Mercoledì, 2 Dicembre 2020

La bozza del Dpcm 3 novembre: coprifuoco, divieto di spostamenti tra regioni e capienza dei mezzi pubblici al 50%

C'è il coprifuoco dalle 22 alle 5 e i divieti di spostamenti tra regioni con scenario di rischio alto. Le misure sono valide fino al 3 dicembre, la data di partenza è del 5 novembre. La capienza degli autobus è del 50%

Nella bozza del Dpcm 3 novembre il coprifuoco è indicato nelle ore 22:00. Questa l'ultima novità del nuovo decreto coronavirus che il governo ha sottoposto alle Regioni e che verosimilmente sarà firmato questa sera al termine dei rilievi dei governatori. Pur non esprimendo formalmente un parere, ma solo delle osservazioni, le Regioni respingono l'impianto del Dpcm: hanno chiesto al Governo misure omogenee in tutto il territorio nazionale e che la classificazione per l'inserimento nelle tre fasce di rischio avvenga in contradditorio con il Cts, prima che il ministro della Salute assegni la classificazione di rischio con i conseguenti provvedimenti di chiusura. Inoltre i governatori chiedono che contestualmente al dpcm sia emanato un decreto con indennizzi economici per le categorie economiche, l'esenzione 2020-21 dei tributi per tutte le attività economiche soggette a provvedimenti di chiusura e che sia previsto il congedo parentale.

Ora il governo deve scegliere se procedere alla firma del dpcm o posticipare la firma e recepire le indicazioni regionali. Domani infatti è previsto il responso sulle zone di rischio, la divisione dell'Italia nelle tre fasce - rossa, arancione e verde - così come deciso dal ministero della Salute. 

++ articolo aggiornato alle 21:26 ++

Nella bozza vengono chiariti i divieti agli spostamenti tra regioni e la capienza dei mezzi pubblici è ridotta al 50%. Nel documento finale sono previsti alcuni allegati non ancora presenti in questa versione. 

La bozza del Dpcm 3 novembre

 "Dalle ore 22.00 alle ore 5.00 sono consentiti esclusivamente gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative, da situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. È in ogni caso fortemente raccomandato a tutte le persone fisiche, per tutto l'arco della giornata, di non spostarsi, con mezzi di trasporto pubblici o privati, salvo che per esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità o per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi", si legge nella bozza. 

Le misure saranno valide fino al 3 dicembre, la data di partenza è del 5 novembre: questo fa pensare che l'approvazione possa essere rinviata al 4: "Le disposizioni del presente decreto si applicano dalla data del 5 novembre 2020, in sostituzione di quelle del decreto del Presidente del Consiglio dei ministri 24 ottobre 2020, e sono efficaci fino al 3 dicembre 2020". La bozza dice che nei territori con scenario di rischio alto:

  • a) è vietato ogni spostamento in entrata e in uscita dai territori di cui al comma 1, salvo che per gli spostamenti motivati da comprovate esigenze lavorative o situazioni di necessità ovvero per motivi di salute. 
  • b) È vietato ogni spostamento con mezzi di trasporto pubblici o privati, in un comune diverso da quello di residenza, domicilio o abitazione, salvo che per comprovate esigenze lavorative, di studio, per motivi di salute, per situazioni di necessità
  • c) sono sospese le attività dei servizi di ristorazione (fra cui bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie), ad esclusione delle mense e del catering continuativo su base contrattuale a condizione che vengano rispettai i protocolli o le linee guida diretti a prevenire o contenere il contagio. 

Sono chiusi musei, mostre, bingo e casinò. In più c'è una limitazione per piazze e strade: "Delle strade o piazze nei centri urbani, dove si possono creare situazioni di assembramento, può essere disposta per tutta la giornata o in determinate fasce orarie la chiusura al pubblico fatta salva la possibilità di accesso, e deflusso, agli esercizi commerciali legittimamente aperti e alle abitazioni private". Nelle zone rosse la Pubblica Amministrazione è in presenza solo se ci sono attività indifferibili. Parrucchieri ed estetisti vengono chiusi soltanto in quelle aree. 

Il nuovo Dpcm oggi 3 novembre

La bozza del Dpcm 3 novembre: coprifuoco alle 22 e smart working

Nella bozza è prevista la Didattica a Distanza al 100% per le scuole secondarie: "Le istituzioni scolastiche secondarie di secondo grado adottano forme flessibili nell'organizzazione dell'attività didattica" in modo che "il 100 per cento delle attività sia svolta tramite il ricorso alla didattica digitale integrata". C'è però un'eccezione: "Resta salva  la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia richiesto l'uso di laboratori o sia necessaria in ragione della situazione di disabilità dei soggetti convolti e in caso di disturbi specifici di apprendimento e di altri bisogni educativi speciali, garantendo comunque il collegamento on line con gli alunni della classe che sono in didattica digitale integrata, in modo che sia garantita una relazione educativa che realizzi l'effettiva inclusione". La scuola primaria e dell'infanza continua a svolgersi in presenza. La bozza prevede una capienza del 50% sui mezzi pubblici ma sono esclusi gli scuolabus. Si cita lo smart working:

3. Le pubbliche amministrazioni di cui all’articolo 1, comma 2, del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, assicurano le percentuali più elevate possibili di lavoro agile, compatibili con le potenzialità organizzative e con la qualità e l’effettività del servizio erogato con le modalità stabilite da uno o più decreti del Ministro della pubblica amministrazione, garantendo almeno la percentuale di cui all’articolo 263, comma 1, del decreto-legge 19 maggio 2020, n. 34, convertito con modificazioni dalla legge 17 luglio 2020, n. 77. 3 bis) Nelle pubbliche amministrazioni, tenuto conto dell’evolversi della situazione epidemiologica, ciascun dirigente:

a) organizza il proprio ufficio assicurando, su base giornaliera, settimanale o plurisettimanale, lo svolgimento del lavoro agile nella percentuale più elevata possibile, e comunque in misura non inferiore a quella prevista dalla legge, del personale preposto alle attività che possono essere svolte secondo tale modalità, compatibilmente con le potenzialità organizzative e l’effettività del servizio erogato;

b) adotta nei confronti dei dipendenti di cui all’articolo 21-bis, del decreto-legge 14 agosto 2020, n. 104, convertito, con modificazioni, dalla legge 13 ottobre 2020, n. 126, nonché di norma nei confronti dei lavoratori fragili, ogni soluzione utile ad assicurare lo svolgimento di attività in modalità agile anche attraverso l’adibizione a diversa mansione ricompresa nella medesima categoria o area di inquadramento come definite dai contratti collettivi vigenti, e lo svolgimento di specifiche attività di formazione professionale;

La bozza del Dpcm 3 novembre prevede poi che nelle aree ad alto rischio che ricadono negli scenari 3 e 4 indicati nel documento dell'Iss - quelle caratterizzate da uno scenario di elevata gravità e quelle nelle quali ci sono situazioni di  massima gravità - "è vietato ogni spostamento in entrata e uscita dai territori". Il provvedimento - che sarà adottato con ordinanze del ministro della Salute - può riguardare intere "regioni o parti di esse". Nelle aree con scenario 4 sono vietati anche gli spostamenti "all'interno dei medesimi territori". Nelle zone caratterizzate da "uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto" - le cosiddette fasce rosse - sono sospese le attivita' "svolte nei centri sportivi all'aperto", cosi' come "tutti gli eventi e le competizioni organizzati dagli enti di promozione sportiva". 

Le zone rosse in lockdown: anche le passeggiate solo sotto casa

C'è anche lo stop alle crociere. E vengono sospesi i concorsi pubblici: "Sono sospese le prove preselettive e scritte delle procedure concorsuali pubbliche e private e di quelle di abilitazione all'esercizio delle professioni, a esclusione dei casi in cui la valutazione dei candidati sia effettuata esclusivamente su basi curriculari ovvero in modalità telematica, ovvero in cui la commissione ritenga di procedere alla correzione delle prove scritte con collegamento da remoto, nonché ad esclusione dei concorsi per il personale sanitario, ivi compresi, ove richiesti, gli esami di Stato e di abilitazione all'esercizio della professione di medico chirurgo e di quelli per il personale della protezione civile". Intanto è stata sospesa la riunione tra il ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia e le Regioni. Secondo quanto si apprende i governatori si sono presi del tempo per valutare la bozza 

Le anticipazioni sul nuovo Dpcm

Il parere delle Regioni sulla bozza

Il Presidente della Conferenza delle Regioni e delle Province autonome, Stefano Bonaccini ha trasmesso al Governo il parere (qui il pdf)  sulla bozza di DPCM relativo alle ulteriori misure urgenti per fronteggiare l'emergenza epidemiologica da COVID-19.

"La seconda ondata della pandemia sta colpendo in maniera generale tutto il territorio nazionale, per questo le Regioni hanno ribadito la richiesta di univoche misure nazionali ed, in via integrativa, provvedimenti piu' restrittivi di livello regionale e locale". Nel provvedimento ci sono misure che "destano forti perplessita' e preoccupazione" e che "comprimono ruolo e compiti delle Regioni", attribuendo "al Governo ogni scelta e decisione sulla base delle valutazioni svolte dagli organismi tecnici". Per questo motivo è "indispensabile instaurare un contraddittorio per l'esame dei dati con i dipartimenti di prevenzione dei servizi sanitari regionali prima della adozione degli elenchi delle Regioni" caratterizzate da scenari elevata o massima gravità. Secondo le Regioni, si legge sempre nel parere, "non appaiono chiare le procedure individuate" e "le tempistiche con le quali viene declassificato il livello di rischio". Per questo e' importante che le regioni possano "partecipare al percorso di analisi", anche per la " ricaduta delle misure a livello regionale". Le Regioni chiedono poi che "contestualmente all'emanazione del d.p.c.m., sia definito con un provvedimento di legge "l'ammontare delle risorse, unitamente a modalita' e tempi di erogazione delle stesse, con le quali si procede al ristoro delle attivita' economiche che hanno subito e subiscono "limitazioni, sospensioni e/o chiusure". E "con il medesimo provvedimento - si sottolinea nel parere delle Regioni - è necessario introdurre meccanismi di sospensione dei tributi relativi agli anni fiscali 2020 e 2021 per le stesse attività economiche". Servono infine "misure normative e adeguate risorse finanziarie per i necessari congedi parentali per tutti i lavoratori dipendenti, pubblici e privati, e misure economiche di conciliazione per i lavoratori autonomi".

L'obiettivo deve essere quello, conclude il documento, di dare "certezze al fine di scongiurare un effetto depressivo e conseguenti problemi sociali, assicurando la contemporaneità delle misure di contenimento dell'epidemia con quelle di sostegno alle categorie economiche e sociali colpite"

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