornare al nulla. Serve, invece, un controllo periodico su base statistica. Nei diversi istituti, differenti per età degli alunni, per anno di costruzione, per il pendolarismo di studenti e insegnanti, si possono fare controlli a campione. Utilizzando i tamponi antigenici, quelli da farmacia. Non è importante capire quanti sono i positivi, ma dove sono. Il salivare resta un test molecolare, diciamo lento, non si presta a questo screening". 

Il report #44 dell'Iss sull'emergenza nelle regioni

L'ordinanza di Speranza: le regioni in zona rossa e arancione

Franco Locatelli del Comitato Tecnico Scientifico si dice però pessimista sulle riaperture: "I numeri del monitoraggio di oggi e della prossima settimana daranno già delle indicazioni sul futuro. Personalmente, credo che aprire contemporaneamente troppe cose non sarà possibile, andranno fatte delle scelte che tengano conto anche di ragioni di natura sociale ed economica con la massima priorità per la scuola in presenza come ha sottolineato il premier Draghi. Abbiamo tutti ben chiaro che viene prima la salute, ma che allo stesso tempo si devono dare risposte alla crisi socio-economica".

Intanto le regioni si preparano al week end del 27 e del 28 marzo che sarà in zona rossa e arancione per tutte. Il monitoraggio settimanale pronostica il Lazio in zona arancione da quella rossa mentre il Veneto è in bilico. La Lombardia dovrebbe restare nella zona rossa e la Toscana, almeno secondo quanto sostiene il presidente della Regione Eugenio Gianni, dovrebbe rimanere in arancione. In Valle d'Aosta, invece, si ipotizza di anticipare la zona rossa già da sabato, con un Rt balzato a 1,75 (quasi due contagiati per ogni infetto) e 291 positivi su 100 mila abitanti (la soglia massima prima del rosso automatico è di 250). Sono al vaglio misure per limitare gli spostamenti e gli assembramenti nel fine settimana. ""Da lunedì saremo certamente in zona rossa", dice il governatore Erik Lavevaz.

La Stampa pronostica che Piemonte, Lombardia, Trentino, Friuli, Emilia-Romagna, Marche e Puglia resteranno rosse fino al 12 aprile, perché hanno ancora un’incidenza di casi e un Rt molto alti e per essere promossi occorre avere per due settimane numeri da arancione. Condizione nella quale si troverà la Campania con il monitoraggio del Venerdì santo, che ne consacrerà il passaggio alla fascia arancione a partire dal 7 aprile. C'è poi il problema delle seconde case in zona rossa: Valle d'Aosta, Alto Adige, Toscana e Campania hanno emanato ordinanze per vietare quegli spostamenti. Ma non è escluso, spiega ancora il quotidiano, che i tribunali amministrativi tornino all’assalto delle ordinanze regionali anti-seconda casa, che per alcuni sarebbero in odore di incostituzionalità, visto che la limitazione delle libertà personali è competenza del governo di Roma.

Secondo il Messaggero uno degli scenari che il governo ha sul tavolo è quello di mantenere la sospensione della zona gialla per un'altra settimana dopo Pasqua. C'è anche chi chiede un irrigidimento delle regole, in quella che sarebbe una zona gialla rinforzata. Il giallo potrebbe tornare solo nella terza settimana di aprile e con ulteriori limitazioni che potrebbero riguardare bar e ristoranti, i quali potrebbero chiudere alle 15.

Sui controlli delle forze dell'ordine, che sulle strade non sono apparsi in questo periodo paragonabili a quelli del lockdown del marzo 2020, si inserisce una sentenza del Gup di Milano Alessandra Del Corvo, che ha assolto "perché il fatto non sussiste" un 24/enne a processo per aver mentito nell'autocertificazione. Il giovane era accusato di falso a seguito di un controllo proprio un anno fa, ma il giudice ha stabilito che "un simile obbligo di riferire la verità non è previsto da alcuna norma di legge" e, anche se ci fosse, sarebbe "in palese contrasto con il diritto di difesa del singolo", previsto dalla Costituzione. La stessa procura aveva chiesto l'assoluzione. 

Aggiornamento 9.50 - La cabina di regia presieduta dal presidente del Consiglio Mario Draghi sul prossimo decreto Covid è anticipata alle 12. Lo si apprende da fonti di governo. Alle 14 il premier terrà una conferenza stampa.

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