Domenica, 25 Luglio 2021
Attualità Italia

Querele e diffamazioni: multe per i "temerari"

Chiunque presenti una querela infondata e a scopo intimidatorio potrà essere costretto da un giudice a pagare una somma non inferiore a un quarto di quella oggetto della domanda risarcitoria.

Foto da archivio Ansa

Approvato in commissione Giustizia il disegno di legge contro la lite temeraria. Il testo passa ora all'esame dell'aula del Senato dopo un confronto serrato tra maggioranza e opposizione. Il ddl presentato dal senatore Primo Di Nicola e di cui è relatore il senatore Arnaldo Lomuti, introduce una importante tutela per i giornalisti. 

Chiunque presenti una querela infondata e a scopo intimidatorio potrà essere costretto da un giudice a pagare una somma non inferiore a un quarto di quella oggetto della domanda risarcitoria.

Diffamazione e querele: il quadro legislativo

Secondo il quadro legislativo vigente la tutela dell’onore è assicurata dal combinato disposto di una serie di norme contenute nel codice penale e nella legislazione speciale sulla stampa. Sul tema la dottrina e la giurisprudenza sono concordi nel riconoscere che l’esercizio del diritto di cronaca può? essere esercitato anche quando ne derivi una lesione dell’altrui reputazione purché? vi sia:

  • veridicità della notizia pubblicata (vale a dire nella corrispondenza tra i fatti accaduti e quelli narrati);
  • utilità? sociale dell’informazione, in relazione all’attualità? e rilevanza dei fatti narrati;
  • esigenza che l’informazione sia mantenuta nei limiti della obbiettività? e della serenità? e in una forma espositiva necessariamente corretta (requisito della continenza).

Diffamazione e querele: cosa cambia

Il disegno di legge consta di un solo articolo che vuole introdurre un ulteriore comma nell'articolo 96 codice di procedura civile prevedendo una ipotesi di responsabilità aggravata civile di colui che, in malafede o colpa grave, attiva un giudizio a fini risarcitori per diffamazione a mezzo stampa.

Il giudice – rigettando la domanda di risarcimento – potrà pertanto condannare l’autore della richiesta oltre che al rimborso delle spese legali, anche al pagamento di una somma "determinata in via equitativa non inferiore alla metà della somma oggetto della domanda risarcitoria".

"Un passo importante per arrivare a dare al mondo del giornalismo italiano una tutela che manca da troppo tempo" spiega il senatore M5s Di Nicola.

"Finalmente chi intenda fermare il lavoro della libera stampa dovrà pensarci bene prima di agire e i giornalisti, troppo spesso forti solo della propria determinazione, potranno lavorare protetti da una vera tutela normativa".

Si parla di

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Querele e diffamazioni: multe per i "temerari"

Today è in caricamento