Giovedì, 4 Marzo 2021

Emilia-Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia: le prossime regioni in lockdown "morbido"

I territori anticiperanno la stretta dopo le parole di Brusaferro. In ballo la limitazione della circolazione interregionale e, forse, chiusure soft nel week end. Non è esclusa la chiusura totale o parziale di bar e ristoranti

Saranno Emilia-Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia le prossime regioni ad andare in lockdown passando dalla zona rossa a quella arancione. Come ha raccontato ieri anche Today.it, si riferiva a quei territori Silvio Brusaferro dell'Istituto Superiore di Sanità quando ieri ha detto che "Sulla base dell'ultimo monitoraggio ci sono 4 regioni che vanno verso rischio alto e nelle quali è opportuno anticipare le misure più restrittive". La quarta regione in ballo era la Campania, su cui però il ministero della Salute non varerà nessuna ordinanza perché, come abbiamo spiegato, in assenza dei presupposti dati dai 21 indicatori (anche se ci sono sospetti sui dati comunicati dalla Regione) rischia di vedersela annullare dal Tribunale Amministrativo Regionale. 

Emilia-Romagna, Veneto e Friuli Venezia Giulia: le prossime regioni in lockdown 

In ogni caso i nuovi numeri della sanità campana in arrivo tra oggi e domani dovrebbero giustificare a breve il provvedimento - che stavolta secondo il governatore Vincenzo De Luca deve essere il governo a prendere - che potrebbe portare la regione direttamente in zona rossa. Ma intanto Friuli Venezia Giulia, Emilia Romagna e Veneto anticiperanno tra oggi e venerdì la stretta: sono state dichiarate tutte in alert dall’Istituto superiore di sanità, "entrate in scenario 4, a rischio moderato con alta probabilità di progressione". Luca Zaia, governatore del Veneto, ha detto che venerdì vuole emanare un'ordinanza con nuove misure restrittive che anticiperanno il passaggio da zona gialla ad arancione che può fare formalmente soltanto il ministro della Salute Roberto Speranza con un'ordinanza. La Stampa scrive che oggi Stefano Bonaccini vedrà i sindaci e poi i governatori di Friuli Venezia Giulia e Veneto.

Sub judice, ci sono i parchi commerciali che aggirano la chiusura del week end dicendo che sono sfilze di negozi, le strade dello shopping e della movida che si sono riempite, complici i 20 gradi e il caldo. Che ha fatto inondare di gente i lungomare adriatici, che saranno oggetto di limitazioni, con un accordo dei territori lungo tutta la costa. Non dovrebbero essere toccati bar e ristoranti.

Tra le misure che prenderanno – e che hanno anticipato al ministro della Salute in numerosi contatti telefonici – c’è la limitazione della circolazione interregionale e, forse, una sorta di lockdown morbido del week end. Non è esclusa la chiusura totale o parziale di bar e ristoranti. Da affiancare a rigorosi controlli nei luoghi di aggregazione come parchi, piazze e spiagge, che ieri una circolare del Viminale ha promesso di intensificare a partire dal fine settimana nell’intero Paese. 

Lockdown nazionale: "Tutta l'Italia zona rossa o arancione entro martedì 17 novembre"

Il rischio di un declassamento è comunque tanto presente che l'Emilia-Romagna insieme alle due Regioni del nord est guidate dalla Lega (appunto Veneto e Friuli Venezia-Giulia) ha deciso di giocare d'anticipo, predisponendo una propria ordinanza per tentare di limitare al massimo gli assembramenti nei centri urbani, dopo l'ennesimo weekend 'spensierato' vissuto in molte città, nonostante i numeri dell'emergenza stiano diventando sempre piu' impegnativi per le strutture sanitarie. 

Brusaferro: "L'indice Rt sta crescendo più lentamente"

Non mancano le buone notizie. Il presidente dell'Iss ha sottolineato che grazie alle misure di contenimento adottate "l'Rt sta crescendo più lentamente: a livello nazionale siamo a 1,7, con un intervallo di confidenza di 1,5. Questo ci dice che complessivamente il Paese è in uno scenario 3". Ad ogni modo non siamo in una fase di "regressione del virus". Per il controllo della situazione Covid, "l'indice Rt deve essere sotto 1" a livello nazionale. Secondo l'ultimo report dell'Iss relativo alla settimana 26 ottobre-1 novembre 2020 (dati aggiornati al 9 novembre 2020), "nel periodo 15-28 ottobre 2020, l’Rt calcolato sui casi sintomatici è pari a 1,72" e "si riscontrano valori medi di Rt superiori a 1,5 nella maggior parte delle Regioni/PA italiane e superiori a uno in tutte Regioni/PA".

In particolare, dall'analisi dei dati, emerge che la Lombardia ha sforato il 2 (Rt a 2,08), mentre si avvicinano a quella soglia Basilicata (Rt a 1,99) e Piemonte (Rt a 1,97), seguite da Molise (1,88) e Provincia di Bolzano (1,87). Sotto l'1,5 si posizionano invece Liguria (1,48) Sicilia (1,4), Lazio (1,36), Marche (1,29) Sardegna (1,24).

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