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Mercoledì, 22 Marzo 2023
Ipotesi stretta totale

Dove non si potrà più fumare nemmeno all'aperto: cosa cambia con la nuova legge

Il nuovo divieto riguarderebbe anche le e-cig. Non ci sarà alcun decreto, si procederà con un disegno di legge (iter lungo e complesso), ed è tutto da vedere se dentro il parlamento si troverà una quadra. Ci sono perplessità nella stessa maggioranza e molti interessi economici in ballo

Fa discutere il divieto di fumo ovunque, anche all'aperto, ipotizzato dal ministero della Salute. Non si potrebbe più fumare né "svapare" neanche ai tavoli all'aperto di bar e ristoranti, nemmeno alle fermate all'aperto di metro, bus, treni e traghetti. Per tavoli e tavolini esterni si dovrebbero creare aree riservate. Il divieto totale di fumo entrerebbe in vigore anche nei parchi, se ci sono donne in gravidanza o bambini nel raggio di due metri. Insomma, una stretta totale. Addio anche alle salette riservate negli aeroporti.

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Stop al fumo anche all'aperto

Ma calma: non dovrebbe esserci alcun decreto legge, forse si procederà con un disegno di legge (iter lungo e complesso), ed è tutto da vedere se dentro il parlamento si troverà una quadra. Ci sono perplessità nella stessa maggioranza e molti interessi economici in ballo. Tutto da vedere quindi, magari non se ne farà niente alla fine. Per quanto riguarda lo strumento legislativo infatti non è chiaro, a oggi, se sarà un disegno di legge di iniziativa governativa, oppure se il testo sarà inserito in un altro provvedimento da approvare (l’occasione poteva essere il decreto Milleproroghe, ma lì la bozza non è rientrata), come accadde per la legge Sirchia, che trovò spazio nelle "Disposizioni ordinamentali in materia di pubblica amministrazione”, all’art. 51, della legge 3/2003. Dipende dalla volontà politica.

Si lancia da par suo nel dibattito Matteo Salvini, segretario della Lega: "Le sigarette elettroniche stanno aiutando tanta gente ad abbandonare quelle normali. Da ex fumatore che ha smesso 4 anni fa, il divieto di fumarle all'aperto appare esagerato. Voi che dite?". Dal momento che la proposta arriva dalla sua maggioranza, colpisce che non ci sia stato almeno un accenno di confronto tra alleati. Non vede particolari problemi, invece, l'ex sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa, Pd: "Comprendo la severità del ministro Schillaci, molte malattie sono legate al fumo e anche le sigarette elettroniche sono meno pericolose ma non innocue. E comunque non abbiamo dati sufficienti per dire che non fanno male".

"Sento in tv che il Ministero della Salute starebbe pensando di vietare il fumo anche all’aperto, compreso quello delle sigarette elettroniche. Ora, in tutta franchezza, credo che ci siano altre urgenze da affrontare in questo Paese - dice il presidente della Liguria Giovanni Toti sulla sua pagina Facebook -. E credo anche che ci sia un limite alla possibilità di ridurre le scelte altrui. Perché la libertà di uno finisce dove comincia quella di un altro. Allora una sigaretta in una stanza chiusa limita la libertà altrui di non respirare fumo, una sigaretta in una piazza lontano dagli altri riguarda solo la libertà di chi la fuma, pur sapendo che fa male. Occupiamoci prima di tutto dei problemi più urgenti del Paese", conclude.

Favorevoli e contrari

Anche Giorgio Mulè, vice presidente della Camera e parlamentare di Forza Italia, fa appello al buonsenso: "Basta non essere talebani. Perché vietare il fumo anche a chi è all'aria aperta e non dà fastidio a nessuno? Se non c'è nessuno nelle immediate vicinanze non c'è motivo di mettere un divieto. Piuttosto mi preoccuperei di vietare al più presto la vendita online delle sigarette elettroniche, che i ragazzi acquistano e fumano pur non avendo l'età".

Dal momento che ci sono solo indiscrezioni di stampa, 'vale tutto', come si suol dire, al punto che il parlamentare Giovanni Donzelli di Fratelli d'Italia si lancia in ragionamenti arditi: "Credo e sia utile intervenire anche sulla droga leggera, peraltro, altrimenti avremmo il paradosso che si vietano le sigarette ma proliferano i negozi che vendono canapa a basso Thc...".

Schillaci l'aveva preannunciato

Non si può parlare in ogni caso di fulmine a ciel sereno. Già lo scorso gennaio, illustrando le linee programmatiche del dicastero della Salute, il ministro Schillaci aveva annunciato l'intenzione di estendere il divieto di fumo "in altri luoghi all'aperto in presenza di minori e donne in gravidanza; eliminare la possibilità di attrezzare sale fumatori nei locali chiusi; estendere il divieto anche alle emissioni dei nuovi prodotti non da fumo (sigarette elettroniche e prodotti del tabacco riscaldato); estendere il divieto di pubblicità ai nuovi prodotti contenenti nicotina e ai device dei prodotti del tabacco riscaldato". Staremo a vedere.

Nel 2021, secondo dati Istat, i fumatori, tra la popolazione di 14 anni e più, sono poco meno di 10 milioni. La prevalenza è pari al 19%. Forti sono le differenze di genere: tra gli uomini i fumatori sono il 22.9% tra le donne il 15,3%.

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