Martedì, 26 Gennaio 2021

Il nuovo Dpcm 3 dicembre: il Natale 2020 solo tra conviventi e le scappatoie per fidanzati e nonni

Il decreto ministeriale verrà firmato oggi da Conte ma ci saranno poche deroghe per gli anziani soli e sarà consigliato festeggiare solo in famiglia. La soluzione per stare con congiunti e familiari è nelle pieghe del decreto legge approvato ieri dal CdM

Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte firmerà oggi il Dpcm 3 dicembre con le regole di Natale 2020 e le deroghe sulle quali non è ancora stato trovato un accordo (e la bozza non ne riporta). Il decreto ministeriale avrà una validità massima di 50 giorni (probabilmente la scadenza sarà il 15 gennaio), come ha stabilito il decreto legge 2 dicembre n. 158 che ieri ha deciso che l'Italia sarà chiusa per le feste certificando lo stop agli spostamenti tra regioni dal 21 dicembre al 6 gennaio e quello tra comuni il 25 e il 26 e a Capodanno. Tranne che per "stato di necessità" e tra questi rientrano anche le visite agli anziani soli, come ha precisato il governo. 

Il nuovo Dpcm 3 dicembre pubblicato, cosa si può fare e non fare: tutte le regole (e le scappatoie) di Natale 2020

Il nuovo Dpcm 3 dicembre: il Natale 2020 solo tra conviventi e la scappatoia per fidanzati e nonni

E mentre Il Sole 24 Ore scrive che la bozza del testo del Dpcm che stabilisce le regole in vigore da domani 4 dicembre è ora al vaglio delle Regioni, che in queste ore invieranno le loro osservazion, il problema ancora sul tavolo del governo è quello dei rincongiungimenti familiari e delle deroghe per i nonni mentre quell del rientro al proprio domicilio o alla propria residenza sembra ormai risolto dal decreto legge, il quale stabilisce che sarà sempre possibile (che aggiunge anche la possibilità di ritornare alla propria abitazione ma non permette esplicitamente di effettuarlo a chi ha cambiato domicilio o residenza per ragioni di studio o di lavoro, ovvero ai fuorisede). Come spieghiamo alla fine dell'articolo, secondo fonti di governo citate dalle agenzie di stampa il Dpcmconsentirà comunque di muoversi da una regione all'altra, o da un comune all'altro, per stato di necessità. Ed è in quel caso che rientrano gli eventuali spostamenti per evitare che anziani soli non possano avere il conforto dei familiari nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno. 

EDIT ore 15,23: "Stupore e rammarico" per il metodo con cui il governo ha approvato il decreto che fissa le regole per gli spostamenti a Natale. Lo afferma la Conferenza delle Regioni sottolineando che le "forti limitazioni" imposte a "spostamenti e relazioni sociali" dal 21 dicembre al 6 gennaio "rende di fatto pleonastico il pronunciamento su parti essenziali del Dpcm". I governatori contestano in particolare il "mancato confronto istituzionale" e sottolineano che nei provvedimenti "non si fa riferimento alcuno" ai ristori promessi dal governo per le attività che saranno sospese. 

Sul fronte delle deroghe la linea del governo è frastagliata ma per ora sembra prevalere le chiusura: nessuna deroga per ricongiungimenti familiari o raggiungimento delle seconde case, si muove solo chi deve rientrare nella propria residenza o chi, previa autocertificazione, dichiara di dover assistere un genitore solo e anziano. Ad ora quindi la situazione è questa:

  • non è passata per ora la richiesta di permettere i ricongiungimenti familiari in base al grado di parentela (ovvero ai parenti di primo grado) e quindi dovrebbero essere vietati anche quelli tra fidanzati e generici "congiunti";
  • il Dpcm permetterà di tornare nella propria casa, che sia residenza o domicilio o semplice "abitazione" e per "situazioni di necessità", che dovranno essere meglio dettagliate (la formula scelta da Conte era quella della "casa d'infanzia", che avrebbe garantito il ritorno degli studenti fuorisede);
  • si potrà muovere anche chi, previa autocertificazione, dichiara di dover assistere un genitore solo e anziano; 
  • sarà "fortemente raccomandato" non ospitare persone non conviventi e si consiglierà di mantenere un limite che potrebbe essere posto a sei, otto o dieci ospiti; 
  • il coprifuoco è confermato dalle 22 alle 6 dal 4 dicembre e fino al 6 gennaio. Non ci saranno deroghe nei giorni di festa, l’orario di rientro nella propria abitazione sarà lo stesso anche a Natale, il 26 e il 31 dicembre, a Capodanno e il 6 gennaio; 
  • dopo le 22 e prima delle 6 sarà possibile uscire dalla propria abitazione soltanto per "comprovate esigenze", che sono motivi di lavoro, di salute e di urgenza; 
  • nelle regioni in fascia gialla sarà possibile oltrepassare i confini regionali fino al 20 dicembre; fino a quella data è consentito anche il trasferimento nelle seconde case dove si potrà rimanere facendo poi ritorno presso la residenza o il domicilio. Per chi si trova in zona rossa o arancione sarà sempre possibile dal 4 dicembre al 6 gennaio fare ritorno nella propria abitazione di residenza e presso il domicilio

Secondo le ultime news salta la quarantena. Nel Dpcm dovrebbe anche entrare il divieto di cenoni per il 31 anche negli alberghi, per evitare che – grazie al pernottamento – venga aggirata la norma anti-festeggiamenti. Identico ragionamento è stato fatto per lo stop alle crociere. Per ora quindi la linea è questa: niente deroghe per i nonni quindi, anche se Italia Viva e altri partiti stanno cercando fino all'ultimo di far cambiare idea ai "rigoristi" mentre in nottata è stato il presidente della Regione Liguria Giovanni Toti ad andare all'attacco dell'esecutivo con un post su Facebook: "Ma chi scrive queste norme ha mai vissuto nella province italiane o solo nelle grandi città? Sa che il nostro Paese è composto da tanti piccoli comuni, uno vicino all'altro e che così separeremo milioni di italiani senza valide motivazioni scientifiche legate alla lotta contro il virus? Se vostra mamma vive sola a Laigueglia ma voi abitate ad Alassio, scordatevi di trascorrere il pranzo di Natale con lei".

Il Dpcm 3 dicembre: gli anziani soli, i fidanzati e la scappatoia per tornare a casa

Sembra comunque ormai deciso che i negozi potranno rimanere aperti fino alle 21, consentendo così di scaglionare gli ingressi (e forse dividerli per fasce d'età allo scopo di evitare file e assembramenti; nei fine settimana e nei giorni festivi centri commerciali e grandi magazzini saranno aperti (è in discussione la possibilità nelle zone rosse), ma i sindaci potranno emanare ordinanze, transennare gli ingressi e posizionare distanziatori nei luoghi di maggiore affluenza, comprese vie e piazze. In base al decreto legge il divieto di spostamento scatterà da lunedì 21 dicembre, e quindi nei giorni 18, 19 e 20 dicembre (sabato, domenica e lunedì):

  • chi vorrà spostarsi tra regioni diverse o andare nelle seconde case - sempre che le altre norme in vigore lo consentano - potrà farlo ma non sarà costretto a tornare alla fine del periodo perché, come specifica il comunicato della presidenza del consiglio dei ministri, sarà sempre possibile rientrare a casa.
  • per le regioni in fascia gialla sarà quindi possibile oltrepassare i confini regionali, è consentito anche il trasferimento nelle seconde case dove si potrà rimanere facendo poi ritorno presso la residenza o il domicilio; 
  • per chi si trova in zona rossa o arancione sarà sempre possibile fare ritorno nella propria abitazione di residenza e presso il domicilio;

Si discute se inserire nel nuovo decreto anche una raccomandazione a non superare 10 persone a tavola. Gli scienziati suggeriscono di rispettare il distanziamento e l’obbligo di mascherina quando non si sta a pranzo a cena e in ogni caso di proteggere gli anziani e le persone con fragilità. Repubblica racconta oggi che il premier aveva tentato di inserire già nel decreto legge n. 182 la possibilità di rientrare nella "casa d'infanzia" per permettere i ricongiungimenti familiari extraregionali e annuncia deroghe per i minori che hanno genitori in regioni diverse e per chi deve "assistere" un genitore solo, ad esempio per chi ha diritto alla legge 104 (come già previsto anche oggi nelle zone rosse). Anche su cenoni e veglioni, spiega il quotidiano, alla fine passerà la linea più rigida: non ci sarà un tetto di dieci e il governo ribadirà la raccomandazione a non ricevere persone non conviventi a casa anche durante le feste. Il cenone, insomma, sarà consigliato in famiglia e all’interno del nucleo che vive sotto lo stesso tetto. 

Nel frattempo verrà anche eliminato l'obbligo del test del tampone per rientrare al lavoro dopo 21 giorni di isolamento: "Una circolare del 12 ottobre del ministero alla Salute aveva infatti deciso che se passano 21 giorni dal test che ha rivelato la positività, dei quali gli ultimi 7 senza sintomi, non c’è bisogno di altri esami per interrompere l’isolamento. C’era però un Dpcm precedente che chiedeva comunque il tampone per chi deve rientrare al lavoro e quindi in molti restavano bloccati. Nel nuovo decreto l’obbligo del test sarà eliminato".

In serata da Lilli Gruber la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa ha spiegato che due fidanzati possono ricongiungersi a Natale solo "se abitano in regioni gialle e partono prima del 20 dicembre". E spostarsi in un’altra regione per raggiungere un genitore anziano se la regione è gialla? "Dal 20 ci sarà il divieto, magari un genitore solo che ha bisogno della presenza del figlio si può raggiungere, con una autodichiarazione che indichi le ragioni di necessità". In un'intervista rilasciata a La Stampa invece la ministra della Famiglia Elena Bonetti si dice contraria alla normativa sul numero di persone a tavola: "Io penso che la normativa non debba definire i micro-dettagli: ci sarà sempre una situazione che non potremo normare. Credo si possa consentire il ricongiungimento dando indicazioni di prudenza, dal mantenimento delle distanze all’uso delle mascherine e dei tamponi rapidi prima dell’incontro con le persone care, ma non credo che se a trovare i genitori anziani vanno due persone piuttosto che una cambi molto: mi pare immotivato anche da un punto di vista scientifico, perché se quella persona ha un coniuge ha comunque un contatto stretto che potrebbe essere fonte di contagio. Ricordiamo che l’origine dei focolai di questa estate non sono state le case, ma i luoghi di socialità incontrollata". E quindi: "Il problema non è se si riunisce una famiglia di 6 o 8 persone che sta alle indicazioni, ma evitare che si riuniscano più nuclei familiari". Il ministro degli Affari Regionali ha parlato invece con Milano Finanza: "Nelle ultime settimane, dal punto di vista dei contagi, sono stati ottenuti risultati importanti senza lockdown nazionale: la curva non solo sta calando ma è abbastanza sotto controllo e ci fa respirare. Stiamo predisponendo - continua - un nuovo decreto del Presidente del Consiglio che dovrebbe avere un arco di durata più lungo, oltre le feste. Sono ore decisive per il Dpcm, che dal punto di vista temporale sarà il più lungo perché partirà il 4 dicembre ma sicuramente andrà oltre l'Epifania". 

EDIT ORE 17,30: "In questo momento la previsione è che per gli italiani all'estero non è prevista la quarantena, chi rientra deve fare il tampone. Deve fare la quarantena" solo "nel caso rientri nelle ultime ore, a ridosso del Natale. Nel pomeriggio con il Dpcm arriveranno tutte le indicazioni. Di certo per ora non è prevista la quarantena. Per gli italiani che lasciano l'Italia per andare in vacanza all'estero al rientro è prevista la quarantena". Così a Timeline, su Sky Tg24, la sottosegretaria alla Salute Sandra Zampa.

EDIT ORE 17,54 - Sul divieto di spostamento tra Comuni "non si cambia nulla". E' quanto si apprende da fonti di governo al termine della riunione tra esecutivo e regioni alla quale si è collegato in videoconferenza anche il premier Giuseppe Conte. Il Dpcm, viene sottolineato, consente comunque di muoversi da una regione all'altra, o da un comune all'altro, per 'stato di necessità'. Ed è in quel caso rientrano gli eventuali spostamenti per evitare che anziani soli non possano avere il conforto dei familiari nei giorni di Natale, Santo Stefano e Capodanno. 

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