Sabato, 12 Giugno 2021
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Donazione degli organi sulla carta d'identità: quasi 6 milioni di italiani dicono sì

Grazie al sistema di registrazione collegato alla carta d'identità elettronica, crescono ancora le dichiarazioni di volontà alla donazione espresse in vita dai cittadini. E cresce "l'effetto Alex" sulle donazioni di midollo osseo

Al momento del rilascio o rinnovo della propria carta d'identità, ogni cittadino maggiorenne può manifestare il proprio consenso o diniego alla donazione di organi e tessuti attraverso una dichiarazione. La propria volontà di diventare donatore di organi può essere espressa anche attraverso altre modalità:

  • con una dichiarazione, resa in carta libera o su moduli appositamente predisposti da enti pubblici e dalle associazioni dei donatori, da cui risultino, oltre alla volontà in ordine alla donazione degli organi e dei tessuti, i dati personali, la data e la firma;
  • con una dichiarazione resa presso le aziende sanitarie, le aziende ospedaliere o gli ambulatori dei medici di medicina generale;
  • con una dichiarazione resa presso i Centri Regionali per i Trapianti (CRT).

Ci sono i dati aggiornati. Grazie al sistema di registrazione collegato alla carta d'identità elettronica, crescono ancora le dichiarazioni di volontà alla donazione di organi e tessuti espresse in vita dai cittadini. Il 31 dicembre 2019 erano 6.936.583 le dichiarazioni custodite nel Sistema informativo trapianti, ma a fine febbraio 2020 è stata superata quota 7 milioni e 300 mila: complessivamente quasi 5 milioni 600mila favorevoli e poco più di un milione 700 mila contrari. Lo rivelano i numeri del Centro nazionale trapianti (Cnt) presentati oggi a Roma.

Nel solo 2019 le dichiarazioni registrate nei 6.361 Comuni in cui è attivo il servizio (copertura del 92,5% della popolazione nazionale) sono state 2.404.867, in aumento del 22,9% rispetto all'anno precedente. I consensi sono stati il 67,5%, le opposizioni il 32,5%, con un lieve aumento dei no (+0,2% in confronto al 2018). Esattamente come per quanto riguarda le opposizioni rilevate nelle rianimazioni, anche il dato delle opposizioni registrate nei Comuni vede una forte differenza tra Nord e Sud: i risultati migliori sono quelli della Provincia autonoma di Bolzano (solo il 7% di no) e della Valle d'Aosta (18,9%), i peggiori quelli di Sicilia (42,1%), Calabria (40,7%) e Campania (40,3%).

Di contro, nel 2019 la percentuale delle opposizioni è aumentata in quasi tutte le regioni settentrionali (+4,1% di no in Liguria, +3,1% in Emilia Romagna, +2,5% Piemonte, +2,1% in Veneto e Toscana, +1,4% in Lombardia, Friuli Venezia Giulia e Provincia di Trento), mentre si registrano miglioramenti in quelle meridionali (-3% di no in Campania, -2,6% in Puglia, -2,1% in Calabria, -1,7% in Sicilia).

L'effetto Alex sulle donazioni di midollo osseo

E c'è un'altra buona notizia. Prosegue "l'effetto Alex" - il bambino curato grazie a un appello lanciato dai genitori per trovare un donatore di midollo - sull'attività di donazione e trapianto nel campo dei tessuti e delle cellule staminali emopoietiche. In totale gli iscritti attivi al Registro dei donatori di midollo osseo (Ibmdr) sono saliti nel 2019 a 449.860 (+6,7%), grazie a 43.138 nuovi ingressi dello scorso anno: dopo l'exploit del 2018 ottenuto grazie alla mobilitazione per Alex, gli italiani hanno confermato la loro disponibilità.

Le donazioni di tessuto registrate nel 2019 sono state 13.854 (+2,3%), con un aumento ancora più marcato per le cornee (+4,1%). Di conseguenza, i trapianti sono cresciuti dell'8,1%: 17.801 quelli realizzati lo scorso anno, mai così tanti. Segno più anche per quanto riguarda le cellule staminali emopoietiche: crescono sia le donazioni (+23,5%) che i trapianti da donatore non consanguineo (+1,3%), che sono stati 859, il numero più alto mai realizzato in Italia.
 

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