Mercoledì, 16 Giugno 2021
Today

Opinioni

Today

Redazione Today

La ridondanza ci salva la vita: ma lo dimentichiamo sempre

La sicurezza al 100% non può esistere però da sempre l'uomo cerca di arrivarci il più vicino possibile bilanciando benefici e costi. Un sistema semplice attuato da tempo è quello della ridondanza. Raddoppiando i sistemi di sicurezza, la sicurezza aumenta esponenzialmente. Prendiamo il caso della funivia del Mottarone. La probabilità che si spezzi il cavo traente è molto bassa ma per quanto sia bassa può potenzialmente provocare una strage, ecco che quindi si aggiungono altri dispositivi di sicurezza, come il freno di emergenza, che dovrebbe appunto entrare in funzione immediatamente se dovesse cedere il cavo.

Sia il cavo, sia il freno possono guastarsi, ma la probabilità che entrambi i dispositivi si guastino in contemporanea è esponenzialmente più bassa rispetto al verificarsi delle singole probabilità. Il motivo risiede nel calcolo della probabilità composta di due eventi indipendenti. Supponiamo che un dispositivo abbia una probabilità su mille di guastarsi, se ne aggiungiamo un altro con la stessa probabilità di fallimento la probabilità che entrambi si guastino contemporaneamente non è uno su duemila, come viene più facile pensare, bensì uno su un milione. Perché il calcolo probabilistico da fare è P=(1/1.000)*(1/1.000)=1/1.000.000. Quindi si capisce bene come ridondare i sistemi di sicurezza aumenti in modo esponenziale la sicurezza. Con il doppio del costo si aumenta la sicurezza esponenzialmente di più. Per questo motivo sugli aerei da sempre ci sono due piloti, due o più motori e i circuiti idraulici di comando sono doppi se non tripli. Ecco che fa davvero rabbia scoprire che il freno di emergenza della funivia del Mottarone sia stato inibito.

Certo, la probabilità che il cavo si potesse spezzare era bassa, avranno pensato, quasi impossibile. Ma quel semplice freno meccanico serviva proprio a quello, a quasi annullare quel rischio, per quanto remoto potesse essere. Questo caso ricorda gli incidenti sul lavoro. Spesso si omettono appunto i controlli e i dispositivi ridondanti per 'fare prima', per aumentare la produttività, pensando che un singolo sistema possa bastare. E in effetti basta quasi sempre. Il problema è in quel 'quasi', che quando si verifica può costare delle vite. In questo paese, dove Benedetto Croce e Giovanni Gentile teorizzavano la supremazia delle materie umanistiche su quelle scientifiche, continuiamo a scandalizzarci se qualcuno sbaglia i congiuntivi mentre invece dispensiamo sorrisi di empatia se qualcuno ammette candidamente di “non averci mai capito niente di matematica”.

E sono quindi anche questi i risultati che raccogliamo. Ci spaventano di più i vaccini, e gli improbabilissimi effetti collaterali, che le malattie da cui ci salvano, abbiamo paura dell’energia nucleare, staticamente sicura e pulita, ma non del carbone e del gas che ci uccidono lentamente. E togliamo i sistemi di sicurezza ridondanti non comprendendo fino in fondo che così facendo aumentiamo esponenzialmente la probabilità di un evento disastroso. L’uomo fa fatica a relazionarsi con numeri molto grandi o molto piccoli e non avere dimestichezza con la matematica e la statistica ci porta a sottovalutare l’importanza del concetto di ridondanza: ci sembrano eventi molto improbabili, e lo sono, e si è quindi portati a pensare che il raddoppio sia poca cosa, mentre invece è quello che fa tendere a zero il rischio. Per un congiuntivo sbagliato non è mai morto nessuno, per un calcolo sbagliato molti.

Si parla di

La ridondanza ci salva la vita: ma lo dimentichiamo sempre

Today è in caricamento