Venerdì, 7 Maggio 2021
In attesa del nuovo report

Cosa può cambiare per le regioni con il nuovo report Iss e le differenze tra zona rossa e arancione

Il passaggio nella fascia intermedia di rischio appare improbabile prima della stretta di Pasqua decisa nell'ultimo decreto del governo Draghi, ma alcune regioni ci sperano. Ecco cosa potrebbe cambiare con i prossimi monitoraggi dell'Iss e quali sono le regole e le differenze per le aree

Foto di archivio Ansa

Qualche regione italiana cambierà fascia di colore in base al rischio coronavirus con i prossimi monitoraggi dell'Istituto superiore di sanità e del ministero della Salute? Prima di Pasqua, i report che come ogni venerdì forniscono gli aggiornamenti sull'andamento dell'epidemia sono attesi domani, 19 marzo, e venerdì 26 marzo. Al momento, il passaggio nella fascia intermedia di rischio appare improbabile a una manciata di giorni dalla stretta pasquale decisa nell'ultimo decreto del governo, ma alcune regioni ci sperano. Con le regole attuali, molto rigorose dopo le richieste del Comitato tecnico scientifico all'esecutivo per far fronte all'aumento dei contagi e soprattutto dei ricoveri in ospedale, la zona rossa per una regione scatta in automatico appena si supera la soglia dei 250 casi su 100mila abitanti in sette giorni (e quindi non più solo per i territori con un indice Rt sopra 1,25).

Cosa può cambiare per le regioni con il report Iss e le differenze tra zona rossa e arancione

Difficile immaginare che chi è già nell'area di rischio più elevata riesca in pochi giorni a ribaltare la situazione con i nuovi dati sulla curva epidemiologica. Domani ne sapremo di più, con un'eventuale nuova ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza, ma andiamo con ordine. Questo venerdì, dopo il consueto monitoraggio dell'Iss, Speranza deciderà se adottare nuove ordinanze per cambiare i colori delle regioni. Una cosa è certa: nessuna regione passerà in zona gialla. Il decreto covid ha infatti sospeso la fascia con meno misure restrittive fino al 6 aprile, il giorno dopo Pasquetta. In sostanza, se anche una regione dovesse avere i dati per tornare gialla resterebbe comunque in zona arancione fino a dopo Pasqua. Da lunedì 15 marzo 2021 in base alle ordinanze del ministero della Salute del 5 marzo, del 12 marzo, del 13 marzo e del 27 febbraio 2021, sono ricomprese:

  • nell'area bianca: Sardegna;
  • nell'area arancione: Abruzzo, Basilicata, Toscana, provincia autonoma di Bolzano, Umbria, Calabria, Liguria, Sicilia, Valle d'Aosta;
  • nell'area rossa: Campania, Emilia-Romagna, Friuli-Venezia Giulia, Lazio, Lombardia, Marche, Molise, Piemonte, provincia autonoma di Trento, Puglia, e Veneto.

Con il monitoraggio di domani la Toscana potrebbe passare dalla zona arancione alla zona rossa. La regione è in bilico e al momento il condizionale è d'obbligo. I nuovi casi positivi covid registrati in Toscana sono 1.513 su 24.764 test di cui 15.302 tamponi molecolari e 9.462 test rapidi, con un tasso dei nuovi positivi del 6,11% (13,2% sulle prime diagnosi). Il dato dei nuovi casi è più alto di ieri (erano 1.275), a fronte di un numero di test sostanzialmente stabile (erano 24.938), e dunque il tasso di positivi cresce di un punto percentuale (era del 5,11%). "Continuiamo a tenere alta l’attenzione, portare sempre la mascherina ed evitare gli assembramenti", ha scritto il governatore Eugenio Giani su Facebook. Secondo quanto emerge dall'ultimo monitoraggio realizzato dall'Agenas (l'Agenzia nazionale per i servizi sanitari regionali), l'occupazione dei posti letto in terapia intensiva da parte di pazienti covid in Toscana ha raggiunto una percentuale del 40%. In altre regioni la situazione è ancora più difficile, come abbiamo spiegato qui.

È ipotizzabile un passaggio in fascia arancione del Molise. Nessuna speranza per le altre regioni con i dati del report dell'Iss di domani. In base alle norme in vigore, gli undici territori in zona rossa da lunedì 15 marzo devono rimanere nella fascia di maggior rischio covid almeno per due settimane prima di un allentamento delle misure. Massima attenzione per la situazione di Liguria e Valle d'Aosta (ora in zona arancione) il cui Rt nell’ultimo monitoraggio era vicino al livello di guardia per far scattare la zona rossa.

Qualcosa in più potrebbe cambiare con il monitoraggio di venerdì 26 marzo, l'ultimo del mese. Se quel giorno i dati del report Iss mostreranno un miglioramento in vari parametri, alcune delle regioni ora in zona rossa potranno passare nella fascia di rischio più bassa. Regioni come la Lombardia, il Veneto e il Lazio potrebbero passare in fascia arancione per un limitato numero di giorni prima di Pasqua, ma è presto per dirlo. Il 3, il 4 e il 5 aprile tutta Italia torna invece in rosso. Il 6 aprile 2021 scadrà il decreto e le restrizioni vigenti potrebbero essere allentate.

colori regioni regioni zona rossa zona arancione-2

Cosa cambia da zona rossa a zona arancione: tutte le regole

Ma quali sono le differenze tra le due zone? Cosa si può fare (e non si può fare) in zona arancione e zona rossa? Ecco le regole su spostamenti, visite ad amici e parenti, negozi, ristoranti e scuola. Le visite a parenti e amici in zona rossa sono vietate, tranne che dal 3 al 5 aprile in ambito regionale e seguendo le regole della zona arancione. In zona arancione è consentito, in ambito comunale e nel rispetto del coprifuoco (5-22), lo spostamento verso una sola abitazione privata abitata, una volta al giorno, nei limiti di due persone ulteriori (esclusi minori di 14 anni, disabili o persone non autosufficienti conviventi) rispetto a quelle che già vivono lì.

Si può andare nelle seconde case, in qualunque fascia (bianca, arancione e rossa) si trovino. Come previsto dalle Faq del governo, vi ci si può recare soltanto "il nucleo familiare e solo se la casa non è abitata da altri. Bisogna dimostrare di essere proprietari o affittuari dell’abitazione prima del 14 gennaio 2021. In zona arancione valgono le stesse regole della zona rossa. Si può andare liberamente nella propria seconda casa, ma senza amici o parenti, purché sia stata affittata o comprata prima del 14 gennaio. Alcune regioni - ad esempio la Campania - hanno però emanato ordinanze restrittive anche sulle seconde abitazioni.

In zona rossa sono chiusi i negozi di abbigliamento, calzature e gioiellerie. Stop ai mercati, salvo la vendita di soli generi alimentari, prodotti agricoli e florovivaistici. Fermi anche parrucchieri, barbieri e centri estetici. Restano aperti i negozi che vendono alimentari. In zona arancione non sono previste limitazioni alle categorie di prodotti acquistabili. Nei festivi e prefestivi sono chiusi gli esercizi commerciali presenti all'interno dei mercati e dei centri commerciali. Impossibile mangiare fuori o bere un caffè all'interno di un bar nelle regioni in zona rossa: queste attività sono infatti chiuse al pubblico. Resta sempre possibile l’asporto o la consegna a domicilio. Per i bar l’asporto è consentito esclusivamente fino alle ore 18, per le enoteche e i ristoranti fino alle 22. Bar e ristoranti sono chiusi al pubblico anche in zona arancione. Resta sempre possibile l’asporto o la consegna a domicilio, con gli stessi orari previsti per le aree più a rischio covid.

E gli spostamenti? In zona rossa non si può uscire di casa se non per comprovati motivi di lavoro, salute o necessità, quindi niente spostamenti anche all’interno del comune. Vietato andare, ovviamente, fuori comune o fuori regione se non per i soliti motivi di lavoro, salute o necessità, che invece consentono lo spostamento. Sempre consentito il ritorno alla residenza, domicilio o abitazione. In zona arancione ci si può muovere liberamente all’interno del proprio comune. Anche qui è vietato uscire fuori regione se non per i motivi di lavoro, salute o necessità da "giustificare" con il modulo di autocertificazione che potete scaricare qui.

Le sei regioni in rosso scuro nella nuova mappa dei territori ad alto rischio covid

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