Venerdì, 5 Marzo 2021
L'opinione di Andrea Falla

L'opinione di Andrea Falla

A cura di Andrea Falla

Nessuno tocchi Dumbo

L'elefantino Dumbo (Foto Ansa)

Dumbo, Peter Pan e gli Aristogatti vietati ai minori di 7 anni. Una frase che già così sembra contraddirsi: dei film per bambini che non possono essere visti dai bambini? Ebbene sì. Ogni giorno ci sembra sempre di aver visto tutto, ma la vita ha la capacità di sorprenderci sempre, anche nei modi più impensabili. Tornando alla notizia, la Disney ha tolto dalla sezione per bambini di Disney +, la piattaforma streaming di Topolino e co., tre 'colossi' del cinema per i più piccoli come Dumbo, Peter Pan e gli Aristogatti, vietandone la visione ai minori di sette anni. 

A questo punto la domanda sorge spontanea: ma perché? I tre titoli sono finiti sotto accusa perché tacciati come veicolo di messaggi e stereotipi razzisti. Sì, avete capito bene. Dumbo è razzista. E pure Peter Pan. Senza dimenticare i più razzisti di tutti, gli Aristogatti. Si scherza ovviamente, ma da ridere c'è ben poco. Infatti, ad averla vinta in questa occasione è stata la cosiddetta ''cultura dell'annullamento'' o ''cancel culture'', una corrente di pensiero che tende ad estremizzare fino alla condanna, o come in questo caso alla censura, qualcosa che viene considerato offensivo e dannoso. Praticamente dei kamikaze del politically correct

Ma i tre film non saranno più disponibili? Ovviamente no, restano visibili nella sezione per adulti della piattaforma Disney, con tanto di nota introduttiva sul contenuto delle pellicole che "includono rappresentazioni negative e/o denigrano popolazione e culture. Piuttosto che rimuovere questi contenuti, vogliamo riconoscerne l’impatto dannoso, imparare da esso e stimolare il dibattito per creare insieme un futuro più inclusivo". In pratica, saranno poi i genitori a decidere se e quando voler mostrare questi film ai loro figli. 

Nel corso degli anni non sono mai mancate teorie complottiste in merito ai film Disney, con gli appassionati di messaggi subliminali che hanno sempre visto messaggi esoterici o riferimenti al sesso, tutte teorie più o meno strampalate che non avevano mai portato a nessuna conseguenza. Ma in questo caso, i nuovi canoni della morale hollywoodiana, non senza un'aspra polemica negli Stati Uniti, hanno deciso di condannare le tre pellicole.

Secondo la critica, Dumbo sarebbe razzista perché alcuni versi di una canzone  suonerebbero irrispettosi verso gli schiavi afroamericani che lavoravano nelle piantagioni. Il testo recita: '' E quando poi veniamo pagati, buttiamo via tutti i nostri sogni''. Peter Pan si è inimicato i nativi americani perché nel film i membri della propria tribù Giglio Tigrato vengono definiti ''pellirosse'', un epiteto giudicato offensivo. E gli Aristogatti? Loro sono finiti sulla graticola per uno dei personaggi, la caricatura del gatto Shun Gon, il siamese con denti spioventi, gli occhi a mandorla e le bacchette, che avrebbe offeso il popolo asiatico. 

Non siamo certo qui per dire se siano motivazioni valide o meno, ma il rischio è che passi un messaggio sbagliato o quantomeno distorto. Non possiamo dimenticare i tanti messaggi positivi che queste pietre miliari del cinema raccontano. Ci scusiamo vivamente con tutti gli asiatici, ma tutti i personaggi degli Aristogatti non sono altro che caricature di persone, simpatiche versioni feline di noi stessi, che ci insegnano il valore dell'amicizia, anche tra personaggi di diversa provenienza, sia sociale che geografica. Anche Romeo viene dipinto come un gatto 'romanaccio', eppure nessuno sembra essersi offeso nei dintorni della Capitale.

Poi c'è Peter Pan. L'eterno bambino che ci spinge a credere nei sogni, può anche essere perdonato da Giglio Tigrato e dalla sua tribù. E Dumbo? Non toccatemi Dumbo. Quel piccolo elefantino dalle orecchie giganti ha insegnato a milioni (o forse miliardi) di bambini che diverso vuol dire anche speciale, che nella vita non bisogna arrendersi mai, anche quando abbiamo davanti ostacoli insormontabili, come l'idea di librarsi in volo per un pesante pachiderma. Generazioni di bambini sono cresciute assorbendo valori e sentimenti da questi eroi, un mondo fantastico in grado di strappare emozioni reali, come una risata o come una lacrima. Processarli decenni dopo la loro realizzazione, oltre che criticabile, sembra quasi irrispettoso, oltre ad avere tutte le sembianze del più classico dei peli nell'uovo. Il dibattito resta acceso e sicuramente ci saranno esponenti da entrambe le fazioni, eppure, se avessi un figlio, stasera mi guarderei Dumbo insieme a lui. Anzi, quasi quasi me lo guardo lo stesso.

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