Domenica, 7 Marzo 2021

Ci sarà un nuovo lockdown con Draghi? L'ipotesi zone rosse per la variante inglese

Il governo si prepara a nuove chiusure per fermare la diffusione del coronavirus e il rischio Terza Ondata. Per ora si ragiona di restrizioni a livello locale. Ma ci sono alcuni indizi che fanno pensare a un rischio imminente. Ecco quali

Ci sarà un nuovo lockdown con Mario Draghi presidente del Consiglio e la variante inglese del coronavirus che ci fa rischiare la terza ondata? Ieri le dimissioni di Walter Ricciardi da consigliere del ministero della Salute sono state richieste a gran voce dalla Lega dopo la sua richiesta di un lockdown totale con chiusura delle scuole e di tutte le attività per fronteggiare  VOC 202012/01, lineage B.1.1.7, mentre c'è stato chi, come Francesco Vaia dello Spallanzani, ha detto che un nuovo lockdown non serve e che non si possono usare le varianti per la lotta politica.

Ci sarà un nuovo lockdown con Draghi?

Tutta la partita per il governo Draghi si giocherà nei prossimi giorni. Quando i dati dell'epidemia di coronavirus potranno risentire della velocità di circolazione della nuova variante e per adesso la strategia disegnata attorno alla questione prevede l'istituzione di zone rosse a livello locale per impedire o rallentare la sua  diffusione. Il Corriere della Sera spiega oggi che la strategia del governo Draghi per ora non comprende l'ipotesi di lockdown totale ma punta su interventi mirati nelle zone in cui la variante si sta diffondendo più rapidamente. Allo stesso tempo però la situazione fa capire che sarà difficile andare verso un allentamento degli attuali divieti come viene chiesto da alcuni partiti in maggioranza e dalle categorie. Per il governo Draghi una delle priorità rimane vaccinare i cittadini e per questo l'esecutivo pensa di coinvolgere nell'attività militari e volontari della Protezione Civile e usare hangar e caserme, mentre le "primule" del commissario Domenico Arcuri non sono apprezzatissime: il progetto verrà accantonato. Il quotidiano riepiloga il piano di Draghi per evitare il lockdown totale: 

  • il Dpcm attualmente in vigore scade il 5 marzo e i ministri Speranza (Salute) e Gelmini (Affari regionali) nei prossimi giorni metteranno a punto la strategia su come continuare nell’ambito emergenza Covid-19: toccherà al nuovo presidente del Consiglio decidere se procedere sempre con lo stesso strumento (il Dpcm) oppure per decreto, lasciando ai ministri il potere di ordinanza su aperture e chiusure;
  • il governo lavora quindi ad evitare il lockdown totale procedendo con la strategia delle zone rosse locali, spiegando ai governatori che bisogna intervenire d'urgenza e procedere con le chiusure dei territori prima che la variante si diffonda in modo incontrollato in tutta la loro regione;
  • intanto si lavora all'immunizzazione di massa tramite vaccini;

Intanto è sicuro che se la situazione dovesse precipitare il governo Draghi guarderà all'esperienza della Germania, ovvero seguirà l'esempio di Angela Merkel che dopo aver ammesso di aver sbagliato con le restrizioni leggere imposte al governo centrale dai governatori dei Laender, finendo così in una terribile Terza Ondata a cui si sta rimediando ora soltanto con il lockdown duro e le chiusure imposte. L'esempio di Merkel sarà molto importante per Draghi: in primo luogo perché in attesa dei numeri e di una loro eventuale crescita ha già fatto capire che ha intenzione di usare i poteri del governo nei confronti delle Regioni e degli altri Enti Local. Secondo una fonte a lui vicina citata all'epoca dall'Ansa, Draghi ha "il peso per mettere le persone con le spalle al muro". E può usufruire degli strumenti previsti dalla Costituzione, che il governo giallorosa non ha mai voluto utilizzare, quell'articolo 120 in cui si afferma che "il governo può sostituirsi a organi delle Regioni...nel caso di...pericolo grave per l'incolumità e la sicurezza pubblica, nel rispetto del principio di sussidiarietà e del principio di leale collaborazione". Ancora il Corriere spiega che presto arriveranno cambiamenti nella gestione dell'emergenza:

L’ordine del giorno e il verbale delle riunioni del Cts saranno girati ai ministri competenti. Potrebbe essere scelto un portavoce unico. E poiché è venuta meno la riunione dei capi delegazione con il premier, dove nel governo giallorosso si trovava la mediazione e si scrivevano i Dpcm, si lavora alla creazione di una nuova «cabina di regia».

L’organismo potrebbe essere allargato ai ministri economici, perché per Draghi le regole per contrastare Covid-19 e i ristori sono due elementi indivisibili. Intanto anche Massimo Galli si schiera per il lockdown subito: "Ricciardi è stato attaccato per la sua posizione, ma francamente ha detto la verità - dice l'infettivologo dell'ospedale Sacco di Milano al Mattino - e il sistema di controllo a colori delle regioni non può funzionare". 

Come Salvini vuole usare l'emergenza per far saltare il governo Draghi (o andarsene)

Cosa sono le varianti?

Ma cosa sono le varianti? Si tratta dell codice genetico del Sars-CoV-2 che ha acquisito una o più mutazioni, che a loro volta sono le variazioni che cambiano le caratteristiche del virus stesso. Attualmente la variante inglese, ovvero VOC 202012/01, lineage B.1.1.7, è stata trovata come responsabile di alcuni focolai in Abruzzo, dove ha il 50% di prevalenza, Lombardia (30%), Veneto (20%) e Puglia.  A Pescara la variante inglese sta causando il 65% dei contagi, percentuale in aumento rispetto ai giorni scorsi e questo perché le mutazioni che ha accumulato sulla proteina spike la rendono sicuramente più trasmissibile, nell’ordine di almeno il 50% in più. Un documento citato ieri dai giornali e proveniente da uno studio sulla Gran Bretagna dove la prevalenza è arrivata quasi al 90%, suggeriva  anche un’associazione tra variante inglese e aumentato rischio di ospedalizzazione e morte (maggior letalità), nell’ordine del 40-60% in più. 

La buona notizia è che l'efficacia dei vaccini attualmente in uso in Europa (Pfizer, Moderna, AstraZeneca) non sembra essere stata toccata dalla nuova variante. Ma tutti gli esperti concordano sul fatto che la variante inglese è destinata a diventare prevalente anche in Italia se non si pongono da subito contromisure per delimitare i focolai e fermare la trasmissibilità. Ma secondo i dati disponibili all'Ecdc, la variante B.1.1.7 è attualmente molto più diffusa e abbondante nell'Ue rispetto alle varianti brasiliana e sudafricana. "Raccomandiamo agli Stati membri di continuare a sviluppare o aumentare le loro capacità di sequenziamento insieme a misure complementari come test, ricerca dei contatti, isolamento dei casi e messa in quarantena dei loro contatti", ha detto la direttrice dell'Ecdc Andrea Ammon. La chiusura delle scuole, ricorda l'Agenzia, dovrebbe rimanere una misura di ultima istanza, strutturata in base all'età degli studenti, dai più grandi ai più piccoli. 

Il virologo Lorenzo Pregliasco in un colloquio con La Stampa spiega che ritiene giusto ma impraticabile al momento un lockdown locale: "Rischiamo la rivolta sociale". Ma chiede di rendere più rigorose le misure per le zone gialle: "Si potrebbe procedere sia prevedendo parametri più rigorosi per l’accesso alle varie fasce di colore, che misure più rigide. Il pericolo maggiore è rappresentato in questo momento da asili ed elementari. Sarebbe  meglio programmare anticipatamente le chiusure di due, tre settimane sulla base dei modelli previsionali, per poi riaprire con più libertà". Ma, aggiunge l'esperto, vista la situazione sociale italiana questo scatenerebbe proteste in ogni momento. Proprio La Stampa aggiunge che Domenico Arcuri dovrebbe rimanere al suo posto come commissario all’emergenza Covid, ma l’impressione è che Draghi ne ridimensionerà i poteri e lo costringerà ad alcuni e significativi cambiamenti. 

Alcuni indizi di un lockdown totale e imminente

D'altro canto ci sono alcuni indizi di un nuovo lockdown totale in arrivo. O meglio, ci sono ancora prove a favore e a sfavore di questa tesi. Riepiloghiamole partendo dallo "Studio di prevalenza della variante VOC 202012/01, lineage B.1.1.7 in Italia" dell'Istituto Superiore di Sanità e della Fondazione Bruno Kessler. Per punti:

  • diversi studi realizzati con modelli matematici hanno evidenziato che la variante VOC 202012/01, lineage B.1.1.7 presenta una maggiore trasmissibilità. Si sospetta inoltre che essa si possa associare ad una maggiore virulenza;
  • la prevalenza nazionale di VOC 202012/01 il 4-5 febbraio 2021 è pari a 17,8%. Tale valore costituisce una media ponderata che tiene in conto dei casi notificati nelle Regioni/ PPAA nei due giorni della survey e non una stima sui dati nazionali; 
  • la rilevazione della variante VOC 202012/0 nella quasi totalità delle Regioni/PPAA partecipanti è indicativa di una sua ampia diffusione sul territorio nazionale.

In base a questi dati lo studio sostiene che è prevedibile che la variante inglese nelle prossime settimane diventi dominante nello scenario italiano ed europeo; per questo lo studio "raccomanda di intervenire al fine di contenere e rallentare la diffusione della variante VOC 202012/0, rafforzando/innalzando le misure in tutto il paese e modulandole ulteriormente laddove più elevata è la circolazione, inibendo in ogni caso ulteriori rilasci delle attuali misure in atto". Se dovesse verificarsi lo scenario peggiore, partirebbe così la Terza Ondata che costringerebbe il paese a un nuovo lockdown.

Il documento dell'Iss sulla variante inglese (Pdf)

Un esperto contattato da Today.it spiega però che non tutto è perduto: "Allora, indizi a favore: il 15-20% di una variante nuova è, da quello che abbiamo imparato in questi mesi, la soglia in cui parte l'ondata. Poi, tutte le informazioni dagli altri paesi UE, UK e USA indicano che la variante inglese è molto più trasmissibile. Infine, ci sono già cluster molto seri in provincia di Perugia, tra Pescara e Chieti, a Chiusi e a Bolzano".

Ma c'è anche un indizio contrario molto importante: "Nonostante durante la seconda ondata le nostre misure siano state più blande a livello nazionale di quelle in Germania, Francia,  siamo ancora in una fase di totale stabilità di crescita dei contagi". Questo significa che per ora la situazione è relativamente sotto controllo e la Terza Ondata non è partita a livello nazionale. "Se riusciremo a tenerlo basso, la situazione resterà contenibile. Ma è importante agire adesso. Le prossime due settimane saranno quelle in cui probabilmente la prevalenza andrà dal 25% al 50%", conferma oggi il fisico Alessandro Vespignani in un colloquio con Repubblica. Ma se la curva dei contagi durante le prossime settimane (o i prossimi giorni) dovesse impennarsi, allora questo significherebbe che il lockdown totale diventerebbe l'unica soluzione possibile. 

EDIT ore 10,21: "Ha fatto benissimo Walter Ricciardi", il consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza, "a sollevare l'allarme" sulla necessità di fare un lockdown totale. "Perché i politici anche nel passato si sono mossi sempre in ritardo, sempre". E' la visione del virologo Andrea Crisanti, che ad 'Agorà' su Rai3 ha sottolineato la necessità di misure tempestive, anche guardando indietro alle scelte prese alla fine della prima ondata di Covid-19. "Io penso che il ministro Speranza sia stato consigliato a volte bene, a volte meno bene, ma sicuramente se ha avuto un problema è stato quello di esitare di fronte a spinte di parte - ha affermato l'esperto - Se noi a maggio avessimo prolungato il lockdown per altri 15-20 giorni avremmo azzerato i contagi e avremmo potuto blindare l'Italia", metterla in sicurezza, "e probabilmente oggi staremmo in una situazione vicina a quella della Corea del Sud o della Nuova Zelanda. Ma naturalmente c'era chi doveva aprire le spiagge, chi doveva fare le discoteche. Era un continuo. L'agenda, ribadisco, la detta il virus, non il politico o il commerciante. Non discuto, saranno sicuramente interessi legittimi, ma se continuiamo così non ne usciamo più". 

Crisanti fa notare anche i limiti degli attuali interventi nella situazione in cui si trova l'Italia, con il rischio varianti di Sars-CoV-2 che incombe. "Le zone rosse sicuramente avranno un effetto positivo nel diminuire la trasmissione, ma questo non basta - ha puntualizzato il direttore del Laboratorio di Microbiologia e Virologia dell'Azienda ospedaliera di Padova e docente di Microbiologia dell'ateneo cittadino - se non implementiamo a livello nazionale un programma di monitoraggio delle varianti finanziato adeguatamente". "Noi - incalza - abbiamo speso miliardi in banchi a rotelle, in monopattini e buoni turistici quando avremmo potuto veramente fare questo mesi fa. Perché che il virus muta si sa da tempo e io ho sentito tante stupidaggini sul virus che era diventato più buono, sul fatto che non c'era da preoccuparsi quando tutti i dati andavano nella direzione opposta. Ci abbiamo voluto credere, ma a questo punto bisogna accettare la realtà: che la vaccinazione molto probabilmente in Italia sarà completata nel giro di 7-8 mesi, che dobbiamo probabilmente fare un lockdown per ridurre la possibilità che la variante inglese sopraffaccia il sistema sanitario e che bisogna allo stesso tempo per la prima volta creare un sistema di monitoraggio sul territorio che permetta di bloccare la catena di trasmissione. Altrimenti tra 3-4 settimane siamo punto e daccapo".

EDIT 10,00: "Siamo tutti d'accordo che vorremmo riaprire tutto quello che si può aprire. Però guardi caso io mi ritrovo ad avere il reparto invaso da nuove varianti, e questo riguarda tutta quanta l'Italia e fa facilmente prevedere che a breve avremo problemi più seri. Questa è la realtà attorno alla quale è inutile fare ricami" secondo Massimo Galli, primario infettivologo dell'ospedale Sacco di Milano, docente all'università Statale del capoluogo lombardo, intervenuto a 'Mattino 5' sul pericolo varianti di Sars-CoV-2 e sulla necessità di valutare un nuovo Lockdown rigoroso come quello disposto per tutta Italia nel marzo scorso. "Le avvisaglie" di come sta evolvendo l'epidemia di Covid-19 nella Penisola "vengono guardando semplicemente un pochino al di là del nostro naso - ha spiegato l'esperto - vedendo che cosa è successo e sta succedendo negli altri Paesi europei, e considerando che ci sono queste nuove varianti, piaccia o no. Le varianti non ce le siamo inventate noi - ha precisato Galli - Le varianti ci sono e sono maggiormente contagiose, quindi vuol dire che hanno maggiore facilità a diffondersi in determinate condizioni che non sono situazioni da ritenersi sicure. Questo è molto spiacevole, ma è un dato di fatto. Non possiamo metterci a un tavolo e fare una trattativa politica o sindacale con il virus. Il virus segue le sue regole e le sue modalità di diffusione". Quanto alle polemiche nate dopo le dichiarazioni di Walter Ricciardi, consigliere del ministro della Salute Roberto Speranza, per Galli "è chiaro che chi, compreso il sottoscritto, vi dice che 'attenzione bisogna chiudere di più' può correre il rischio di esagerare nel fare queste affermazioni. Ma il rischio di esagerare, ahimè - ha ammonito l'infettivologo - è inferiore alla probabilità di avere purtroppo, per l'ennesiama volta, ragione".

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