Venerdì, 22 Ottobre 2021
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Dpcm: il divieto di spostamento tra comuni già traballa?

Il 25 e 26 dicembre e 1º gennaio sono vietati gli spostamenti con varie eccezioni. Come tutti i decreti, anche l'ultimo del 3 dicembre va convertito in legge in parlamento entro 30 giorni. Tempi stretti per le modifiche. Le chiede Fontana, e Pregliasco è d'accordo

Traballa già il divieto di spostamenti tra comuni? "E' una regola inapplicabile, perché la necessità la si può individuare sempre: se necessità è andare a trovare un parente allora lo si dica chiaramente. Credo che sarebbe stato piu' opportuno non inserire questa normativa, tant'e' che ho chiesto al presidente di accelerare il percorso di approvazione in Parlamento per modificare quella parte, in sede di conversione, prima di Natale".  C'è un dettaglio del nuovo Dpcm firmato poche ore fa dal premier Giuseppe Conte che 'non torna' secondo l'interpretazione del presidente lombardo Attilio Fontana, ed è quello legato alla 'necessità'' con cui i cittadini nei giorni 25 e 26 dicembre e 1 gennaio prossimi dovrebbero giustificare un'eventuale visita ai parenti, in quei giorni di divieto di spostarsi da un Comune all'altro.

Il divieto di spostamenti tra comuni si può ancora modificare?

"Se tutte le forze politiche sono d'accordo si può modificarlo prima di Natale- afferma Fontana durante un suo intervento a Mattino 5- di modo che non ci sia neanche il dubbio interpretativo, perché l'interpretazione in Italia lascia sempre un po' il tempo che trova, e ognuno interpreta sempre a modo suo". Nessuna volontà di fare polemica con l'esecutivo quindi. Come tutti i Dpcm, anche l'ultimo, quello del 3 dicembre, deve essere convertito in legge in parlamento entro 30 giorni. Tempi stretti per eventuali modifiche quindi, ma in linea teorica, fattibile.

Il 25, 26 dicembre 2020 e 1 gennaio 2021 sono vietati - se le cose non cambieranno - gli spostamenti tra comuni diversi, con varie eccezioni (lavoro, salute, necessità, tutte da autocertificare in caso di controlli). Chi può uscire dal comune in cui vive quindi? Nei giorni festivi (25 dicembre, 26 dicembre, 1 gennaio) lo può fare solo chi ha comprovate esigenze. Ovviamente chi si reca fuori dal proprio comune in precedenza, vi può fare comunque ritorno. 

Pregliasco a sorpresa: "Io favorevole agli spostamenti tra comuni"

A sorpresa, arriva un parere favorevole agli spostamenti tra comuni nei giorni di festa anche da parte di uno degli esperti più cauti, uno di coloro che non è mai parso incline a un allentamento anticipato delle restrizioni anti-Covid: Fabrizio Pregliasco. La richiesta avanzata al governo, dal presidente della Lombardia Attilio Fontana di consentire gli spostamenti tra comuni nei giorni festivi, del 25 e 26 dicembre e primo gennaio, trova d'accordo il virologo e consulente tecnico scientifico del Pat. "Sono favorevole", ha detto a margine di una conferenza stampa, aggiungendo che spera "si possa valutare, sempre con grande attenzione, questa possibilita' (degli spostamenti tra comuni, ndr.) per non esagerare con comportamenti eccessivi". "Non e' facile venire incontro alle esigenze di tutti i cittadini e di situazioni molto particolari di famiglie che vivono in due Comuni diversi. Per cui, queste indicazioni di ordine generale diventano stringenti e impossibili - aggiunge Pregliasco - . Ritengo che il presidente Fontana voglia portare all'attenzione nazionale quello che e' stato il grosso lavoro di tutte le strutture sanitarie e di tutti i cittadini lombardi che stanno facendo vedere che le cose migliorano".

C'è poi anche chi alza l'asticella delle polemiche, in questo caso a farlo è Forza Italia: "Il governo poteva essere più consapevole, sensibile e magari riflettere un po' di più - dice Giorgio Mulè, deputato di Forza Italia e portavoce dei gruppi azzurri di Camera e Senato, a "Coffee break", su la7 - Nessuno nega il dramma sanitario che sta vivendo il Paese e piangiamo il numero dei morti, ma serve anche il buon senso. Non si può negare il Natale soltanto a una parte degli italiani: le misure previste nel Dpcm fanno trasparire un totale distacco dalla realtà da parte di questo esecutivo. L'Italia non è soltanto Roma, Milano o Napoli. Ci sono 8.000 comuni, molti dei quali limitrofi e a distanza di pochi chilometri l'uno dall'altro, come la distanza che intercorre tra un quartiere di Roma e l'altro, a cui verranno impediti gli spostamenti. Questo non ha logica, perché si impedirà a molte persone di ricevere una carezza per Natale solo perché residenti in zone provinciali e non in grandi città. La trovo una crudeltà: invito il governo a rivedere misure che mortificano i legami familiari e generano una differenza "razzista" degli affetti".

 "Il decreto del governo è iniquo e incongruente - afferma il senatore Udc Antonio De Poli - E' insensato il divieto di spostamenti tra i comuni. Che senso ha blindare il Natale degli italiani? Lo spostamento per ricongiungersi con la famiglia a Natale può forse essere più pericoloso di una corsa in metro o in autobus, dove non esiste alcuna forma di controllo sull'affluenza dei passeggeri?".

25 dicembre, 26 dicembre, 1 gennaio: chi può spostarsi tra comuni

Il governo ha scelto la via più semplice per frenare la mobilità nei giorni di festa. Le voci critiche indicano la poca uniformità di una stretta che colpisce allo stesso modo piccoli comuni (ad esempio paesini di 1.000 abitanti e confinanti) e principali metropoli (181 i km quadrati di Milano, 1.285 quelli del territorio di Roma).  All'interno dei confini comunali ci si potrà muovere liberamente, prima del coprifuoco, anche il 25 e 26 dicembre e 1 gennaio. Chi vive nelle località più piccole di quella sterminata Italia interna, composta da una miriade di piccoli centri, dove spesso anche i parenti stretti vivono nel paese accanto, è più penalizzato rispetto a chi ha tutta la famiglia nella stessa grande città.

Non è dato sapere se si procederà a una limatura del decreto sullo spostamento tra comuni in fase di conversione in legge del Dpcm. Altra ipotesi, particolarmente credibile, è che saranno le Faq (risposte alle domande frequenti) della Presidenza del Consiglio, che saranno rese note nei prossimi giorni, a chiarire tutti i casi specifici. Andare a trovare a Natale un anziano solo che abita in un altro comune rientra nello stato di necessità? Sì, l’assistenza a una persona anziana in difficoltà è considerata causa che giustifica lo spostamento vietato. Ma quante persone potranno muoversi? Il figlio che va dal genitore anziano potrà portarsi dietro il proprio nucleo familiare? Si attende chiarezza.

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