Sabato, 23 Ottobre 2021
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Tornare a viaggiare

Nella stragrande maggioranza dell'Ue il Green Pass è diventato un lasciapassare che consente di muoversi liberamente, Oltreoceano alcuni Paesi sembrano pronti a riaprire: ecco un quadro generale

I primi a riaprire sono stati gli Stati Uniti, che lo scorso 20 settembre hanno annunciato che da novembre i turisti vaccinati potranno ricominciare ad arrivare sul territorio dopo 18 mesi di chiusura delle frontiere. Adesso è il turno dell’Australia, che segue lo stesso iter per i suoi cittadini: dopo un anno e mezzo di chiusura, a partire da novembre gli australiani potranno tornare a viaggiare o rientrare nel Paese, a patto che siano vaccinati e che si sia raggiunto il traguardo dell’80% della popolazione immune.

Con il progredire della campagna vaccinale contro il covid, insomma, diversi Paesi hanno iniziato a eliminare - alcuni in modo graduale, altri in maniera più radicale - le varie restrizioni imposte nel corso dell’ultimo anno e mezzo, e per i cittadini italiani ed europei questo si traduce nella possibilità di tornare a viaggiare per turismo, senza sottoporsi a quarantene lunghe che rendono impossibile godere della vacanza. Requisito fondamentale nella maggioranza dei casi, però, è avere fatto il vaccino, o in alternativa avere un tampone con esito negativo (che non vale per ovunque).

La premessa è che la situazione resta in evoluzione, e che i singoli Paesi possono avere differenti tempi e modalità di ripresa dei viaggi e del turismo. Le informazioni aggiornate praticamente in tempo reale sono raccolte sul sito della Farnesina, Viaggiare Sicuri, o sul sito dell’International Air Traverl Association, ma ci sono alcuni dati che a oggi sembrano certi, quantomeno sino al 25 ottobre, per quanto riguarda gli spostamenti dall’Italia verso l’estero e viceversa.

Turisti salvi con i corridoi 

Al di là delle regole generali attualmente in vigore che regolamentano spostamenti da e per l'italia e dei regolamenti dei singoli Paesi, la novità vera per il turismo è rappresentata dall'attivazione dei cosiddetti "corridoi turistici". Il ministero della Salute italiano ha infatti autorizzato nei giorni scorsi, in via sperimentale, “corridoi Covid-free” per alcune tra le più ambite mete turistiche: Aruba, Maldive, Mauritius, Seychelles, Repubblica Dominicana, Egitto (limitatamente alle zone turistiche di Sharm El Sheikh e Marsa Alam), aree in cui è possibile accedere con Green Pass e rispettando una serie di norme per un accesso controllato e sicuro per turismo. (qui i dettagli).

Viaggiare in Europa

Il quadro più semplice è comunque quello europeo. Da luglio i cittadini europei possono viaggiare all’interno dei confini dell’Ue liberamente, a patto di essere in possesso di Green Pass, valido come EU Digital Covid Certificate all’interno dell’Area Schengen. I singoli Stati mantengono per una certa dose di autonomia su eventuali misure aggiuntive, che possono essere adottate in caso di necessità (se, per esempio, la situazione rende necessari controlli più stringenti) e che vanno controllate prima della partenza.

Per:

  • Austria
  • Belgio
  • Bulgaria
  • Cipro
  • Croazia
  • Danimarca (incluse isole Faer Oer e Groenlandia)
  • Estonia
  • Finlandia
  • Francia (inclusi Guadalupa, Martinica, Guyana, Riunione, Mayotte ed esclusi altri territori situati al di fuori del continente europeo)
  • Germania
  • Grecia
  • Irlanda
  • Lettonia
  • Lituania
  • Lussemburgo
  • Malta
  • Paesi Bassi (esclusi territori situati al di fuori del continente europeo)
  • Polonia
  • Portogallo (incluse Azzorre e Madeira)
  • Repubblica Ceca
  • Romania
  • Slovacchia
  • Slovenia
  • Spagna (inclusi territori nel continente africano)
  • Svezia
  • Ungheria
  • Islanda
  • Norvegia
  • Liechtenstein
  • Svizzera, Andorra
  • Principato di Monaco
  • Israele

Dal primo ottobre, e sino al 25 ottobre, in base alla normativa italiana sono consentiti gli spostamenti in entrata e in uscita senza necessità di motivazione (fatte salve eventuali limitazioni previste in Italia su base regionale). È comunque sempre necessario compilare il Digital Passenger Locator Form, o PLF, che serve sia per entrare nello Stato estero sia per tornare in Italia, e ovviamente è necessario presentare il Green Pass.

Viaggiare nel resto del mondo: America Latina e Asia

Diverso l'iter per i Paesi inseriti dall’Italia nell’elenco D, che sono:

  • Albania
  • Arabia Saudita
  • Armenia
  • Australia
  • Azerbaigian
  • Bosnia ed Erzegovina
  • Brunei
  • Canada
  • Emirati Arabi Uniti
  • Giappone
  • Giordania
  • Libano
  • Kosovo
  • Moldavia
  • Montenegro
  • Nuova Zelanda
  • Qatar
  • Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord (compresi Gibilterra, Isola di Man, Isole del Canale, basi britanniche nell’isola di Cipro)
  • Repubblica di Corea
  • Repubblica di Macedonia del Nord
  • Serbia
  • Singapore
  • Stati Uniti d’America
  • Ucraina
  • Taiwan
  • Regioni Amministrative Speciali di Hong Kong e Macao

Chi è stato in questi paesi e deve rientare in Italia, infatti, oltre al certificato di avvenuta vaccinazione deve presentare anche il certificato di esito negativo a un tampone molecolare effettuato nelle 72 ore precedenti all’ingresso in Italia. Ed è bene ricordare che nel Regno Unito dal primo ottobre 2021 non è più possibile entrare con la sola carta d’identità, ma è invece necessario l’utilizzo di un valido passaporto.

I singoli Paesi dal canto loro adottano diversi iter per l'ingresso, e in molti casi ancora non lo consentono. Singapore, per esempio, vieta l'ingresso a tutti i viaggiatori a breve termine provenienti dall’Italia. Dal 1 agosto 2021 invece le autorità saudite hanno ripristinato il visto turistico, ottenibile attraverso il portale VisitSaudi ( www.visitsaudi.com ), consentendo l’ingresso in Arabia Saudita a condizione di esibire tampone negativo e vaccinazione. Anche Australia e Stati Uniti, che hanno dato segni di apertura, non consentivano l'ingresso, mentre il Giappone ha stabilito che l'ingresso nel Paese per motivi di turismo è vietato fino a nuove indicazioni, da qualsiasi Paese del mondo. Le autorità locali hanno anche sospeso, fino a data da definirsi, la concessione di nuovi visti per studio o lavoro. Idem a Taiwan e in Nuova Zelanda, dove entrano solo i residenti.

Ci sono poi i paesi che non rientrano negli altri elenchi, i cosiddetti paesi dell'elenco E, che hanno rigide limitazioni anche per l'ingresso in Italia. Per Brasile, India, Bangladesh e Sri-Lanka il traffico aereo e l’ingresso in Italia sono consentiti solo a chi ha residenza italiana, autorizzazione da parte del Ministero della Salute, figli minori, coniugi o che studiano in Italia. Tutti devono comunque sottoporsi a tampone nelle 72 ore precedenti e all’arrivo in Italia e sottoporsi a isolamento fiduciario per 10 giorni. 

In Thailandia le autorità hanno prorogato fino a nuovo ordine lo stato di emergenza e rimangono chiuse dal 21 marzo 2020 tutte le frontiere terrestri. È permesso il rientro dei cittadini thailandesi all’estero, mentre per quanto riguarda i cittadini italiani è necessario sottoporre la richiesta di ingresso all’ambasciata e poi presentare tampone negativo effettuato non oltre 72 ore prima dell’ingresso, il Certificate of Entry, rilasciato dall’Ambasciata di Thailandia, il visto, in tutti i casi in cui è richiesto, e l’assicurazione sanitaria. A partire dal primo ottobre la quarantena per le persone che fanno ingresso in Thailandia vaccinate con ciclo completo da almeno 14 giorni è ridotto a 7 giorni, oltre al giorno di arrivo in Thailandia. I non vaccinati sono invece soggetti ad un periodo di 10 giorni di quarantena. La quarantena si deve effettuare  presso gli hotel designati (ASQ).

In Cile, a partire dal primo ottobre 2021 possono entrare i cittadini cileni e gli stranieri residenti in Cile e gli stranieri non residenti in possesso di Pase de Movilidad, il certificato cileno di vaccinazione da richiedere tramite convalida della propria vaccinazione sul sito https://mevacuno.gob.cl (ingresso permesso esclusivamente dagli aeroporti Arturo Merino Benitez, Iquique e Antofagasta). Oltre al Pase de Movilidad abilitato (che consente anche di uscire da ogni frontiera), per l’ingresso è necessario presentare un test molecolare PCR negativo effettuato a mezzo di tampone e realizzato fino a 72 ore prima dell’ultimo imbarco, compilare il formulario “Declaración Jurada de Viajeros” sul sito www.c19.cl ed essere in possesso di un’assicurazione sanitaria che copra spese per Covid per almeno 30.000 dollari US. Le persone autorizzate a entrare in Cile devono osservare una quarantena obbligatoria presso il proprio domicilio e compilare per 14 giorni il formulario di monitoraggio sanitario che viene inviato tramite email.  Chi è in possesso di Pase de Movilidad deve effettuare 5 giorni di quarantena nel proprio domicilio, chi non ha il Pase de Movilidad deve effettuare 7 giorni di quarantena.

Meno chiara la situazione in Argentina, dove è la stessa Farnesina a fare presente che "i porti e aeroporti di provenienza e destinazione, i punti di ingresso nel Paese, le categorie di persone ammesse, le compagnie aeree e di navigazione operanti, il calendario e le stesse modalita' di effettuazione dei viaggi sono autorizzate - e spesso modificate con scarso preavviso - dalle autorità argentine alla luce dell’evoluzione della situazione legata alla pandemia nel Paese e all'estero".

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