Sabato, 27 Febbraio 2021

La deroga per il pranzo e la cena di Natale 2020 e le visite ai nonni nel decreto di Conte

Il premier vuole allargare agli invitati il Cenone e il pranzo del 25. Due le ipotesi in campo: consentire la presenza di parenti di primo e secondo grado oppure allargare a fidanzati, conviventi, compagni e "affetti stabili" come a maggio. Il grande ritorno dei congiunti?

Potrebbe essere un decreto legge non accompagnato da un Dpcm a portare tutta l'Italia in zona rossa a Natale 2020. Ma la buona notizia - si fa per dire - è che oltre alle restrizioni per i giorni 24, 25, 26 e 27 dicembre e per il 31, l'1, il 2 e il 3 gennaio (e per alcuni sono in ballo anche il 5 o il 6) e alla possibile zona arancione nel periodo rimanente, il presidente del Consiglio Giuseppe Conte è deciso a inserire deroghe per il pranzo del 25 e per la cena del 24. E in questa ottica c'è chi pronostica il grande ritorno dei congiunti. 

La deroga per il pranzo e la cena di Natale 2020 e le visite ai nonni nel decreto di Conte

L'idea è quella di seguire il modello Merkel e consentire il pranzo con due invitati. Il Corriere della Sera anticipa oggi la formulazione che sarà presente nel decreto legge o nel Dpcm collegato: "Lo spostamento verso le abitazioni private è consentito nei limiti di due persone per ciascuna di esse, ulteriori a quelle ivi già conviventi". In ballo c'è anche la possibilità di inserire un'ulteriore postilla: "i minori di 14 anni non si contano", così come succederà in Germania. Il tema più caldo però è quello dei cosiddetti congiunti. Nel senso che finora nel governo è prevalso l'orientamento di limitare il grado di parentela di chi può recarsi in visita al primo e al secondo grado. Fratelli, padri, nonni. E non, ad esempio, zii o cugini. 

Ma c'è anche un'altra ipotesi al vaglio di Palazzo Chigi, che però potrebbe infrangersi contro la linea dura dei "rigoristi" (i ministri Speranza, Boccia e Franceschini). Ovvero quella di utilizzare il termine "congiunti" nella sua accezione più ampia, comprendendo quindi fidanzati, compagni e chi ha un "affetto stabile", come successe durante l'allentamento del lockdown a maggio. Come si spiegava all'epoca, la nozione di congiunti (o, per meglio dire, di "prossimi congiunti") non è granché presente nella nostra legislazione e per questo la definizione è in sé piuttosto lasca:

Una definizione normativa generale di “prossimi congiunti”, viceversa, è ravvisabile solo per la materia penalistica. Unicamente l’art. 307 4° comma c.p., difatti, definisce i “prossimi congiunti” (“s’intendono per i prossimi congiunti gli ascendenti, i discendenti, il coniuge, la parte di un’unione civile tra persone dello stesso sesso, i fratelli, le sorelle, gli affini nello stesso grado, gli zii e i nipoti”), e ciò, sì, in generale, ma soltanto “agli effetti della legge penale”. Al di fuori della legge penale, invece, non è per nulla chiaro o, almeno, non è definito normativamente, cosa si debba intendere quando il legislatore ci parla di “prossimi congiunti”. In verità, alcuni spunti “definitori” sono ravvisabili, qua e là, nelle fonti normative.

Una sentenza della Cassazione fa rientrare la fidanzata tra i congiunti. In più, scrive ancora il Corriere della Sera, Conte è orientato a non introdurre condizionalità sugli anziani fragili, e quindi questo è un implicito via libera all'incontro con i nonni. Mentre c'è ancora discussione sulla questione degli spostamenti in automobile, dove si ragiona intorno alla possibilità di porre un limite di due persone escludendo però i minori di 14 anni che non verrebbero conteggiati nel computo. 

Un nuovo Dpcm e un decreto legge per il Natale 2020 in zona rossa ma con due congiunti

Il grande ritorno dei congiunti

Posto quindi che per ora stiamo parlando di ipotesi e che non è detto che la linea del premier esca vincitrice dal consiglio dei ministri che è in programma per le 18 (prima, da mezzogiorno alle 3, ci sarà un incontro con le regioni in cui verranno illustrate le linee guida dei provvedimenti e probabilmente in seguito spunterà la prima bozza del Dpcm o del decreto legge) le questioni aperte dopo il braccio di ferro andato in scena mercoledì tra i ministri del Partito Democratico e di Liberi e Uguali da una parte e quelli del MoVimento 5 Stelle e di Italia Viva dall'altro - risolto da Conte con il compromesso della zona rossa per otto giorni - sono sostanzialmente due: 

  • la prima sono le date della zona rossa: mentre l'ala dura continua a rimanere sulla posizione di decretarla dal 24 dicembre al 7 gennaio (una posizione che però sembra destinata a cadere), la linea che sembra prevalere è quella del lockdown a singhiozzo nei giorni di Natale e Capodanno, ma nel frattempo è spuntata anche la possibilità di chiudere il 5 e il 6 gennaio portando così i giorni della stretta a dieci;
  • la seconda, spiega oggi Il Messaggero, è la deroga per "un massimo di due congiunti non conviventi», ad andare a trovare «parenti di primo o secondo grado» anche fuori dai confini comunali o regionali. La condizione che questi siano "genitori anziani" o "in situazione di fragilità", è invece destinata a cadere.

Il quotidiano pronostica che con questa formulazione sarebbe possibile trascorrere il Natale e gli altri giorni di festa con i figli non conviventi, con i fratelli e con i parenti di secondo grado ma mantenendo il limite di due persone. In questo modo il governo porterebbe a casa l'obiettivo di non consentire cenoni e veglioni tra famiglie diverse - che era possibile con le norme del decreto legge 2 dicembre n. 158 e del Dpcm 3 dicembre - ma darebbe agli italiani la possibilità di avere un Natale 2020 e un Capodanno 2021 abbastanza simile a quello degli altri anni. Basterà? 

EDIT ORE 11,54: Sul tema degli spostamenti per i giorni di festa "si sta valutando, e l'avevamo chiesto, qualche piccola deroga per non lasciare da solo nessuno nella giornata magari di Natale, trattando le metropoli diversamente dai piccoli comuni". Lo ha spiegato il presidente dell'Emilia-Romagna Stefano Bonaccini, facendo il punto sul confronto in atto tra Regioni e Governo sul prossimo Dpcm. Rispetto al numero di congiunti che potranno spostarsi, Bonaccini ha ribadito, intervenendo in diretta a Mattino 5 che "non sono decisioni semplici da prendere, quando si immagina qualche deroga. Noi non abbiamo mai detto uno o due" persone "perché non credo sia compito nostro aprire un dibattito su questo".

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