Martedì, 18 Maggio 2021
Ancona

Enzo Palladino, l'infermiere che non vuole vaccinarsi e scrive a Mattarella

Il caso ad Ancona. "La sperimentazione non mi appartiene", scrive l’uomo, mentre dall'azienda ospedaliera per cui lavora fanno sapere che già in passato si era rifiutato di sottoporsi al tampone e che le sue affermazioni sono "in contrasto con l’impianto normativo attuale e con lo status professionale"

Non vuole vaccinarsi, Enzo Palladino. Lo considera un suo diritto e per questo si è appellato direttamente al presidente della Repubblica Sergio Mattarella, al presidente della Regione Marche Francesco Acquaroli e all'azienda sanitaria regionale e al ministro della Salute Roberto Speranza. Perché pur lavorando come infermiere nell’ospedale di Torrette ad Ancona, nel reparto di gastroenterologia, Palladino non vuole sottostare all’obbligo di vaccinazione anti Covid, previsto dal decreto legge del 1 aprile 2021. La sua lettera ha creato dibattito e dagli Ospedali Riuniti di Ancona si sono già fatti sentire. 

Enzo Palladino, l'infermiere che non vuole vaccinarsi e scrive a Mattarella

Palladino sostiene: "Non voglio che il mio corpo diventi oggetto di sperimentazione e nutro forti dubbi sulla fretta con cui è stato sperimentato il farmaco e non voglio introdurre nelle mie vene organismi di dubbia origine che nel tempo non siano un pericolo per la mia stessa vita". Circa il rischio di un ridemensionamento o addirittura la sospensione senza lo stipendio in seguito a questa sua decisione, Palladino dice: "Preferisco non avere un lavoro e restare povero piuttosto che sentirmi ricattato per un lavoro che mi consente una paga non proprio da parlamentare. La sperimentazione non mi appartiene e la mia dignità non la vendo a nessuno". 

L’Aifa (l’Agenzia italiana del Farmaco) ricorda che "gli studi che hanno portato alla messa a punto dei vaccini Covid-19 non hanno saltato nessuna delle fasi di verifica dell’efficacia e della sicurezza previste per lo sviluppo di un medicinale, anzi, questi studi hanno visto la partecipazione di un numero assai elevato di volontari, circa dieci volte superiore a quello di studi analoghi per lo sviluppo di altri vaccini". Pertanto "la rapida messa a punto e approvazione si deve alle nuove tecnologie, alle ingenti risorse messe a disposizione in tempi molto rapidi e a un nuovo processo di valutazione da parte delle Agenzie regolatorie, che hanno valutato i risultati man mano che questi venivano ottenuti e non, come si faceva precedentemente, solo quando tutti gli studi erano completati". 

L’Azienda Ospedali Riuniti di Ancona non ha tardato a replicare alle parole di Palladino, con una nota nella quale annuncia l’intenzione di valutare eventuali azioni da porre in essere "nel rispetto della legge, del contratto di lavoro e della sicurezza delle cure". Ricordando l'obbligo vaccinale per il personale sanitario, l’Azienda ha ricordato altresì che Palladino ha "già più volte posto in essere condotte non in linea con lo status di operatore sanitario" e che di recente "ha rifiutato di sottoporsi al tampone per l'accertamento dell'infezione da Sars-Cov 19", dopo che si era sviluppato un focolaio proprio nel suo reparto. Palladino aveva presentando anche ricorso all'autorità giudiziaria, respinto "con condanna alle spese” e respinta era stata anche l'impugnativa contro la decisione del giudice, fa sapere l'azienda, che aveva definito la questione sollevata dall'infermiere infondata "da parte di chi dovrebbe avere più a cuore la protezione della salute dei pazienti e dei colleghi operatori sanitari”. 

L'obbligo vaccinale per gli operatori sanitari

Il dl 44 del 1 aprile 2021 ha introdotto disposizioni per garantire l’assolvimento dell’obbligo vaccinale da parte del personale medico e sanitario, specificando che "al fine di tutelare la salute pubblica e mantenere adeguate condizioni di sicurezza nell'erogazione delle prestazioni di cura e assistenza, gli esercenti le professioni sanitarie e gli operatori di interesse sanitario che svolgono la loro attività nelle strutture sanitarie, sociosanitarie e socio-assistenziali, pubbliche e private, nelle farmacie, parafarmacie e negli studi professionali sono obbligati a sottoporsi a vaccinazione gratuita per la prevenzione dell'infezione da SARS-CoV-2". La vaccinazione, ribadisce il dl, "costituisce requisito essenziale per l'esercizio della professione e per lo svolgimento delle prestazioni lavorative rese dai soggetti obbligati". 

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