Venerdì, 7 Maggio 2021
Le anticipazioni sul nuovo decreto legge

Il decreto legge in arrivo con le nuove regole sulla zona gialla, la scuola e gli spostamenti tra le regioni

Dopo il 6 aprile si continuerà con il sistema a colori, ma la maggioranza è divisa sul da farsi: una delle ipotesi sul tavolo è di ripristinare le 4 fasce con l'obbligo dei week end in arancione. Le lezioni in presenza restano un rebus, sul tavolo anche la possibile proroga al blocco della circolazione

Mario Draghi

Ma la zona gialla tornerà o no dopo il 6 aprile? Fino a ieri l’intenzione sembrava quella di uniformare le restrizioni in vigore oggi per molto più tempo, probabilmente fino al mese di maggio. Questo almeno, stando alle voci trapelate, era quanto chiedeva l’ala più rigorista della maggioranza preoccupata dall’elevato numero di contagi e, soprattutto, dalla situazione negli ospedali che in alcune regioni si sta facendo critica. Finora sulle (eventuali) riaperture il premier Draghi non ha proferito parola, mentre il ministro della Salute Roberto Speranza si è limitato a dire che anche dopo Pasqua si continuerà con il sistema a colori. Il problema è capire quanti saranno i colori. Il decreto n. 30  del 13 marzo stabilisce infatti che dal 15 marzo al 2 aprile 2021 e nella giornata del 6 aprile 2021, in tutte le zone gialle si applichino le disposizioni previste per le zone arancioni. E poi? La maggioranza è spaccata.

Il decreto in arrivo e l'ipotesi di nuove regole per la zona gialla

Secondo il “Corsera” una delle ipotesi sul tavolo è quella di ripristinare il sistema a 4 fasce, ma con una zona gialla rafforzata che prevederebbe l’obbligo per bar e ristoranti di chiudere alle 16. Non solo. Nei fine settimana, in base a questa ipotesi, le regioni in giallo rafforzato si tingerebbero comunque di arancione. In altre parole, nelle aree gialle bar e ristoranti sarebbero comunque costretti a chiudere nel week end, ma almeno potrebbero rimanere aperti nel resto della settimana, benché con un orario ridotto. Solo un’ipotesi, per adesso. Ma il provvedimento sembra ormai in dirittura di arrivo.

La conferenza stampa di Mario Draghi sul nuovo decreto legge covid

Il decreto legge che il governo Draghi sta preparando potrebbe infatti essere discusso in Consiglio dei Ministri già martedì prossimo per entrare in vigore dal 7 aprile. La maggioraza, dicevamo, è spaccata. Se centrodestra e Italia Viva sono schierati sul fronte aperturista, Partito Democratico, Liberi e Uguali e M5S insistono sulla strada del rigore. Ad influenzare la decisione saranno ovviamente i dati epidemiologici dei prossimi giorni. Gli ultimi bollettini hanno fatto registrare una stabilizzazione della curva dei contagi, ma siamo comunque su numeri elevatissimi. Si tratta ora di vedere quando inizierà la discesa e quanto sarà ripida. Inutile dire che con la variante inglese ormai dominante, anticipando le riaperture si corre il rischio di vanificare gli sforzi fatti fin qui.

Il rebus scuola e le regole sugli spostamenti tra le regioni nel nuovo decreto in arrivo

C’è poi il rebus della scuola. Il governo lavora a una riapertura graduale subito dopo Pasqua seguendo le regole attualmente in vigore, ma è forse superfluo dire che il ritorno degli studenti tra i banchi potrebbe contribuire all’esplosione di nuovi focolai di contagio.

Per Franco Locatelli, coordinatore del Comitato Tecnico Scientifico, "i numeri del monitoraggio di oggi e della prossima settimana daranno già delle indicazioni sul futuro. Personalmente, credo che aprire contemporaneamente troppe cose non sarà possibile, andranno fatte delle scelte che tengano conto anche di ragioni di natura sociale ed economica con la massima priorità per la scuola in presenza come ha sottolineato il premier Draghi. Abbiamo tutti ben chiaro che viene prima la salute, ma che allo stesso tempo si devono dare risposte alla crisi socio-economica".

Insomma, se le lezioni torneranno in presenza difficilmente potranno essere fatte scelte aperturiste su altri fronti. Almeno fino a quando non ci sarà una percentuale di vaccinati in grado di proteggere almeno le fasce di età più anziane. Sullo sfondo c’è anche il tema degli spostamenti tra le regioni che restano vietati fino al 6 aprile. Che cosa accadrà poi? Difficile dirlo. Se anche l'esecutivo dovesse decidere di reintrodurre la zona gialla (o gialla rafforzata) potrebbe comunque con lo stesso decreto prorogare lo stop alla circolazione con una norma ad hoc. Di fatto sembra questa l'ipotesi più probabile. Staremo a vedere. 

Edit. Dalla cabina di regia del governo, secondo quanto si apprende, emerge che non ci saranno zone gialle: fino al 30 aprile saranno confermate le misure oggi in vigore che prevedono solo zone arancioni e rosse. Sembra dunque scartata l'ipotesi di una zona gialla rafforzata per le regioni dove la curva dei contagi, dopo Pasqua, mostrerà una discesa. L'idea era quella di concedere fiato a quelle categorie più penalizzate dall'inizio della pandemia, come i gestori di bar e ristoranti.

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