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Giovedì, 26 Maggio 2022
L'intervista

Doppio cognome e parità di genere, a che punto siamo? Risponde la ministra Bonetti

Intervista di Today alla ministra Bonetti sul doppio cognome ai figli, divario di genere, assegno unico ed effetti sui minori del Covid e della guerra

Con la sentenza della Corte di Cassazione sul doppio cognome ai figli si assottiglia il divario di genere tra uomo e donna. Ne abbiamo parlato con la ministra per le pari opportunità e la famiglia, Elena Bonetti, impegnata da sempre nella lotta per la parità di genere con azioni volte anche a colmare il gap europeo uomo-donna nei campi STEM (scienza, tecnologia, ingegneria e matematica). Abbiamo colto l’occasione per chiederle anche a che punto siamo con l’assegno unico e per sapere cosa si sta facendo per combattere la violenza sui minori, in particolare alla luce degli effetti devastanti del Covid e della guerra in Ucraina.

La sentenza della Corte Costituzionale sul doppio cognome ai nuovi nati è stata definita una svolta storica, una rivoluzione. Cosa vuole dire a chi non la ritiene una norma necessaria o urgente?

“Che invece è fondamentale l’affermazione di un principio fondativo della nostra democrazia. L’italia ha scelto una forma democratica nella quale ci sia davvero una piena e sostanziale parità di genere. Quindi non può esserci più in nessun settore, ivi compreso l’elemento dell’attribuzione del cognome, una prevalenza del maschile rispetto al femminile. Le donne hanno il diritto di essere riconosciute come valore per la nostra società, attraverso la loro vita, la loro identità personale, e deve essere riconosciuto ai bambini il diritto alla storia integrale, che viene dalle madri e dai padri”.

L’iter in Parlamento per approvare una legge è già iniziato. Quali dovrebbero essere i punti salienti? Come risolvere il problema della moltiplicazione dei cognomi?

“E’ chiaro che spetterà al legislatore arrivare alla definizione di un testo base e trovare una ricomposizione delle diverse posizioni. Personalmente ho sempre sostenuto il diritto di scelta dei genitori nell’attribuzione del cognome materno o paterno o di entrambi, nell’ordine che vorranno. Credo che si debbano dare indicazioni per semplificare il processo. Ad esempio, la scelta per un figlio dovrebbe essere mantenuta anche per i successivi. L’altro elemento è nel passaggio generazionale: è chiaro che nel caso di un doppio cognome si dovrà scegliere quale dei due trasmettere alla generazione successiva, proprio per evitare l’effetto moltiplicativo”.

In caso di disaccordo tra i genitori sarà il giudice a stabilire la precedenza del cognome. Esiste concretamente la possibilità che questa decisione possa contribuire ad intasare i tribunali?

“La legge dovrebbe dare indicazioni per dirimere anche queste questioni. Una proposta è che in caso di non accordo si diano i due cognomi in ordine alfabetico”.

Samantha Cristoforetti ha dimostrato all’Italia che anche le donne possono andare nello Spazio e che essere madri non rappresenta un ostacolo al lavoro. Cosa stiamo facendo in Italia per colmare il gap europeo uomo-donna esistente nei campi STEM?

“E’ una delle sfide principali del nostro Paese, l’abbiamo scelta come una delle leve della nuova strategia nazionale per la parità di genere e anche negli investimenti per il Pnrr. In particolare nel Pnrr abbiamo stanziato più di un miliardo di euro per la formazione delle ragazze e dei ragazzi, delle bambine e dei bambini, proprio nell’ottica di superare il divario di genere nelle materie STEM, a partire dall’apprendimento della matematica e delle materie scientifiche anche nei primissimi anni di vita. Accanto a questo, promozione e incentivo di un accordo tra le imprese e il mondo delle università per favorire non solo la formazione delle ragazze anche in questi settori, ma la promozione di una leadership di competenze scientifiche e tecnologico-digitali che le donne devono sempre più poter intraprendere. Terzo elemento, l’investimento in imprenditoria femminile e la formazione e la riqualificazione innovativa delle donne che sono già inserite nel mondo del lavoro”.

Assegno unico, ricordiamo che per avere diritto agli arretrati si deve presentare domanda entro il 30 giugno 2022. Come stanno andando le domande?

“Abbiamo un andamento positivo di crescita delle domande. Il comunicato Inps di fine aprile ha certificato che tra le domande pervenute e le famiglie percettrici di reddito di cittadinanza, cui l’assegno va in automatico, si è arrivati ad una platea che supera di poco gli 8 milioni di figli. Siamo ai tre quarti dei destinatari. Fino a giugno c’è tempo sia per fare domanda che per allegare l’Isee e avere gli arretrati a partire da marzo. E’ una misura nuova che stiamo monitorando e che sta dando numerosi riscontri positivi sui benefici finanziari per le famiglie in Italia”.

Oggi ha partecipato ad un evento organizzato dal Cesvi sul maltrattamento dei minori. Qual è l’impatto del Covid-19 sui bambini?

“L’effetto del Covid sui bambini ha registrato un’accelerazione di processi di disagio. In alcuni casi abbiamo riscontrato un aumento anche della violenza, degli abusi nei confronti dei minori nell’ambito domestico ma soprattutto nell’ambito virtuale della rete, come ci dicono gli ultimi dati diffusi nella Giornata per il contrasto della pedofilia e della pedopornografia. Il Covid ha avuto effetti devastanti sulle generazioni più giovani, con un impatto psicologico ed emotivo pesante anche nei percorsi di apprendimento. Per questo abbiamo lavorato, anche nel nuovo Piano nazionale per l’infanzia e l’adolescenza, per mettere in campo azioni strategiche e sinergiche in particolare con il ministero dell’istruzione ma anche con tutte quelle agenzie educative che possono offrire un contributo importante in questa direzione. Penso ad esempio al mondo del Terzo settore e allo sport, per restituire non solo spazi di socialità ma anche percorsi di riacquisizione di prospettive positive per i ragazzi e le ragazze”.

… e della guerra in Ucraina?

“Il dramma della guerra che l’Ucraina sta affrontando vede l’arrivo nel nostro Paese di più di 100 mila rifugiati, di cui circa il 40% sono rappresentati da minorenni. Per loro stiamo costruendo percorsi di integrazione non solo nell’ambito scolastico ma anche nelle comunità territoriali. Credo che il lavoro sinergico tra i comuni e il Terzo settore potrà, in particolare nel tempo estivo, rappresentare un valore aggiunto. Sto lavorando per proporre ad Anci e al Terzo settore un progetto congiunto da sostenere anche attraverso il mio ministero”.

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