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Lunedì, 17 Gennaio 2022
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Donare il sangue è sempre possibile (senza Green Pass)

Tra calo di donatori (ma non dappertutto) e carenza di personale (questo sì un problema sistemico), l'attenzione deve restare alta. Per quest'atto di generosità non serve il certificato verde. Il sangue serve sempre, ogni giorno, a migliaia di italiani che soffrono di varie patologie, devono affrontare interventi chirurgici per tumori o hanno gravi incidenti

Fra gli effetti della pandemia c'è stato anche un calo nelle donazioni di plasma e di sangue. Non ovunque, ma il trend negativo in varie regioni c'è stato e potrà essere invertito solo favorendo il ricambio nella platea dei donatori e convincendo i più giovani a donare. Ci sono realtà dove il 2021 ha già visto un aumento di donatori rispetto al 2020. Buoni segnali, incoraggianti, ma l'attenzione deve restare alta.

Donare sangue è importante

C'è infatti anche un problema di personale, non da oggi. Vincenzo De Angelis, Direttore del Centro nazionale sangue commenta così l’allarme lanciato da Gianpietro Briola Presidente nazionale dell’Avis sulle pagine del Fatto Quotidiano. Il Covid sta mandando in crisi il sistema di raccolta del sangue gestito dall’Avis, e così è sempre più difficile avere medici per effettuare i prelievi di sangue, al punto di dover annullare in alcuni casi le sedute per la donazione. "Stiamo lottando contro una crisi indotta dalla grande richiesta di personale sanitario scatenata dal Covid – ha dichiarato Briola – c’è una 'caccia' a medici e infermieri, tra hub vaccinali e squadre Usca. E non possiamo competere da un punto di vista retributivo, pur rientrando ovviamente nelle tabelle dell’Ordine dei medici".

La mancanza di personale viene denunciata da tempo dal Cns. "Quello della carenza di personale medico è un tema critico ormai da qualche anno e non solo per il sistema trasfusionale – ha detto De Angelis – una survey portata avanti dal Cns nel 2019 ha quantificato un necessario adeguamento di circa il 30% del personale, rispetto all’attuale dotazione. E abbiamo alcuni casi limite che fanno riflettere, come quello della Sicilia, dove nel 2021 circa 400 appuntamenti per la donazione volontaria sono saltati a causa dell’indisponibilità di personale medico”.

Chi può donare oggi stesso: non serve il Green Pass

Gli ostacoli dunque ci sono. Ma se si ha tra 18 e 60 anni (ma anche dopo i 60 anni si può essere accettati a discrezione del medico responsabile della selezione), se si pesa più di 50 kg e si è in buono stato di salute, donare sangue è importante. L'Avis si era vista costretta nei mesi scorsi a ribadire che donare il sangue dopo aver ricevuto il vaccino anti Covid non comporta alcun rischio né per il donatore stesso né per i pazienti a cui trasfonderlo: lo "scienziato" Enrico Montesano aveva espresso dubbi in merito. 

Donare il sangue è sicuro, non c'è nessun rischio di contagio, i centri di raccolta sono protetti e ogni giorno sono tanti gli italiani che hanno bisogno del sangue che proviene dalle donazioni per vivere. Il sangue serve sempre, ogni giorno, a migliaia di italiani che soffrono di varie patologie o, per fare un altro esempio, devono affrontare interventi chirurgici, o sono soccorse dopo un grave incidente. Chi desidera diventare donatore di sangue può prendere contatto con la sede AVIS più vicina o chiamare il centro trasfusionale dell'ospedale. Il nostro "sistema sangue" è sicuro e le donazioni non devono fermarsi.

Ai donatori di sangue ed emocomponenti non viene richiesto il Green pass. Per i donatori, la cui permanenza nelle strutture di raccolta è circoscritta all’atto della donazione, si procederà quindi con le procedure vigenti, che prevedono il triage telefonico, l'accesso contingentato previa prenotazione, la somministrazione di un questionario, il colloquio con il medico e l'utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, la misurazione della temperatura e il rispetto del distanziamento sociale.

Negli Usa è quasi emergenza

In Italia non risultano allarmi su carenza di sangue. All'estero le cose non vanno così però. "Questa è la sfida più grande che ho visto nei miei 30 anni nel settore", ha dichiarato al New York Times il dirigente della Croce Rossa americana Chris Hrouda . Ha aggiunto che la Croce Rossa, che rappresenta circa il 40% delle scorte di sangue degli Stati Uniti, sta lottando per mantenere una "scorta" di un giorno di domanda, ben diversa dal "cuscinetto" di tre giorni che viene normalmente mantenuto.

Parte del problema è che a causa delle restrizioni sul distanziamento sociale e del lavoro a distanza, molte aziende e università hanno annullato le loro consuete raccolte di sangue. E come molti datori di lavoro, la Croce Rossa sta lottando per mantenere un personale adeguato.

Alcuni ospedali sono stati costretti a monitorare con crescente attenzione le loro scorte. La dottoressa Jennifer Andrews, direttore medico presso il Vanderbilt University Medical Center di Nashville, ha detto al Nyt che il suo ospedale ha ricalibrato le trasfusioni con meno globuli rossi per aiutare a preservare le scorte. Le scorte di sangue devono essere costantemente aggiornate perché i componenti del sangue hanno una breve durata. Ci vogliono anche diversi giorni per testare ed elaborare nuove donazioni. Se le forniture non soddisfano la domanda - il sangue è necessario per interventi chirurgici e varie procedure mediche, inclusi alcuni trattamenti contro il cancro - i pazienti hanno priorità in base alle situazioni più critiche.

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