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Domenica, 3 Marzo 2024
L'appello

L'appello per le neomamme: "Non lasciatele sole", e i 5 consigli per l'allattamento al seno

Oltre centomila persone hanno sottoscritto la petizione su Change.org in per chiedere più assistenza. La mobilitazione dopo la morte di un neonato in ospedale a Roma. Il parere dei pediatri sul co-sleeping

"Non lasciare sole le neo mamme nelle ore immediatamente successive al parto". È quanto chiedono migliaia di persone che hanno sottoscritto la petizione su Change.org dell'associazione "Mama Chat", che dal 2017 supporta donne tra cui mamme e famiglie in difficoltà. In poco più di 24 ore sono state raccolte oltre 108mila adesioni. 

L'appello nasce da un atroce fatto di cronaca: la morte all'ospedale di Roma Sandro Pertini di un neonato. Il piccolo è deceduto mentre la mamma lo stava allattando, la donna si è addormentata e quando si è accorta che il piccolo stava male era tardi. Le indagini sono in corso per accertare le cause della morte ed eventuali responsabilità ma la vicenda - con il padre del piccolo che ha denunciato la scarsa assistenza data alla moglie - hanno riportato l'attenzione sul tema del supporto alle neomamme, della condizione ospedaliera, del cosleeping.

Una donna su cinque ha subito violenze durante il parto

"In questi anni di Covid - si legge nella petizione - sono migliaia i neogenitori che hanno vissuto, ancor più di prima, esperienze di degenze ancor più isolanti e maltrattanti, senza che vi siano motivazioni giustificate, in un momento della vita già delicato che dovrebbe portare con sé momenti positivi. Nella maggior parte dei reparti maternità l’ingresso agli accompagnatori è consentito soltanto poche ore al giorno. Ma non in tutti. È fondamentale che vi sia una linea unica, dove non vi siano esperienze di parto di serie A o di serie B, ma sappiamo bene che in Italia sia utopia".

L'associazione punta l'attenzione sulla violenza ostetrica "che permea quotidianamente nelle strutture Italiane miete vittime inconsapevoli creando traumi psicologici gravi che hanno effetti non solo sulle mamme ma anche sui loro bambini". Da qui la richiesta: "Vi siano più controlli e il supporto alle famiglie soprattutto nei momenti parto e post-parto, i quali sono estenuanti, fragili e difficili da affrontare, siano guidati dagli esperti anzichè ostacolati, con cura e con consapevolezza, mettendo. i bisogni delle mamme e l'assistenza a loro al centro".

Allattamento sicuro al seno, i 5 consigli dei pediatri 

Come detto, solo le analisi potranno chiarire le cause della morte del neonato all'ospedale Pertini. Non è da escludere che il caso rientri -- secondo quanto spiega il Tavolo tecnico allattamento al seno della Società italiana di pediatria (Sip) - nel "collasso neonatale improvviso e inaspettato". “Con questa definizione – specifica Guglielmo Salvatori, responsabile del Tavolo allattamento al seno della Sip – si esprime un raro ed improvviso evento, a volte un decesso, in una gran parte dei casi senza spiegazione, che può verificarsi nei primi 7 giorni di vita”.

L'allattamento al seno è ritenuto importante per mamma e bimbo e i pediatri danno 5 consigli ai neo genitori:

  • Favorire il contatto pelle a pelle nelle prime due ore dopo il parto permette di stabilizzare l’attività cardio-respiratoria del neonato/a, regolare la temperatura corporea, favorire un normale valore di glicemia ed avviare al meglio l’allattamento al seno. 
  • Allattamento al seno e contatto skin to skin: focalizzarsi per vivere intensamente il bellissimo momento. Non esiste una posizione ideale, occorre in tutti i casi essere vigili sul fatto che il piccolo respiri bene e abbia un buon colorito.
  • Favorire il rooming in: tenere il neonato nella stessa stanza della mamma 24 su 24 permette di rafforzare il legame tra mamma e bambino e di incentivare l’allattamento al seno. È più sicuro che il bimbo dorma nella culletta invece che nel letto della mamma, evitando comunque materassi o cuscini molto morbidi. Inoltre, va sempre decisamente raccomandato che il bimbo dorma a pancia sopra, supino.
  • Non aver timore di chiedere che il neonato venga portato nella nursery se si ha bisogno di riposare.
  • Non aver paura in generale di ciò che può accadere mentre si allatta. 

"Mancano ventimila ostetriche negli ospedali italiani"

La tragedia del Pertini ha aperto il vado di Pandora della maternità. In tante, anche sui social, hanno denunciato un sostanziale abbandono, una solitudine spesso materiale ma anche psicologica in quella che è una delle fasi più delicate della vita di una donna. Ed emerge anche un altro problema: la carenza di ostetriche. ''In Italia le ostetriche iscritte all'Albo sono 20.885, di queste molte non svolgono la professione, altre sono inattive, in pensione oppure hanno un impiego all'estero. Nei reparti non arriviamo a tali cifre, per questo da tempo chiediamo più ostetriche, almeno altre 20mila unità su tutto il territorio", dice Silvia Vaccari, presidente della Fnopo, la Federazione nazionale Ordini professione di ostetricia. 

Vaccari spoiega si avere incontrato il ministro della Salute Schillaci sollevando "la necessità di investire risorse su queste figure professionali e sulla loro formazione'. 'Siamo poche, in numero insufficiente per garantire una presa in carico di qualità della donna - rimarca Vaccari -. Si parla tanto di Pnrrr ma in alcune zone d'Italia le ostetriche non ci sono, per scelte strategiche della politica, quindi sostituite da infermieri o assistenti sanitarie, sebbene ciò non accada mai all'interno della sala parto". Vaccari rivendica quindi il ruolo di "una figura importante al fianco di mamme che spesso hanno dei percorsi difficili, mi riferisco alle pazienti oncologiche in attesa di partorire il loro figlio - conclude la presidente di Fnopo -. Ma sia chiaro, l'ostetrica non può essere relegata solo nella sala parto".

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