Sabato, 6 Marzo 2021

Decreto Legge e deroghe: come si salva il pranzo di Natale (e il Veglione di Capodanno?)

Il Dl 18 dicembre non autorizza il Cenone ma consente di invitare amici e parenti rispettando il coprifuoco. Nelle case private non ci sono divieti e sono impossibili i controlli delle forze dell'ordine a meno che non arrivi una denuncia. Cosa comporta tutto questo?

Con la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale del Decreto Legge 18 dicembre n. 172 il governo Conte chiude l'Italia in zona rossa per dieci giorni e quattro in arancione tra il 24 dicembre e il 6 gennaio ma "salva" il cenone di Natale 2020 e il Veglione di Capodanno. Non si potranno organizzare feste o ritrovi con decine di parenti e amici, ma la deroga presente nel Dl fornisce il via libera alle visite per tutto il periodo delle feste di due persone non conviventi e i minori di 14 anni possono accompagnare i genitori. Non sono richiesti legami di parentela (nei giorni scorsi si era parlato di limitazioni al primo e al secondo grado) e non sono vietati gli incontri tra amici. 

Decreto Legge e deroghe: come si salva il pranzo di Natale (e il veglione di Capodanno?)

Con ordine, il comma tre dell'articolo 1 "Misure urgenti per le festività natalizie e di inizio anno nuovo" del decreto legge 18 dicembre recita: "Durante i giorni compresi tra il 24 dicembre 2020 e il 6 gennaio 2021 è altresì consentito lo spostamento verso una sola abitazione privata, ubicata nella medesima regione, una sola volta al giorno, in un arco temporale compreso fra le ore 05,00 e le ore 22,00, e nei limiti di due persone, ulteriori rispetto a quelle ivi già conviventi, oltre ai minori di anni 14 sui quali tali persone esercitino la potestà genitoriale e alle persone disabili o non autosufficienti conviventi". Ecco quindi le regole e i limiti che dovrà osservare chi vuole salvare il cenone di Natale e il Veglione di Capodanno: letteralmente la norma non autorizza il Cenone della Vigilia o il pranzo di Natale in famiglia ma permette una visita a un parente o un amico nel corso di queste giornate senza uscire dalla regione e con il limite di dover rientrare alle 22 o dopo le 5 del mattino, di recarsi in una sola abitazione nell’arco della giornata (quindi niente giro dei parenti) e di non essere più di due ad andare a fare gli auguri (ma nel conto non rientrano i minori di 14 anni e i conviventi disabili o non autosufficienti). C'è però una prima deroga: chi vive in comuni con meno di 5mila abitanti potrà anche andare in un altro comune, non capoluogo di provincia, restando però in un raggio di 30 km di distanza.

Il Corriere della Sera spiega oggi che nelle abitazioni private non è possibile imporre divieti ma la raccomandazione è di trascorrere Natale con le persone conviventi ma si possono vedere anche due parenti o due amici con i loro figli al di sotto dei 14 anni. Il quotidiano spiega che però ci sono delle raccomandazioni per le feste in casa: 

La raccomandazione degli scienziati è di usare la mascherina quando non si sta a tavola e di rispettare il distanziamento sia mentre si mangia, sia quando non si sta a tavola. Gli esperti ricordano che è sempre raccomandato lavarsi le mani e utilizzare il disinfettante. Attenzione a posate, piatti e bicchieri, che non devono essere scambiati.

E aggiunge che per Capodanno valgono le stesse regole del Natale: "Nelle abitazioni private non è possibile imporre divieti. La raccomandazione è di trascorrerlo con le persone conviventi. È possibile invitare due persone non conviventi con figli minori di 14 anni". 

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Quindi il testo letteralmente consente riunioni parlando di "arco temporale" compreso fra le 5 e le 22: teoricamente, questo vuol dire che cenoni e veglioni dovranno essere anticipati per chiudersi in modo da rispettare il coprifuoco (ma il ritorno nella propria abitazione rimane comunque sempre consentito). Nella pratica ad essere pienamente consentiti invece sono quindi il pranzo di Natale e il pranzo del primo gennaio. Poi è anche possibile interpretare le regole in maniera più lasca. Rimane che, come spiega oggi il Messaggero in un esempio, , raggiungere l’abitazione dei nonni è una motivazione valida per auto-certificare uno spostamento, purché all’interno della stessa Regione, rispettando gli orari del coprifuoco e garantendo che si tratta dell’unica visita effettuata nell’arco di quelle 24 ore. Ma una famiglia di quattro persone che vuole organizzare un pranzo di Natale con i nonni:

  • può farlo o solo se sono i nonni a spostarsi. Se invece il pranzo si fa a casa dei nonni, solo due componenti della famiglia (più eventuali minorenni) potranno spostarsi insieme; 
  • le due persone conviventi (i nonni) non possono ricevere più di due adulti (il figlio e la moglie ad esempio) e quindi i nipoti over14 resterebbero fuori dalla piccola riunione familiare.

Il quotidiano ricorda però anche che le forze dell'ordine non potranno presentarsi alla porta dei cittadini per controllare il rispetto di queste norme, "a meno che non abbiano il sospetto che all’interno dell’abitazione si stia commettendo un reato. I controlli si concentreranno quindi sugli spostamenti, da qui tutte le limitazioni imposte e la necessità di autocertificare il motivo dell’uscita da casa e la destinazione".  

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