Mercoledì, 28 Luglio 2021
Crolli / Genova

Di Maio tira dritto: "Via la concessione ad Autostrade, non pagheremo penali"

Il vicepremier: "Se la motivazione è giusta lo Stato non dovrà rimborsare l'azienda". Poi l'attacco al Pd: "Nel 2015 leggina ad hoc per Benetton". Replica di Renzi: "Bugiardo e sciacallo". Sotto le macerie altre venti o trenta persone

Il ponte crollato

"Non è possibile che si possa morire pagando il pedaggio. Prima che il governo annunciasse il ritiro della concessione, già la Borsa aveva condannato Atlantia. Se non sono in grado di gestire le autostrade, lo farà lo Stato". Luigi Di Maio tira dritto e in un'intervista a Radio 24 ribadisce la sua intenzione di revocare la concessione ad Autostrade per l'Italia. Il vicepremier è fiducioso che, vista la situazione, lo Stato non dovrà risarcire nulla agli azionisti di Atlantia. 

"Tutti parlano oggi della penale da 20 miliardi per la revoca della concessione. Ma se la motivazione è giusta, e 40 morti finora mi sembrano una buona motivazione, non credo che si dovranno pagare penali. Tutti chiedono giustizia a Genova. Ci sono tutte le ragioni per recedere dalla concessione senza pagare penali. Gli utili netti che fanno queste società, che hanno operato in monopolio, fanno arrabbiare tutti".

"Non mi sento umanamente di incontrare i vertici di Edizioni Srl, società della famiglia Benetton che possiede Atlantia" ha poi aggiunto Di Maio. 

La replica di Atlantia

Dal canto l'azienda ha fatto sapere che  "in relazione a quanto annunciato in merito all’avvio di una procedura finalizzata alla revoca della concessione nella titolarità della controllata Autostrade per l’Italia, deve osservare che tale annuncio è stato effettuato in carenza di qualsiasi previa contestazione specifica alla concessionaria ed in assenza di accertamenti circa le effettive cause dell’accaduto".

E che l’annuncio del governo di revoca o decadenza della concessione può "determinare riflessi per gli azionisti e gli obbligazionisti". Atlantia ha inoltre fatto sapere che in caso di revoca della concessione, lo Stato sarà tenuto a versare il così detto "valore residuale" dell'incasso dei pedaggi. Si prennuncia dunque un lungo braccio di ferro legale. 

Perché revocare la concessione non è così semplice

Di Maio: "Desecreteremo il contratto con Autostrade"

Questa mattina, tra le altre cose, il vicepremier ha annunciato di voler desecretare il contratto tra lo Stato e la concessionaria, già reso pubblico, ma solo in modo parziale (con molti omissis dunque) dall'ex ministro Delrio.

"Probabilmente i contratti con Autostrade venivano secretati perchè troppo vergognosi. Noi li desecreteremo", precisa Di Maio. ''Non penso a creare una nuova Iri, ma penso che in questo paese ci sono già tutti gli strumenti giuridici che uno Stato quando vuole tutelare gli interessi dei cittadini possa gestire asset strategici", anche se "non c'è bisogno di creare pachidermi da prima repubblica". ''Se i privati non sono in grado di gestire una parte di strada, interverrà il pubblico. Vedremo con quali forme nei prossimi mesi, adesso abbiamo il ritiro della concessione. Da oggi tutti sanno che chi non rispetta le regole, con questo governo paga''.

L'azienda: "Pronti a ricostruire il ponte in 5 mesi"

"Leggina ad hoc per Benetton"

Secondo il vicepremier, inoltre, "nello Sblocca Italia nel 2015 fu inserita di notte una leggina che prolungava la concessione a Autostrade in barba a qualsiasi forma di concorrenza. Si è fatta per finanziare le campagne elettorali. A me la campagna non l'ha pagata Benetton e sono libero di rescindere questi contratti". 

Renzi: "Mai preso soldi da Benetton, Di Maio è uno sciacallo"

Immediata la replica di Matteo Renzi su Facebook: "Chi come Luigi Di Maio dice che il mio Governo ha preso i soldi da Benetton o Autostrade è tecnicamente parlando un bugiardo. Se lo dice per motivi politici invece è uno sciacallo. In entrambi i casi la verità è più forte delle chiacchiere: il mio Governo non ha preso un centesimo da questi signori, che non hanno pagato la mia campagna elettorale, né quella del PD, né la Leopolda. Utilizzare una tragedia per attaccare gli avversari, mentendo, dà il senso della caratura morale e politica del Vicepresidente del Consiglio".

"Revocare la concessione è un regalo ad Autostrade"

Secondo Renzi "chi ha sbagliato deve pagare fino all'ultimo centesimo", ma "dire: 'Revochiamo la concessione' fa aumentare i like e fa esultare chi non conosce le carte. Ma governare è più complicato che scrivere post su Facebook: se revochi la concessione paradossalmente fai un regalo ad Autostrade. Perché devi pagare un sacco di soldi per revocare la concessione e perdi le opere pubbliche che servono e per le quali loro sono impegnati. Già, perché quello che è chiaro è che va rifatto il Ponte Morandi, certo, ma va fatta anche la Gronda. Ed è un preciso impegno di Autostrade". 

La contro replica di Di Maio: "Renzi pubblichi i nomi dei finanziatori"

A stretto giro è arrivata la contro replica del vicepremier. "Renzi dice che Benetton non ha finanziato il Pd né la Leopolda. Non dice niente delle altre fondazioni legate a doppio filo col suo partito. La sua parola per gli italiani vale zero. Uno che vergognosamente compra un aereo gigante inutile sprecando i soldi degli italiani e che aveva detto che si sarebbe ritirato dalla politica dopo la vittoria del no al referendum e che oggi siede sulla poltrona da senatore non ha nessuna credibilità. Pubblichi tutti i nomi dei finanziatori del Pd dalla sua nascita a oggi e di tutte fondazioni ad esso collegate. Carta canta! Che hanno da nascondere ancora? Tanto scoperchieremo tutto e il marcio verrà a galla". Così in un post su Facebook il vicepresidente del Consiglio Luigi Di Maio.

"Dal Pd troppi favori ad Autostrade"

"Inizino - aggiunge - spiegando il perché dell'emendamento vergogna nella legge di Bilancio del 2017 che permette ai concessionari delle autostrade di moltiplicare ulteriormente gli strepitosi guadagni ottenuti al casello facendosi in casa, con le proprie aziende, una bella quota dei lavori di manutenzione senza dover ricorrere alle gare. O il perché del regalo miliardario dell'allungamento delle concessioni che inserirono in una notte nello 'Sblocca Italia' del 2015. Tanti, troppi favori da giustificare. Se non ci diranno perché, lo scopriremo noi".

Salvini: "Ora stop ai pedaggi"

E sul caso di Atlantia interviene anche Salvini chiedendo all'azienda di sospendere i pedaggi ed istituire un fondo per le vittime: "Io fossi un amministratore di Autostrade per l'Italia avrei sospeso il pagamento per il pedaggio in alcuni caselli, ma già dall'ora successiva. Mi aspetto che oggi 16 agosto, venga sospeso il pagamento del pedaggio".

Così il ministro dell'Interno a margine della sua visita all'ospedale San Martino dove ha incontrato i feriti del disastro di Ponte Morandi. "In questo momento - ha incalzato Salvini - le ambulanze pagano il pedaggio sulle autostrade. Ma di cosa stiamo parlando? Dove hanno il cuore e il cervello certe persone?. Quantomeno - ha aggiunto - diamo un segnale di buona volontà. Hanno incassato 3 miliardi e mezzo di euro dai pedaggi. Visto il disastro che hanno causato penso che qualche settimana senza pedaggio possano permetterselo".

La conta dei dispersi

Intanto si continua a scavare sotto le macerie del ponte crollato. Secondo  il procuratore capo di Genova, Francesco Cozzi, "i dispersi potrebbero essere ancora 10 o 20, oltre alle 38 persone su cui stanno facendo l'esame esterno delle salme".

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