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Sabato, 22 Giugno 2024
Cosa prevede

I dj dimenticati dallo Stato e messi in ginocchio dal Covid: "Ora una legge per tutelarli"

La proposta arriva dal deputato M5s Gianluca Vacca che chiede di riconoscere lo status e l'attività dei disk-jockey. Per la riapertura delle sale da ballo non c'è ancora una data

Una proposta di legge per il riconoscimento della qualifica professionale di DJ. A presentarla è Gianluca Vacca, deputato del Movimento 5 Stelle in commissione Cultura, che sottolinea come la necessità di tutelare anche chi fa musica nei club sia diventata "improcrastinabile", specie con la pandemia. E a maggior ragione adesso, visto che non è stata stabilita alcuna data per la ripartenza dei locali da ballo. "La mancata riapertura delle discoteche relega i Disc Jockey (DJ) ad una delle categorie più penalizzate" spiega il deputato M5s.

"Su queste figure, molte delle quali sono a tutti gli effetti artisti professionisti, già gravava l'assenza di un inquadramento giuridico, che di fatto ha comportato l'impossibilità di introdurre sussidi pubblici specifici per mitigare gli effetti negativi della pandemia. È arrivato dunque il momento di riconoscere lo status e l'attività di DJ, introducendo le adeguate tutele lavorative in modo anche da favorire il rispetto della legalità nell'organizzazione di eventi e di impedire pratiche di concorrenza sleale". 

Per far questo la proposta di legge individua come requisiti per l'iscrizione al registro una rinomata esperienza nel settore o un diploma di formazione. E ancora, dice Vacca, "punta a istituire presso il ministero del Lavoro e delle Politiche sociali un registro dei Disc Jockey professionisti, che consentirà il riconoscimento della categoria ma che non impedirà l'esercizio della professione a chi non volesse iscriversi". 

L'imperativo è intervenire senza indugiare troppo. Perché quella dei dj è una categoria che sta soffrendo. "Su questo terreno - evidenza l'esponente dei 5 Stelle - l'Italia è indietro rispetto a Paesi vicini come Germania, Spagna, Svizzera, Olanda, ove il settore del clubbing ha trovato una sua identità e dignità professionale e dove tra l'altro è frequente la 'fuga' dei nostri DJ per vedersi riconosciuti i giusti diritti: un intervento legislativo è diventato improcrastinabile". 

Le discoteche resteranno chiuse tutta l'estate? "Non lavoriamo da 17 mesi"

Intanto proprio oggi è arrivata la dura nota del SILB- Fipe, organizzazione leader del settore dell'intrattenimento serale e notturno, che denunciato tutti i problemi di un settore sull'orlo del baratro. "Non lavoriamo da 17 mesi (unica categoria) - denunciano in un accorato post su Facebook -  dietro ci sono intere famiglie che stanno perdendo oltre alla loro dignità lavorativa anche la possibilità di mantenersi e di prevedere il futuro ad oggi drammaticamente incerto".

Non va giù a titolari, gestori e lavoratori del settore quella che definiscono "grande incoerenza nella condotta della situazione da parte delle Istituzioni; così facendo si alimentano situazioni di non rintracciabilità e abusivismo: con certe decisioni irrazionali viene precluso il nostro diritto costituzionale al lavoro e alla libera impresa e indirettamente si finisce con il favorire l'abusivismo con l'inevitabile dilagare di tanti fenomeni di illegalità". 

I gestori e i titolari avevano elaborato e presentato un protocollo dettagliatissimo, per garantire la massima sicurezza a clienti e dipendenti. Speravano sarebbe bastato per riaprire almeno a luglio.

"Le discoteche hanno le linee guida. È vergognoso che lascino chiuse le attività e poi ci siano le piazze piene con musica e assembramenti da fare schifo; mi arrivano immagini e denunce dai cittadini" ha dichiarato il presidente della Regione Veneto. "C'è un intero comparto economico messo alla gogna - ha sottolineato -. Non puoi avere un locale chiuso e nella piazza di fronte centinaia di persone: è una presa per i fondelli".

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