Dpcm: cos'è questa storia di Conte che ti manda la polizia a casa

Lo show di Mario Giordano e lo spauracchio dei controlli nelle abitazioni private. Ma davvero le forze dell'ordine potranno bussare all'uscio di casa per verificare che non ci siano più di 6 persone? Non proprio. Anzi: no

Mario Giordano, screenshot da "Fuori dal Coro"

Ma è vero che il Governo avrebbe deciso di mandare la polizia nelle case degli italiani? La bufala (perché di bufala si tratta) è stata rilanciata ieri da Mario Giordano a "Fuori dal Coro": nonostante la smentita del premier Giuseppe Conte, il conduttore ha riproposto la notizia secondo cui l’esecutivo avrebbe minacciato controlli nelle abitazioni private. 

La storia di Conte che ti manda la polizia a casa

"Fermati, Donato fermati!" ha esordito Giordano intavolando un vero e proprio show. "Non ti hanno detto niente non si possono fare le feste, non si invita più nessuno non più di sei persone". 

"Noi siamo per rispettare le regole sempre. Le regole si rispettano. Ma quando le regole ti dicono cosa devi fare tu a casa tua, quando addiritttura ti minacciano di mandarti la polizia a casa a controllare cosa fai…". 

La smentita di Conte

Come stanno le cose? Ieri la notizia è stata smentita dal presidente del Consiglio Conte che in conferenza stampa a Palazzo Chigi è tornato sull’argomento delle feste in casa: "Dobbiamo migliorare i comportamenti anche nelle abitazioni private: dobbiamo indossare mascherine se ci si avvicina a persone fragili, se si ricevono ospiti. Vi invitiamo a limitare il numero di ospiti, non più di 6, e di non svolgere feste e party in casa, sono situazioni di insidie pericolose. Ma non manderemo la polizia nelle case". 

Una precisazione che in realtà non era neppure necessaria dal momento che nell’ultimo Dpcm la formula usata è quella della "forte raccomandazione". Non si tratta dunque di un divieto tout court a invitare più di 6 persone in casa, ma di un consiglio che per quanto sia stato messo nero su bianco in un decreto non può essere comunque considerato un obbligo. Di conseguenza in nessun modo le forze di polizia potranno bussare alla porta di casa nostra per un semplice controllo, a meno che (ovviamente) gli agenti non abbiano altre motivazioni. 

Insomma, nonostante il Dpcm dica ben altro Giordano fa finta di nulla e spiega che "non si possono invitare più di 6 persone" perché "addiritttura ti minacciano di mandarti la polizia a casa a controllare cosa fai…". 

Controlli di polizia nelle case private? Perché si tratta di una fake news

Del resto, sia Salvini che la stampa di destra hanno nei giorni scorsi usato lo spauracchio della polizia in casa con una certa disinvoltura (diciamo così). Al tema il segretario della Lega ha dedicato più di un tweet: "Togliamo la Polizia dalle strade e la trasformiamo in Psico-Polizia per controllare i condomini??? Neanche George Orwell sarebbe arrivato a tanto, siamo alla follia, rileggiamoci '1984'. #festeprivate”. 

polizia a casa salvini-2

La notizia della "polizia in casa" era comparsa anche su 'Il Giornale' che il 12 ottobre titolava (e titola tutt’ora) "Conte ci invia la polizia in casa: chi non abita lì sarà identificato", prendendo sul serio una bozza del Dpcm nella quale si parla controlli della pubblica autorità nelle abitazioni e di identificazione dei soggetti presenti.  

polizia a casa conte-2

Com'è nata la storia dei controlli di polizia a casa

Se la bozza si è rivelata un falso, vero è invece che il ministro della Salute Speranza, a 'Che tempo che fa', aveva proposto di vieatare "tutte le feste, che in questo possono essere evitate" usando parole destinate a far discutere: 

"Quando c'è una norma, questa va rispettata e gli italiani hanno dimostrato di non aver bisogno di un carabiniere o di un poliziotto a controllarli personalmente. Ma è chiaro che aumenteremo i controlli, ci saranno le segnalazioni. Io mi fido molto anche dei genitori e nel momento in cui si dà un'indicazione formale io sono sicuro che la maggior parte delle persone la seguirà". 

Qualcuno, e non solo a destra, aveva parlato di metodo Stasi. Ci saranno controlli nelle case? Oscuri delatori segnaleranno alla polizia chi non rispetta le norme? Insomma, se ne sono dette di ogni, ma qualunque sia l’interpretazione che si vuole dare alla parole del ministro alla fine la sua linea sullo stop alle feste anche in casa non è passata. Secondo molti giornali, sulle decisione avrebbero pesato le perplessità del Quirinale oltre che di membri dello stesso governo come la titolare del Viminale.

Scrive infatti "La Stampa":

"L’immediata perplessità delle forze di polizia è stata anche quella del ministro Lamorgese. Con un ‘divieto’ del genere - ha spiegato ai colleghi - si toccherebbero pericolosamente i diritti costituzionali della persona, come anche la libertà di associazione. Facile dare delle prescrizioni sanitarie in luoghi pubblici, insomma, ma come fare nei luoghi privati?".

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Ad ogni buon conto il testo del Dpcm parla chiaro. Nessun obbligo, solo una "forte raccomandazione". E comunque nessun controllo di polizia nelle abitazioni private. Con buona pace di Giordano e della stampa che grida al lupo. 

Dpcm: cos'è questa storia delle feste private e delle sei persone a cena

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