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Martedì, 18 Giugno 2024
Il count down

Al via la nuova rivoluzione del digitale terrestre: "Milioni di tv saranno da sostituire"

La Rai accelera sui tempi e da fine agosto passerà al nuovo standard DVB-T2, e il nuovo switch off in programma nei prossimi mesi, potrebbe rendere obsoleti milioni di dispositivi. Ecco come capire se la propria tv è compatibile e cosa fare nel caso non lo sia

Ora c'è anche una data. La Rai anticipa le scadenza legislative e, dal 28 agosto 2024, accenderà il primo Mux con le prime trasmissioni in DVB-T2. Un passo che preluderà alla massiccia transizione verso la nuova tecnologia a partire dalle tre reti generalisti Ra1 hd, Rai2 HD e Rai3 HD. Ma cosa è il DVB-T2 e cosa comporta? E cosa significa Mux? Andiamo con ordine. 

Cosa è il DVB-T2 e perché è in arrivo uno nuovo switch off digitale 

Partiamo dalle parole che costituiscono l'acronimo: DVB-T2 sta per Digital Video Broadcasting - 2° Generation Terrestrial. Si tratta di un'evoluzione dello standard DVB-T, già utilizzato nel nostro Paese per la trasmissione televisiva digitale terrestre. I miglioramenti, rispetto alla prima versione, si basano sulla ricezione del segnale, la possibilità di trasferire più informazione migliorando così la qualità delle immagini e l'uso di differenti sistemi di codifica. 

Per "Mux" si intende invece "multiplex". Sommariamente si intende l'utilizzo di una medesima banda di frequenza per la diffusione di più canali televisivi o radiofonici. Il multiplexer è infatti un tool in grado di selezionare diversi segnali in ingresso sia analogici sia digitali, che vengono poi raccolti e inviati in una singola linea di uscita.

Il Mux con il nuovo standard Rai dovrebbe contemplare primariamente le tre grandi reti generaliste nazionali con l'obiettivo di arrivare anche in aree finora difficilmente raggiungibili dalle tecnologie che abbiamo oggi a disposizione. Ed è il primo passo verso la migrazione definitiva verso il nuovo standard, anche se al momento manca una data per lo "switch off" definitivo e i canali dovrebbero essere momentaneamente trasmessi in "simulcast", ovvero con il vecchio (DVBT) e con il nuovo standard (DVBT-2). Ma per gli italiani non ci sono solo buone notizie. 

"Milioni di tv da cambiare"

Sì, perché secondo recenti stime, sono oltre 10 milioni le televisioni che non sarebbero compatibili con la nuova tecnologia. Tradotto: milioni di italiani si troveranno presto costretti a cambiare televisore. Secondo il Codacons "si prevede una nuova spesa in capo alle famiglie che non hanno un televisore in grado di ricevere il nuovo segnale". Come spiega l'associazione dei consumatori, che cita testate specializzate, si prevede dunque un nuovo "switch-off" che potrebbe determinare "ingenti costi per le famiglie: milioni di televisori attualmente presenti nelle case degli italiani non sono infatti compatibili con i nuovi standard di trasmissione, e con ogni probabilità dovranno essere sostituiti, determinando una nuova spesa in capo ai consumatori". 

Come fare a capire se il proprio televisore è compatibile con la nuova tecnologia

Ma come si fa a capire se la propria tv è compatibile o meno? Le risposte sono due. 

In primis è sufficiente selezionare il menù principale dal software del proprio televisore selezionando la voce "Sintetizzatore digitale". Qui si può verificare se compare la scritta DVB-T2 HEVC/H265. 

In alternativa ci si può sintonizzare sul canale 558 del digitale terrestre, dove viene trasmesso Rai Sport HD in formato HEVC. Se riuscite a vederlo vuol dire che il vostro televisore è compatibile. 

Ma cosa fare invece se il nostro televisore non risulta compatibile? Anche in questo caso le strade sono due. Si può acquistare ovviamente un televisore ex-novo o un decoder DVB-T2. 

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