Lunedì, 21 Giugno 2021
Attualità

Un nuovo Dpcm e un decreto legge per il Natale 2020 in zona rossa ma con due congiunti

Il governo Conte ha in programma di varare stasera o domani le nuove norme. Possibile una deroga per il pranzo o la cena con due invitati (senza contare gli under 14?) che potranno essere però soltanto parenti di primo o secondo grado. L'ala rigorista chiede ancora di chiudere tutto fino al 7 gennaio

Un nuovo Dpcm e un decreto legge per il Natale 2020 e il Capodanno in zona rossa. Ma nel governo non c'è ancora accordo definitivo né sulle date della stretta né sulle deroghe per il pranzo del 25 dicembre. E c'è chi scrive che potrebbe arrivare anche solo il decreto legge. Ma dopo aver fatto trapelare l'intenzione di intervenire già ieri, Giuseppe Conte ha rimandato a oggi tutti gli appuntamenti decisivi per il lockdown delle festività: da stamattina è in corso un vertice tra il presidente del Consiglio Giuseppe Conte, i capi delegazione della maggioranza e il ministro Boccia.

Aggiornamento: Ecco il testo del decreto legge 18 dicembre n. 172 per la zona rossa e arancione dal 24 dicembre al 6 gennaio

Alle 14 è in programma una riunione con le Regioni, il Consiglio dei Ministri è schedulato per le 18 e da quell'ora ogni momento sarà buono per varare le nuove norme, che in ogni caso "salveranno" il week end del Grande Esodo (19 e 20 dicembre) e potrebbero anche arrivare sabato. Intanto il coordinatore del Cts Miozzo torna a chiedere di ridurre la mobilità del paese. E il sottosegretario agli interni Sibilia annuncia in tv la zona arancione nei giorni non festivi. Mentre c'è chi parla di un "folle ondeggiare del governo" tra zone rosse e voglia di chiudere tutto". Il ministro della Salute Roberto Speranza intanto conferma in collegamento ad un incontro organizzato dalla Fnomceo (Federazione Nazionale Ordini dei Medici): "Stiamo chiudendo le misure definitive che dobbiamo comunicare al Paese e che verranno prese nei prossimi giorni: prevedono un irrigidimento significativo tra il 24 dicembre e 6 gennaio". E il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana fa sapere che non si opporrà. Alle ore 13,30 è ripresa la riunione tra Conte e i capidelegazione.

EDIT ORE 14,52: E' iniziata la riunione convocata dal ministro per gli Affari regionali, Francesco Boccia con le Regioni e gli enti locali a cui prendono parte in collegamento anche il ministro della Salute Roberto Speranza e il commissario Domenico Arcuri. I ministri Boccia e Speranza, secondo quanto si apprende, hanno informato Regioni, Comuni e Province della proposta del governo: zona rossa su tutto il territorio nazionale nei festivi e prefestivi nel periodo 24 dicembre - 6 gennaio, zona arancione negli altri giorni. Nel periodo delle festività si potrà uscire dal territorio dei piccoli Comuni sotto i 5mila abitanti, entro un raggio di 30 chilometri. E' la decisione che il governo avrebbe comunicato alle Regioni. Non ci si potrà però muovere per andare nei Comuni capoluogo, anche se si trovano entro un raggio di 30 km. Nei giorni in 'arancione', tuttavia, quanto apprende l'Adnkronos il coprifuoco dovrebbe essere anticipato alle 20.

Un nuovo Dpcm e un decreto legge per il Natale 2020 in zona rossa ma con due congiunti

Dopo aver praticamente annunciato un piano che prevede la zona rossa in tutta Italia il 24, 25, 26 e 27 dicembre 2020, il 31 e l'1, il 2 e il 3 gennaio 2021 Palazzo Chigi è stato impegnato insieme alla Farnesina nella liberazione dei pescatori italiani detenuti in Libia. E nel frattempo all'interno della maggioranza è tornata a farsi sentire la linea dura, ovvero quella capitanata dal ministro della Salute Roberto Speranza e dal responsabile degli Affari Regionali Francesco Boccia che vuole la zona rossa dal 24 dicembre al 7 gennaio. L'ipotesi, hanno fatto sapere fonti di governo, è ancora sul tavolo ma il premier non ha alcuna intenzione di chiudere l'Italia per due settimane intere durante le feste. La mediazione che prevede il lockdown a singhiozzo rimane la scelta più probabile anche se in campo c'è anche l'ipotesi di una zona arancione nei giorni diversi da quelli festivi (il 28, il 29 e il 30 dicembre e il 4, il 5 e il 6 gennaio), così come quella di allargare la zona rossa all'Epifania e al giorno prima (il 5 e il 6 gennaio). E quindi le ipotesi in campo restano attualmente tre: 

  • tutta l'Italia in zona rossa dal 24 al 27 dicembre e dal 31 al 3 gennaio, con la possibilità di aggiungere il 5 e il 6; negli altri giorni saranno in vigore le regole della zona gialla;
  • tutta l'Italia in zona rossa dal 24 dicembre al 7 gennaio, portata avanti dai "rigoristi"; 
  • tutta l'Italia in zona arancione nei giorni non festivi né prefestivi e rossa negli altri giorni;

Da chiarire anche l'eventualità di permettere comunque degli spostamenti tra piccoli comuni, la possibilità di andare a trovare le persone anziane e di avere due congiunti non conviventi in più a tavola, anche se su questo punto l'ala rigorista è ferma sulle sue posizioni. Non dovrebbe però spuntarla secondo i giornali, che oggi confermano l'intenzione di derogare alle regole per il pranzo (o la cena) di Natale permettendo "due invitati" e, addirittura, con l'ipotesi di non contare gli under 14 all'interno delle regole. Il Corriere della Sera anticipa la possibile formulazione della regola dei due invitati nel prossimo Dpcm: "Lo spostamento verso le abitazioni private è consentito nei limiti di due persone per ciascuna di esse, ulteriori a quelle ivi già conviventi". Bisogna poi vedere, spiega ancora il quotidiano, se il premier riuscirà a convincere i ministri che "i minori di 14 anni non si contano", come nel lockdown deciso da Merkel in Germania. Conte potrebbe anche decidere di emanare soltanto un decreto legge (senza il Dpcm) inserendo la limitazione riguardo al grado di parentela di chi può recarsi in visita. E potrebbe quindi tornare in auge il termine "congiunti" varato durante il lockdown di marzo, ma nella sua estensione più ampia: in quel caso via libera anche a relazioni stabili, fidanzati e compagni. Allo stesso modo il governo è orientato a non introdurre alcuna condizionalità sul fatto che le persone da ricevere o andare a trovare debbano essere anziani fragili. Anche il Sole 24 Ore dice che potrebbe essere emanato soltanto un decreto legge e che il dossier è in mano ai tecnici di Palazzo Chigi per avere una risposta: in questo caso la riunione del consiglio dei ministri programmata per le 18 sarà decisiva. 

La deroga per il pranzo e la cena di Natale 2020 e le visite ai nonni nel decreto di Conte

Il pranzo (o la cena) di Natale 2020 con due invitati e la deroga per gli under 14

Il piano del premier prevede quindi di consentire le visite ai parenti stretti (fino al secondo grado) e apre la strada al cenone anche nell'Italia in zona rossa a Natale. La scelta del doppio strumento (decreto legge e Dpcm) pare obbligata ad oggi per ragioni giuridiche, visto che le limitazioni alla libertà di circolazione erano state normate tra il 2 e il 3 dicembre proprio attraverso un decreto legge e un decreto ministeriale. Ma secondo alcuni giornali si potrebbe anche scegliere la strada di un solo strumento normativo, che però potrebbe prestare il fianco a ricorsi (davanti al tribunale amministrativo regionale di Roma). Secondo Repubblica si tratterà di una deroga da autocertificare in caso di controlli e che permetterà così i ricongiungimenti familiari, pensata per gli anziani soli o per due fratelli che altrimenti trascorrerebbero il Natale 2020 in solitaria. I criteri indicati sono due: 

  • consentire gli incontri tra congiunti non conviventi soltanto per il primo e il secondo grado di parentela: genitori e figli, nonni e nipoti, fratelli; sono esclusi zii e cugini e gli amici;
  • la deroga però sarà consentita al massimo a due persone: un figlio che va a trovare il padre potrà farlo soltanto insieme a un'altra persona e chi ospita potrà aprire la porta di casa al massimo a due familiari non conviventi.

Il quotidiano parla anche di una conferenza stampa serale con la quale Conte presenterà le nuove norme. E racconta che nel frattempo il report dell'Istituto Superiore di Sanità e del ministero dell'Interno fornirà un dato che giustificherà la stretta: l'indice di contagio Rt per la prima volta in un mese e mezzo resterà stabile a 0,8 e non calerà: anzi, potrebbe addirittura risalire. Anche secondo Il Messaggero la deroga varrebbe soltanto con il limite di due persone che sarebbe valido persino durante il tragitto in macchina. E ciò comporterebbe una dolorosa selezione, vista la tradizione di trascorrere il Natale assieme a più nuclei familiari. Ma c'è chi dice no: la deroga, secondo Boccia, "rischia di aprire una falla nel sistema di prevenzione dei contagi, in quanto renderebbe molto difficili i controlli" da parte delle forze dell’ordine. Se le regole alla fine saranno quelle di cui si parla oggi sarà ad esempio consentito spostarsi in automobile senza autocertificazione nei giorni in cui non sarà in vigore la zona rossa (ma servirà in caso di proclamazione della zona arancione), tranne nelle ore in cui sarà in vigore il coprifuoco (in quel caso varranno i motivi di lavoro, salute o necessità). 

19-20 dicembre: l'ultimo week end in zona gialla per gli italiani

Intanto la data più recente da appuntarsi sul calendario è quella del 21 dicembre, quando entreranno in vigore le restrizioni agli spostamenti del decreto legge n.158 del 2 dicembre e del Dpcm 3 dicembre (ma sarà sempre consentito rientrare nella propria residenza, nel proprio domicilio o nell'abitazione principale). La data non è stata scelta a caso perché ha lasciato "libero" il week end del 19 e del 20 dicembre, dove treni e bus a lunga percorrenza sono già tutti esauriti e il ministero dell'Interno ha già disposto controlli in stazioni e aeroporti. Il fine settimana è anche l'ultimo "libero" per lo shopping di Natale e quello in cui il Viminale ha disposto lo schieramento di 70mila uomini per fermare gli assembramenti. 

In attesa del Dpcm di Natale del governo il Comitato provinciale ordine e sicurezza della Capitale, presieduto dal prefetto Matteo Piantedosi, ha confermato anche per il prossimo weekend il piano di controlli e moduli antiassembramento, il cosiddetto "Modello Roma". Oltre 1200 uomini tra Polizia, Carabinieri, Polizia locale e Protezione Civile, saranno dunque impegnati a presidiare i luoghi dello shopping a rischio assembramenti, sullo stessa mappatura delle scorse settimane. Il dispositivo, ripreso anche da altre città italiane, sarà volto, secondo quanto fanno sapere dalla Prefettura, "alla massima attenzione" per evitare concentrazioni di persone e violazioni delle normative anti Covid-19. Secondo quanto trapela, nell'eventualità che il governo decida di inasprire le misure di prevenzione per il Natale, il Comitato tornerà a riunirsi nell'immediato per pianificare gli adeguamenti dei controlli. Da fonti di Polizia l'agenzia di stampa Dire apprende che con tutta probabilità, nel caso di una zona rossa generalizzata, le forze dell'ordine ricalcheranno i modelli operativi di impiego e controllo già utilizzati nel primo lockdown di marzo scorso.

Tra gli irriducibili contrari a ogni zona rossa c'è ancora il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti, che in un'intervista a Repubblica oggi torna a ribadire la sua posizione: "Non intendo assolutamente banalizzare o sottovalutare quello che stiamo vivendo perché sono stato tra i primi a chiudere, ma credo che il sistema di misure diverse per regioni sulla base dei colori corrispondenti alla gravità della situazione funzionasse e andasse mantenuto anche nelle festività natalizi". Ma i sondaggi gli danno torto: l'ultima rilevazione sull'emergenza coronavirus e le festività pubblicata da Euromedia Research di Alessandra Ghisleri sostiene che appena il 6% della popolazione è intenzionata ad aggirare gli eventuali blocchi agli spostamenti a Natale e Capodanno, mentre l'80% degli italiani è pronta a osservare le regole: e ci sono più "obbedienti" al Sud che al Nord. E ancora: un sondaggio di Antonio Noto di solo due settimane fa rilevava come solo il 41% fosse contrario all’introduzione di un coprifuoco dalle 22 alle 7 nella notte di Capodanno

Agostino Miozzo, coordinatore del Comitato tecnico scientifico, a Radio anch'io su Rai Radio 1 torna a chiedere di fermare il paese: "Abbiamo più volte detto che noi diamo indicazioni di carattere scientifico, poi spetta al governo e ai governatori locali la decisione più appropriata per quello specifico territorio. Noi diamo delle indicazione e le nostre indicazioni sono di grande estrema preoccupazione per l'andamento della curva epidemica". "E quindi adesso bisogna declinare queste preoccupazioni in reazioni e in interventi che devono essere realizzati e quindi zona rossa o zona arancione ma in tutti i casi ridurre la mobilità, ridurre gli incontri e ridurre tutte le possibilità di diffusione. La curva è ancora ad alto rischio i numeri sono troppo elevati"

"Natale è più rischioso di Ferragosto - dice invece Boccia -. Dovremo passarlo ognuno a casa propria per tutelare i più fragili e gli anziani". "Chi pensa a feste e cenoni si sbaglia di grosso", aggiunge, elogiando il leghista Zaia per la decisione di chiudere i Comuni. "Non possiamo aspettare ulteriormente", ha detto il presidente veneto parlando del governo, "Il mio non è un atto di eroismo, ma adesso c'è bisogno di guardare in faccia alla realtà". La realtà è che Zaia ha prima chiesto la zona rossa al governo e poi ha firmato insieme a Matteo Salvini e altri governatori del centrodestra un documento in cui chiedeva al governo di non fare la zona rossa. Poi ieri ha promulgato la sua ordinanza. 

EDIT ore 8,44: Il sottosegretario agli Interni Carlo Sibilia annuncia che l'ipotesi più gettonata prevede anche la zona arancione: "Dobbiamo lavorare su messaggi chiari, senza deroghe e deroghette senno' si annacqua anche la possibilita' di far fare i controlli, io devo dare indicazioni chiare alla polizia e ai carabinieri. L'ipotesi sul tavolo è questa: dal 24 al 27 dicembre Italia zona rossa, dal 28 al 30 Italia zona arancione e dal 31 dicembre al 3 gennaio zona rossa". Anche il governatore Stefano Bonaccini si schiera per la zona arancione e rossa: "Sono due le ipotesi in campo. Una zona rossa che prosegua dalla vigilia di Natale all'Epifania, oppure alternata con qualche allentamento. Io privilegerei questa seconda ipotesi" anche se "non non è una scelta facile". 

"Stiamo lavorando con i dati del Cts nelle valutazioni dei giorni sul quale proporre una possibile chiusura o zona rossa. Ci sono indicativamente anche quelli che si leggono sui giornali", ha detto Federico D'Inca', ministro per i Rapporti con il Parlamento del M5s, ai microfoni di "Radio Anch'io" su Rai Radio 1. "Dobbiamo avere massima attenzione. Abbiamo risultati migliori rispetto agli altri Paesi ma bisogna tenere duro con ulteriori sacrifici", ha aggiunto.

EDIT ore 12,31: L'agenzia di stampa Ansa scrive che è ancora in corso di discussione la possibilità di avere la zona rossa dal 24 dicembre al 3 gennaio. L'agenzia lo apprende a margine della riunione del premier Giuseppe Conte con i capi delegazione e il ministro Boccia, che è ora sospesa. Ci si starebbe confrontando sull'opportunità di introdurre la zona rossa nei giorni festivi e prefestivi dal 24 dicembre al 3 gennaio, o se estendere le regole più rigide - come chiedono alcuni ministri - fino al 6 gennaio. 

EDIT ore 12,54: Il presidente facente funzioni della Region Calabria Nino Spirlì va all'attacco del governo: "Oggi - ha sostenuto Spirli' - abbiamo una convocazione con i ministri Boccia e Speranza, parleremo di vari temi tra cui il nuovo decreto che dovrebbe regolamentare i comportamenti durante il periodo natalizio. Come presidenti di Regione della Lega abbiamo gia' detto la nostra: pur rispettando la necessita' e l'urgenza di contrastare gli assalti del virus, pero' - ha osservato il presidente facente funzioni della Regione Calabria - e' anche vero che non possiamo continuare a chiedere agli italiani non piu' sacrifici ma rinunce totali. Ci sembra folle questo continuo ondeggiare del governo nazionale, che non sa che pesci prendere da mesi ormai. Da ottobre ci hanno detto di chiudere tutto cosi' a Natale potevano stare tutti insieme e ora invece, come vediamo, vogliono chiudere tutto". 

EDIT 13,20: L'ipotesi di restringimenti significativi tra il 24 dicembre e il 6 gennaio di cui ha parlato il ministro della Salute Roberto Speranza "è una misura particolarmente rigida" che "penalizza in modo particolare la nostra Regione che ha fatto già dei sacrifici nei mesi scorsi e che adesso, proprio perché si trova in una situazione un po' migliore avrebbe forse potuto essere trattata con minor rigidità. Però ne prendiamo atto e non ci opponiamo di sicuro", ha detto il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana ad Aria Pulita su 7

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