Lunedì, 1 Marzo 2021
"Non ho avuto dubbi" / Modena

Elena Baraldi: la prima italiana vaccinata contro il coronavirus

È un'infermiera modenese di 30 anni e lavora al Croydon University Hospital di Londra: "Sto benissimo, per ora nessun effetto collaterale a parte il braccio un po' indolenzito"

Elena Baraldi, foto Facebook

Ha ricevuto una dose del siero della Pfizer-BioNtech. Elena Baraldi, infermiera modenese di 30 anni, è la prima italiana vaccinata contro il coronavirus. Laureata nel 2014, Elena Baraldi si è trasferita a Londra sei anni fa e lavora al Croydon University Hospital. Proprio per il suo lavoro in prima linea contro il coronavirus, mercoledì è stata vaccinata nella capitale britannica. "Sto benissimo, per ora nessun effetto collaterale a parte il braccio un po' indolenzito", ha detto in un'intervista rilasciata al quotidiano Il Resto del Carlino.

Chi è Elena Baraldi, la prima italiana vaccinata contro il coronavirus

L'infermiera modenese ha raccontato che nel pronto soccorso in cui lavora a Londra cura i casi covid più gravi: "Mi occupo delle ventilazioni e dei caschi". L'essere sempre a contatto con i pazienti le ha permesso di avere diritto al vaccino anti covid nonostante la giovane età: "Rientravo nella categoria degli operatori ad alto rischio occupazionale - ha spiegato - non ho avuto dubbi e sono contenta di essermi vaccinata, sia per proteggere me stessa sia per non diventare un veicolo di contagio verso pazienti, amici e familiari".

Elena Baraldi non vede la sua famiglia dall'estate scorsa e a Natale "non credo che riuscirò a tornare a casa - racconta -. La mia città mi manca molto, so che anche lì la situazione è drammatica e i miei colleghi stanno facendo l’impossibile. Qui a Londra mi sento realizzata, la mia professionalità è appagata anche sotto il profilo economico. Riesco a mantenermi in un appartamento da sola a Londra e a mettere da parte qualche risparmio. Qui la nostra figura professionale è valorizzata sia a livello istituzionale sia tra i cittadini. Ho diritti che in Italia mi sognerei. Non avrei mai pensato di lasciare il mio Paese. Quando parlo con i miei colleghi italiani, di Modena, mi raccontano di come, malgrado stiano rischiando la vita, spesso non venga riconosciuta la loro professionalità e mi dispiace".

L'infermiera italiana ha poi spiegato come l'Inghilterra sta affrontando questa seconda ondata della pandemia: "Le restrizoni ci sono e vengono calibrate a seconda della capacità delle terapie intensive. A differenza dell’Italia qui non c’è mai stato un vero lockdown e nella prima fase devo dire che il governo inglese, guardando anche all’Italia, avrebbe potuto fare meglio. Ho visto morire tanta gente, anche giovane, tra i quali un mio collega di trent’anni che non aveva patologie, almeno conosciute".

"Il covid è subdolo perché in alcune persone, a causa di reazioni immunitarie anomale, può portare a un aggravamento repentino. Senza dimenticare che molti sopravvissuti hanno strascichi importanti, come problemi renali, polmonari o neurologici anche permanenti".  

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Elena Baraldi: la prima italiana vaccinata contro il coronavirus

Today è in caricamento