Martedì, 26 Ottobre 2021
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Il nuovo Dpcm 3 dicembre, cosa si può fare e non fare: tutte le regole di Natale 2020 (e i metodi per "aggirarle")

Il decreto ministeriale è stato pubblicato ieri poco prima della mezzanotte sul sito della presidenza del Consiglio dei ministri. Ecco le norme da seguire e le possibilità per i ricongiungimenti familiari e le visite agli anziani soli

Il Dpcm 3 dicembre con le regole di Natale 2020 è stato pubblicato ieri poco prima della mezzanotte sul sito della presidenza del Consiglio dei ministri (anche in pdf): entra in vigore a partire da oggi, venerdì 4 dicembre e sarà valido fino al 15 gennaio 2021. Ma le norme consentono scappatoie e aree grigie e quindi la possibilità, anche se non esplicita, dei ricongiungimenti familiari tra marito e moglie e tra fidanzati (ieri il premier ha parlato di possibilità di "rientrare nella casa in cui si abita con continuità o periodicità")  e la possibilità di fare visita ad anziani soli e nonni sfruttando le regole già esistenti. Vediamo come. Mentre c'è chi, come il governatore della Lombardia Fontana, paventa un assalto ai treni il 20 dicembre.

Aggiornamento: La circolare di Natale che autorizza le visite ai nonni e agli amici "non autosufficienti" e i viaggi prima del 21 dicembre

Nuovo Dpcm 3 dicembre: tutte le regole di Natale 2020 (e i metodi per aggirarle)

Il decreto ministeriale segue il decreto legge pubblicato l'altroieri che allunga a 50 giorni la validità delle misure dei Dpcm, introduce il divieto di spostamento anche nelle regioni gialle a partire dal 21 dicembre e fino al 7 gennaio e impedisce l’uscita dal comune di residenza nei giorni di Natale, Santo Stefano, 1 e 6 gennaio. Il decreto legge 2 dicembre n.158 vieta dal 21 dicembre 2020 al 6 gennaio 2021 gli spostamenti tra regioni diverse, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. Sarà vietato anche spostarsi nelle seconde case se si trovano in una regione diversa. il 25 e il 26 dicembre 2020 e il primo gennaio 2021 saranno vietati anche gli spostamenti tra comuni diversi, con le stesse eccezioni. Ma con un'eccezione: sarà sempre possibile, anche dal 21 dicembre al 6 gennaio, rientrare alla propria residenza, domicilio o abitazione. E quindi le regole (e le scappatoie) sono queste: 

  • È possibile uscire dalla regione? Sarà consentito spostarsi prima delle date indicate dal decreto legge e rientrare a casa in qualsiasi momento se si trova in fascia gialla per andare in un’altra regione sempre in fascia gialla. Come è stato spiegato informalmente ieri, gli spostamenti nelle regioni in fascia rossa sono consentiti per motivi di urgenza, compresi quelli che riguardano l’assistenza di una persona non autosufficiente;
  • È possibile uscire dal comune? Valgono le regole delle zone. Il 25 e 26 dicembre e il primo gennaio 2021 sarà vietato uscire dal proprio comune di residenza se non per le "comprovate esigenze" ma chi esce prima di queste date può tornare a casa; 
  • È possibile trasferirsi nelle seconde case? Sì, prima del 21 dicembre, per chi si trova in regioni in zona gialla. Successivamente si può far ritorno alla propria abitazione. È possibile spostarsi anche nei periodi di blocco ma soltanto per motivi di urgenza;

È importante segnalare che gli spostamenti ufficialmente proibiti vanno giustificati attraverso il modulo di autocertificazione, dove deve essere indicato il punto di partenza e quello di arrivo. E i ricongiungimenti familiari? Il Corriere della Sera spiega oggi che dal 21 dicembre al 6 gennaio 2021 è vietato uscire dalla propria regione anche se si trova in fascia gialla. Il 25, 26 dicembre e l’1 gennaio è vietato uscire dal proprio comune in tutta Italia, ma è consentito muoversi se si deve raggiungere una persona che non è autosufficiente:

E dunque nel caso di anziani soli o di parenti malati, sarà consentito andare ad assisterli. Non è invece consentito spostarsi per andare a trascorrere le festività con i parenti che vivono in una regione diversa se non ci sono motivi di necessità.

Nel caso di coppie che vivono in due luoghi diversi è consentito spostarsi per il ricongiungimento familiare anche nel periodo di divieto.

Nel corso di questo periodo è sempre consentito il ritorno presso la propria residenza, domicilio o abitazione e dunque uno dei due può ritornare in qualsiasi momento dove lavora o studia. 

Rispetto a quello che scrive il quotidiano è opportuno precisare che il ricongiungimento familiare è possibile se uno dei due torna al proprio domicilio, residenza o abitazione e non in ogni caso. Martedì sera a Otto e Mezzo la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa ha spiegato che sarà consentito spostarsi in un’altra regione per raggiungere un genitore anziano se la regione è gialla: "Dal 20 ci sarà il divieto, magari un genitore solo che ha bisogno della presenza del figlio si può raggiungere, con una autodichiarazione che indichi le ragioni di necessità". 

Il testo del Dpcm 3 dicembre in pdf

Natale 2020 e Capodanno, cosa si può fare e cosa no: le Faq di Palazzo Chigi

Il Dpcm 3 dicembre non prevede norme per gli inviti a casa ma usa la formula del "fortemente raccomandato" per sconsigliare di festeggiare con persone diverse dai congiunti. Se lo vuole fare lo stesso, il governo raccomanda di usare i dispositivi di protezione individuale durante le occasioni di convivialità e il coprifuoco prevede che si rientri a casa entro le 22. Diversamente da quanto pronosticato con la regola del 6, dell'8 e del 10, nessun numero di persone è indicato per le serate di festa visto che la privacy dei domicili è garantita dalla Costituzione. Le forze dell’ordine non potranno venire a bussare a meno che non sia segnalato qualche reato come il turbamento della quiete pubblica. È naturalmente confermato il divieto di organizzare feste nei locali pubblici e nei luoghi privati. 

Repubblica scrive oggi che saranno nei prossimi giorni le Faq (risposte alle domande frequenti) della Presidenza del Consiglio a chiarire i casi specifici ma per anziani e coppie di congiunti si apre la possibilità di trascorrere i giorni di Natale insieme. Per andare a trovare un familiare anziano solo che abita in un’altra regione o anche in un altro comune si potrà ricorrere allo stato di necessità, come è sempre stato anche durante il lockdown. L’assistenza a una persona anziana in difficoltà è considerata causa che giustifica lo spostamento vietato.

Ma il nodo da sciogliere non è di poco conto: quante persone potranno muoversi? Il figlio che si sposta per andare dal genitore anziano potrà portarsi dietro il proprio nucleo familiare? Il ritorno al domicilio o all’abitazione consentirà invece il ricongiungimento di coppie lontane che vivono periodicamente insieme in una casa.

Anche Il Messaggero scrive che ci sono due escamotage per raggiungere i genitori anziani: il primo è fare appello allo "stato di necessità". "E in questa fattispecie rientrano gli eventuali spostamenti per evitare che anziani soli non possano avere il conforto dei familiari"», dicono fonti di governo. Il secondo è la possibilità (prevista dal decreto) di raggiungere la propria abitazione, oltre che la residenza e il domicilio .

"Ma servirà sempre l’autocertificazione", spiegano al Comitato tecnico scientifico (Cts), "e chi dichiara il falso dicendo di abitare con i genitori o altri parenti, sarà penalmente perseguibile".

Per tutto il periodo delle feste resterà in vigore il coprifuoco qualunque sia il colore della zona in cui ci si trova. Non si potrà quindi uscire di casa senza un giustificato motivo dalle 22 alle 5 della mattina. Le messe del 24 dicembre si svolgeranno in un orario rispettoso del coprifuoco, e quindi saranno anticipate di un paio d’ore rispetto alla tradizione. Inoltre verranno organizzate più funzioni a Natale per evitare gli assembramenti all’interno delle chiese. Per Capodanno l’orario del coprifuoco cambierà e viene esteso dalle 22 fino alle 7, per evitare che persone che hanno partecipato a feste e veglioni in casa, che tra l’altro non sarebbero ammessi, escano appunto dopo le 5 per rientrare nelle loro abitazioni. Questo significa semplicemente che dovranno aspettare un paio d'ore in più. 

Nuovo Dpcm, cosa succede ai negozi e sulla quarantena

Il governo ha inoltre deciso che i negozi possono restare aperti fino alle 21 da oggi e fino al 6 di gennaio. La regola vale in tutte le regioni salvo quelle in zona rossa. Si cercano inoltre di evitare gli assembramenti in luoghi frequentatissimi in certi giorni come i centri commerciali. Così nei weekend e in tutti i giorni festivi in queste strutture potranno restare aperti soltanto: farmacie, parafarmacie, presidi sanitari, punti vendita di generi alimentari, di prodotti agricoli e florovivaistici, tabacchi ed edicole.

La ministra dell'Interno Luciana Lamorgese in un'intervista rilasciata a La Stampa invece annuncia una stretta nei controlli: alle forze di polizia toccherà il compito di far rispettare i divieti, ma con giudizio. "Siamo entrati - dice la ministra - in una fase molto delicata del contrasto alla pandemia in cui si cerca di contemperare l’esigenza di non paralizzare una seconda volta le attività economiche con l’obiettivo, primario, di contenere la diffusione del virus. Il problema si porrà in particolare a Natale, quando sono più frequenti gli spostamenti da e per l’estero: e dunque anche chi decide di oltrepassare i confininazionali dovrà sottoporsi a controlli più serrati al momento del rientro in Italia". 

Infine, la quarantena che alla fine è stata confermata. Dal 21 dicembre al 6 gennaio gli italiani che lasceranno il territorio nazionale al loro rientro dovranno rimanere a casa per quattordici giorni, tranne coloro naturalmente che si muovono per ragioni di lavoro o di studio o che rientrano in determinate categorie normalmente esentate dalle restrizioni, forze dell’ordine, personale diplomatico. La quarantena sarà obbligatoria anche per gli stranieri che arriveranno per turismo. Restano invece le deroghe per gli italiani che rientrano dall’estero alla loro residenza, domicilio o abitazione o per chi viene per ragioni di lavoro, necessità o urgenza. A seconda dei paesi di provenienza ( le cui liste sono in aggiornamento) cambiano le prescrizioni: da alcune zone permane il divieto, da altre bisognerà arrivare con tampone negativo fatto entro le 48 ore.

Sul sito web del ministero dell'Istruzione si legge che nell'ambito delle misure del nuovo Dpcm relative a territori con "scenari di maggiore gravita'", in particolare nelle aree caratterizzate da uno scenario di "massima gravità e da un livello di rischio alto", le "cosiddette zone rosse, restano in presenza i servizi educativi per l'infanzia, la scuola dell'infanzia, la primaria e il primo anno della scuola secondaria di primo grado. Le attività didattiche in tutti gli altri casi si svolgeranno esclusivamente con modalita' a distanza. Resta comunque salva la possibilità di svolgere attività in presenza qualora sia necessario l'uso di laboratori o per garantire l'effettiva inclusione scolastica degli alunni con disabilità e in generale con bisogni educativi speciali".

Nuovo Dpcm, l'opposizione all'attacco

E intanto c'è chi, come la deputata Vincenza Labriola di Forza Italia, accusa il governo: ''L'attesa per il nuovo Dpcm diventa un ulteriore incubo per gli italiani. Troppi sono i dubbi e le incertezze sia sulle motivazioni alla base delle scelte sia su cosa sarà permesso fare. Un solo dato è certo per ora: si sta uccidendo lo spirito natalizio''. Se pensiamo che un primo raggio di sole significhi una vittoria definitiva rischiamo di metterci in difficoltà, per questo siamo costretti a chiedere qualche altro sacrificio. Questo non è bello per chi governa. Sarebbe bello dire 'togliamo ogni limitazione, ognuno può tornare alla propria normalità. Ma non diremmo la verità e ci troveremmo a pagare un prezzo enorme", ha detto stamattina, commentando le nuove misure del governo, il ministro della Salute, Roberto Speranza, intervenendo all'Health care summit del Sole 24 ore, sottolineando che questa non "è una linea dura, ma è una 'linea necessaria'". All'attacco anche Luca Zaia, presidente del Veneto: "Nessun governo avrebbe avuto vita facile a scrivere un dpcm in questo momento, ma se si fosse approfittato della collaborazione delle Regioni queste avrebbero potuto portare qualcosa di buono probabilmente". 

Ma l'addio al tradizionale cenone di fine anno fuori casa colpisce quasi 6 milioni di italiani con un crack di circa mezzo miliardo per ristoranti, alberghi e agriturism, secondo quanto emerge da una stima della Coldiretti sugli effetti del Decreto che fissa le regole per le feste di Natale 2020, divulgata in occasione dell'incontro con i soci di Filiera Italia con la partecipazione del presidente della Coldiretti Ettore Prandini e del Ministro dello Sviluppo economico Stefano Patuanelli. Il Dpcm firmato dal premier Giuseppe Conte obbliga alla chiusura serale dei locali in tutte le regioni cancellando di fatto i tradizionali veglioni di Capodanno che - sottolinea la Coldiretti - segnano per molte realtà della ristorazione il picco degli incassi durante l'anno, con un spesa media che lo scorso anno ha superato gli 80 euro per persona. A pesare - sottolinea la Coldiretti  - è anche la decisione del coprifuoco di fine anno dalle 22 alle 7 del mattino seguente, che di fatto impedisce ogni forma di socialità a tavola ostacolata peraltro durante tutte le feste dall'obbligo di chiusura alle 18 per tutte le attività di ristorazione, anche nelle regioni gialle. Peraltro la decisione di blindare gli italiani nel proprio comune nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno - denuncia la Coldiretti - mette ko le 24mila strutture agrituristiche nazionali che sono principalmente situate in piccoli centri rurali con una clientela proveniente dalle grandi città e dai paesi limitrofi.

"Con le regole inserite nel dpcm sul blocco degli spostamenti tra regioni dal 21 dicembre al 6 gennaio, c'è il rischio che nell'imminenza del Natale ci sia un esodo di massa", dice invece il presidente della regione Lombardia Attilio Fontana intervistato su Rai News24. "È legittimo che la gente si allontani e torni a casa propria ma - spiega - chiudere tutto in una giornata specifica comporta il rischio che ci possa essere un assembramento, troppa gente che si muove, e che si crei una situazione peggiore che non lasciando che la gente se ne torni a casa gradualmente".

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