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Martedì, 27 Febbraio 2024
Il caso

La rabbia delle discoteche dopo gli assembramenti per gli Europei: "Riaprire, non ci son più scuse"

I gestori dei locali notturni ora chiedono non solo una data certa per la riapertura ma i risarcimenti e la riduzione dell'iva al 4%

Dopo i festeggiamenti di questi giorni per la vittoria dell'Italia agli Europei di calcio "non ci sono più scuse. Bisogna riaprire i locali da ballo". A tuonare è Gianni Indino, presidente del Silb-Fipe dell'Emilia-Romagna, che si rivolge al governatore Stefano Bonaccini perchè si faccia "anche lui portavoce delle istanze degli imprenditori dell'intrattenimento".

Dall'incontro straordinario al quale hanno partecipato tutte le sigle del settore (da “SILB-FIPE-Confcommercio”, “Assointrattenimento-Confindustria” a “Fiepet-Confesercenti-Settore Intrattenimento” oltre che la maggioranza delle sigle dell’indotto tra le quali “AISS-Sicurezza Sussidiaria”, “SILS”, “A.DJ”) sono emerse cinque richieste al governo che tengono in considerazione le altrettanti priorità per il settore, oltre alla data certa di riapertura delle attività..

  • l’adozione immediata di un provvedimento di riapertura dei locali, sulla base delle indicazioni fornite il 25 giugno scorso dal Comitato Tecnico Scientifico;
  • il risarcimento per il danno subito a copertura dei 18 mesi di chiusura forzata delle nostre aziende, che non possono certamente essere considerate alla stregua di altre attività commerciali;
  • il contrasto serio e puntuale da parte delle forze dell’ordine e degli organi di controllo a ogni forma di abusivismo e al proliferare di feste e spettacoli organizzati in completa assenza di autorizzazioni amministrative;
  • la riduzione al 4% dell’iva applicata ai locali da ballo;
  • l’abolizione dell’imposta sugli intrattenimenti (ISI) già giudicata contraria alle direttive europee da più tribunali amministrativi.

“Non chiediamo la luna – concludono i presidenti – queste sono richieste di puro buonsenso, che derivano dalla disperazione di migliaia di imprenditori e decine di migliaia di lavoratori ormai allo stremo. In ogni caso dal prossimo sabato le discoteche riapriranno, in piena sicurezza, come Live-Club, Lounge-Bar e Ristoranti così come previsto dall’Art. 5 del D.L. 52 del 22 aprile 2021. Inoltre, le Associazioni di categoria consapevoli del loro ruolo sociale, si rendono disponibili a promuovere una campagna di sensibilizzazione vaccinale rivolta ai giovani e alla popolazione”.

"Il 25 giugno il Comitato Tecnico Scientifico ha dettato la linea per riaprire le discoteche e locali da ballo. Sono passati 20 giorni e ancora tutto tace - protestano i rappresentati dei locali da ballo - Nel frattempo in ogni città d’Italia milioni di ragazzi ballano e festeggiano nelle piazze e in luoghi abusivi, senza controlli, né protocolli di sicurezza sanitaria. Le discoteche e i locali da ballo, contrariamente, possono essere dei presidi di sicurezza garantendo l’accesso con il green pass. Tutto questo è inaccettabile: abbiamo bisogno di una data certa per ripartire con la nostra attività e ne abbiamo bisogno subito."

“Un tavolo – spiegano Maurizio Pasca - Luciano Zanchi -Filippo Grassi – Franco Cecconi – presidenti delle rispettive associazioni di categoria, che rimarrà in seduta permanente fino a quando il governo non ci darà le risposte che attendiamo ormai da mesi. In questi mesi di pandemia, pur essendo costretti per legge a rimanere chiusi, non abbiamo visto un sostegno adeguato da parte del governo e questo è molto grave. Alla luce di questo quadro abbiamo preparato alcune richieste che intendiamo sottoporre al presidente del Consiglio, Mario Draghi”.

Discoteche, le riaperture che fanno discutere

Eppure mentre le proteste dei gestori sembrano condivisibili c'è chi è tornato sui suoi passi in merito alle riaperture. È il caso del premier olandese Rutte che dopo aver riaperto i locali da ballo ha chiesto scusa e reintrodotto restrizioni visto il boom dei contagi. 

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