Venerdì, 22 Gennaio 2021

Come sarà il nuovo Dpcm

La firma del premier è attesa per domani o martedì, ma il decreto è ancora un rebus. Dal coprifuoco alle 18 al divieto di spostamento tra le regioni: ecco le ipotesi sul tavolo

Giuseppe Conte ANSA

Le regioni spingono per misure nazionali, il governo prende tempo. Il nuovo Dpcm è ancora un rebus. Tante le ipotesi emerse nel corso del tavolo di confronto tra regioni, enti locali e governo. Solo una parte di queste confluirà nel nuovo decreto che il premier si appresta a firmare domani o al più tardi martedì. Vediamole nel dettaglio.

Lo stop alla mobilità per gli over 75

Una delle proposte che più ha fatto discutere, avanzata dai governatori di Lombardia, Piemonte e Liguria, prevede non ben definiti limiti di spostamento per chi ha più di 70 anni. Una sorta di lockdown soft per chi è più avanti con l’età e rischia di più in caso di contagio. A spingere per questa strada è soprattutto il governatore della Liguria Giovanni Toti, che su facebook scrive: "La maggior parte dei pazienti gravi nei nostri ospedali e purtroppo anche dei morti che piangiamo ogni giorno è composta da persone sopra i 75 anni”. Per questo gli anziani “sono quelli che vanno tutelati di più: si tratta di persone spesso in pensione, che non sono indispensabili allo sforzo produttivo del Paese ma essendo più fragili vanno salvaguardate in ogni modo". Non è però chiaro come verrebbe declinata nei fatti la misura: se con un divieto di uscire di casa per gli over 75 o con limitazioni più soft.  

Nuovo Dpcm: le misure sul tavolo

Tra le possibilità sul tavolo anche lo stop alla mobilità tra le regioni, che però non piace ad alcui governatori. Così come non piace – soprattutto ai presidenti di centrodestra – l’ipotesi di lockdown localizzati nelle aree metropolitane ad alto rischio contagio. Sulla scuola, secondo il ministro degli Affari regionali Francesco Boccia, "non si deve prendere una decisione univoca sulla scuola ma deve dipendere dal grado di Rt (indice di contagiosità, ndr) in ogni regione". Sul tavolo resta comunque l’introduzione della didattica a distanza almeno per gli studenti della terza media. Da sindaci e governatori è inoltre arrivata la proposta di chiudere i centri commerciali, almeno nel week end. Tra le varie proposte c’è anche quella del coprifuoco dopo le ore 18 con la reintroduzione dell’autocertificazione. 

Sta prendendo corpo anche la possibilità di chiudere bar e ristoranti chiusi anche a pranzo nelle regioni con tasso di contagi a rischio. Lo riferisce l'Ansa spiegando che le zone critiche sono Lombardia, Piemonte e Calabria. Sempre nelle aree a rischio, potrebbero essere chiusi anche i musei e deciso lo stop ai distributori automatici. Sarà inoltre aumentato il ricorso alla smart working nella Pubblica amministrazione, salvo i servizi pubblici essenziali. 

Locatelli (Cts): "Nel Dpcm ci sarà lo stop alla mobilità tra le regioni"

Sui limiti alla mobilità tra le regioni va registrata la presa di posizione di Franco Locatelli, componente del Comitato tecnico scientifico, a "Che Tempo che fa". Il Dpcm di domani, ha detto, "andrà nella direzione del principio di proporzionalità e ragionevolezza che ha guidato le scelte fino ad ora, facendo leva su qualche misura come la limitazione agli spostamenti interregionali se non per ragioni indifferibili, di salute o per lavoro". 

Tutte le ipotesi sul nuovo Dpcm

Ricapitolando, queste le ipotesi di cui si è parlato con più insistenza.

  • Limiti alla mobilità per chi ha più di 70 anni;
  • Divieto di spostamento tra le regioni;
  • Lockdown territoriali nelle città (o province) ad alto rischio;
  • Coprifuoco o chisura delle attività alle 18. 
  • Didatica a distanza per gli alunni di terza media
  • Possibilità di diversificare le misure sulla scuola in base all’indice Rt
  • Chisura dei centri commerciali nel fine settimana
  • Bar e ristoranti chiusi a pranzo nelle zone ad alto rischio contagio 
  • Smart working nella Pubblica Amministrazione
  • Stop alle scommesse in bar e tabaccherie

coronavirus dpcm 2 novembre 2020-2

Governo vs regioni: lo scaricabarile sul nuovo Dpcm

Il ministro Boccia ha sottolineato nel corso dell’incontro che ogni presidente di regione "puo' intervenire in base alle esigenze e criticita' del proprio territorio", confermando che "le regioni che singolarmente chiudono alcune attività o riducono gli orari in base all'attuazione del piano condiviso sull'andamento epidemiologico" avranno dal governo "ogni forma di sostegno". Si parla dunque anche di possibili riduzioni di orario per i negozi, ma a decidere saranno i governatori. Anche il premier, stando a quanto scrive l'Ansa, sarebbe orientato a modulare le misure sulla base dell'indice Rt, più che a varare provvedimenti di carattere nazionale.

Modulo autodichiarazione 22 ottobre 2020: scarica qui il Pdf

I governatori, dal canto loro, hanno chiesto al governo di intervenire in maniera rigida con un Dpcm valido per tutte le regioni, anziché diversificare le restrizioni. Il presidente dell'Emilia Romagna Stefano Bonaccini ha ad esempio auspicato "misure nazionali perché la situazione è diffusa in tutto il Paese". Sulla stessa linea Eugenio Giani della Toscana ed il governatore della Puglia Emiliano che resta dell'idea di fermare la didattica in presenza a scuola.

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