Sabato, 18 Settembre 2021
Alberto Berlini

Opinioni

Alberto Berlini

Giornalista Today

La riforma della giustizia amplia il diritto all'oblio (e restringe la libertà dei cittadini ad essere informati)

Per gli indagati o imputati che risultano assolti è in arrivo il cosiddetto "diritto all'oblio" sui motori di ricerca sulla Rete, attraverso la deindicizzazione delle notizie relative ai procedimenti penali a loro carico. Lo prevede un emendamento alla riforma del processo penale presentato da Enrico Costa (Azione), a cui il governo e il relatore Franco Vazio hanno dato parere positivo, e che verrà dunque approvato oggi dalla Commissione Giustizia della Camera.

L'emendamento rientra tra le poche proposte di modifica concordate tra le forze di maggioranza che ieri in consiglio dei ministri hanno varato la "riforma Cartabia" che introduce importanti modifiche per i processi penali.

Secondo il testo gli indagati o imputati in procedimenti penali potranno richiedere un provvedimento di deindicizzazione in caso di archiviazione anche senza la sentenza di non luogo a procedere o di assoluzione.

Pertanto costituiranno titolo per l'emissione del provvedimento di deindicizzazione:

  • il decreto di archiviazione;
  • la sentenza di non luogo a procedere;
  • la sentenza di assoluzione.

Il diritto all'oblio

Richiamando il diritto all'oblio introdotto nel 2016 dalla normativa europea sulla tutela della Privacy, l'emendamento mira a cancellare dal web ogni riferimento ai procedimenti penali a carico di indagati o imputati poi risultati innocenti. In questo modo, chiunque faccia una ricerca sulla rete con il nome della persona che era stata indagata o processata e poi assolta, non potrà leggere notizie relative a quel procedimento o all'incheista a suo carico. Viene infatti eliminato il 'collegamento' (deindicizzazione delle notizie relative ai procedimenti penali). 

emendamento costa diritto oblio-2

L'emendamento interviene in una materia delicata e particolarmente 'attuale' visto l'ingente utilizzo dei motori di ricerca. Il deputato di Azione, Enrico Costa, firmatario della proposta di modifica alla riforma del processo penale accolta dal governo, ha ricordato un caso accaduto di recente e relativo alla richiesta rivolta al Garante della privacy da parte di un esponente politico risultato assolto di ottenere la deindicizzazione delle notizie relative al procedimento a suo carico. Ma il Garante ha respinto la richiesta opponendo il principio dell'interesse generale prevalente alla conoscenza delle notizie. Con il via libera alla modifica, invece, si introduce l'obbligo all'emissione di "un provvedimento di deindicizzazione che, nel rispetto della normativa europea in materia di dati personali, garantisca in modo effettivo il diritto all'oblio degli indagati o imputati".

Tuttavia come fanno notare esperti del tema se ora la notizia dell'apertura dell'indagine viene aggiornata con quella dell'avvenuta assoluzione degli indagati, con la nuova riforma si paleserebbe un danno per gli stessi soggetti interessati perchè nessuno leggerebbe della loro assoluzione.

Non solo: l'emendamento si presta a una stortura del diritto di cronaca e al diritto dei cittadini di essere informati che apre la porta a un possibile ricorso davanti alla Corte Costituzionale se prima non arriverà la Cassazione con una interpretazione (quanto mai necessaria) della norma.

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