Giovedì, 17 Giugno 2021
Esperimenti e regole

Come torneremo in discoteca?

Dopo Liverpool e Barcellona, anche in Italia verranno effettuati due test: al chiuso a Milano e all'aperto in Puglia. L'epidemiologo Lopalco: ''Servirà il green pass per entrare. I partecipanti dovranno ripetere il tampone anche 5 giorni dopo''

Foto di repertorio Ansa

Un esperimento per tornare a ballare. Dopo gli eventi di sperimentazione messi in pratica a Liverpool e a Barcellona, anche in Italia si proverà questo test per la sicurezza: due feste, una al chiuso a Milano e una all'aperto a Gallipoli, in provincia di Lecce, che il 5 giugno ospiteranno circa 2mila invitati. Due esperimenti che potranno dirci nel dettaglio se e come torneremo in discoteca. Ma come sarà il ritorno in disco? Quali regole si dovranno rispettare? Le discoteche si sa, sono luoghi dinamici e affollati, in cui è quasi impossibile mantenere una distanza di sicurezza, motivo per cui è necessario mettere in atto questi esperimenti, unica via per far ripartire uno dei settori maggiormente colpiti dalle conseguenze della pandemia. 

Ritorno in discoteca: dal green pass al tampone

L'epidemiologo Luigi Lopalco, docente di Igiene generale e applicata all'università di Pisa e assessore alla Sanità della Regione Puglia, ha contribuito a stilare il protocollo che verrà utilizzato per gli eventi di Milano e Gallipoli, un modello che, in caso di risultati positivi, potrebbe essere replicato anche per altre attività: "Valuteremo l'efficienza dei metodi di prevenzione. Potremo così capire se all'interno di un evento di questo genere, con un numero piuttosto consistente di partecipanti, si può sviluppare qualche contagio. Le persone che interverranno all'evento, che si svolge sotto l'egida della Società italiana di malattie infettive, sottolinea l'esperto, dovranno ripetere il tampone dopo 5 giorni". 

Come ha spiegato Lopalco in un'intervista rilasciata al Messaggero, per partecipare alle feste servirà il green pass: "Noi abbiamo partecipato anche alla realizzazione di proposte di protocolli specifici basati sul principio del green pass, di essere in possesso cioè di una delle tre prerogative ossia vaccinazione, avvenuta guarigione o tampone nelle 48 ore precedenti, per accedere a eventi come per esempio una grande cerimonia, un concerto, le discoteche. Tutto finalizzato a una ripresa di queste attività nel massimo livello di sicurezza".

"In Puglia - prosegue Lopalco - abbiamo lavorato nella direzione indicata dal ministro Gelmini", la titolare degli Affari regionali e delle Autonomie, che ha dichiarato l'intenzione del Governo di valutare l'estensione del green pass a diversi servizi. "Ora speriamo che molto presto vada in porto la certificazione secondo lo standard europeo, che vale per tutta Italia e per tutta Europa". Nel frattempo, riferisce l'assessore, "abbiamo messo a disposizione degli utenti una sorta di green card regionale. Sul sito della Regione Puglia è attiva una pagina dove si può scaricare o il certificato vaccinale o quello di avvenuta guarigione, oppure se è stato fatto un tampone presso i laboratori accreditati è possibile stampare il risultato del test". Sul pass europeo "le indicazioni dovrebbero arrivare la seconda metà di giugno, intanto si sta lavorando per essere pronti ad allineare i nostri dati con quelli richiesti dalla certificazione europea. Sarà un problema puramente informatico".

Vaccini nelle discoteche: la risposta di Bonaccini

Discoteche come centri vaccinali.  Maurizio Pasca, presidente della Silb-Fipe, ha anche proposto di organizzare degli open day per i vaccini all'interno delle discoteche, così da raggiungere più giovani. Un'ipotesi su cui è arrivata la replica del presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini: "Vaccinare nelle discoteche? Si vaccina nei luoghi che verranno individuati per questo scopo. A noi non mancano i centri di somministrazione, ne abbiamo 140 in tutta la regione. Servono luoghi grandi e strutturati: i processi di vaccinazione hanno bisogno di personale e spazi adeguati dove le persone possono arrivare in sicurezza, attendere per pochi minuti dopo la somministrazione e avere a disposizione tutti gli strumenti sanitari".

Devi disattivare ad-block per riprodurre il video.
Play
Replay
Play Replay Pausa
Disattiva audio Disattiva audio Disattiva audio Attiva audio
Indietro di 10 secondi
Avanti di 10 secondi
Spot
Attiva schermo intero Disattiva schermo intero
Skip
Il video non può essere riprodotto: riprova più tardi.
Attendi solo un istante...
Forse potrebbe interessarti...

"A giugno inizieremo a permettere di vaccinare alle aziende che hanno aderito al protocollo nazionale e regionale con le parti sociali - ha aggiunto Bonaccini a Il Piacenza - Ho segnali positivi dalle località turistiche con prenotazioni, siamo molto più sbilanciati dalla parte delle abitazioni private ma si inizia a prenotare negli alberghi. L’anno scorso non avevamo i vaccini, più ne arrivano e più ne somministriamo: se tutto va come sarebbe sottoscritto noi entro la fine dell’estate avremmo vaccinato tutti gli emiliano romagnoli".

I precedenti a Barcellona e Liverpool

Il 27 marzo scorso, a Barcellona, si era svolto un concerto della band Love of Lesbian, al Palau de Sant Jordi, con un pubblico di cinquemila persone tutte sottoposte a test anti covid prima dell'ingresso e rifornite di mascherina Ffp2 da parte dell'organizzazione, senza distanziamento. Ad un mese dall'evento, le autorità catalane avevano diffuso i risultati: dopo il concerto erano stati rilevati sei nuovi contagi da covid ma, attraverso successive indagini, era stato stabilito che quattro di questi non erano certamente riconducibili alla partecipazione al concerto, mentre vi erano dubbi sui restanti due.

Si era trattato di un esperimento di protocollo per fare ripartire lo spettacolo dal vivo, poi replicato agli inizi di maggio al Sefton Park di Liverpool con un concerto dei Blossoms (una band indie pop) per cinquemila persone, per un evento-pilota del piano del governo britannico per uscire dalla pandemia. Le regole erano state annunciate dal Dipartimento per il digitale, la cultura, i media e lo sport: gli spettatori si erano sottoposti a un test rapido sufficientemente affidabile, che dà il risultato in 30 minuti, in un centro allestito sul posto prima dell'ingresso. Ai partecipanti era stato anche chiesto di fare un tampone dopo il concerto e di fornire i dettagli di contatto al sistema sanitario nazionale (Nhs) per garantire di potere essere contattati nel caso di positività. A differenza del concerto di Barcellona, durante il live gli spettatori non erano tenuti a indossare le mascherine né a rispettare il distanziamento.

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Come torneremo in discoteca?

Today è in caricamento