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Sabato, 2 Marzo 2024
Il caso

Cos'è questa storia dei 10mila soldati riservisti da mobilitare "in caso di emergenza"

La proposta di legge è della Lega. La riserva militare sarebbe sotto il controllo dell'esecutivo. Il Pd: "Ci mancava solo la Gladio leghista"

Un drappello di 10mila uomini da mobilitare rapidamente in caso di grave minaccia per la sicurezza del Paese o di stato d’emergenza. Una riserva militare, sul modello Usa e israeliano, che sia possibile mobilitare in sole 48 ore nel caso funesto di una situazione di pericolo o di un'aggressione sul suolo italiano. A prevederlo è il progetto di legge presentato alla Camera dal Presidente della Commissione Difesa di Montecitorio, il leghista Nino Minardo. In questo momento "dobbiamo essere pronti a ogni evenienza" ha spiegato Minardo, e nel Paese "c'è un sentimento diffuso di mettersi a disposizione".

L'esercito dei riservisti dovrebbe comprendere 10mila uomini con età non superiore a 40 anni provenienti "esclusivamente dal bacino dei cittadini italiani che hanno già prestato servizio come 'Volontari in Ferma Triennale' o' Volontari in Ferma Iniziale' e che attualmente sono in congedo", si legge nel progetto di legge. Ciò, viene fatto notare "consentirebbe di selezionare, su base volontaria, personale già formato e addestrato dalle Forze Armate e di fatto idoneo ad essere utilmente e rapidamente mobilitato in caso di necessità e urgenza".

La riserva militare sarebbe sotto il controllo dell'esecutivo. Nel primo e unico articolo della legge viene infatti spiegato che il governo "può mobilitare la riserva in tempo di guerra e di grave crisi internazionale o in caso di situazioni di grave crisi suscettibili di ripercuotersi sulla sicurezza dello Stato, nonché per la difesa dei confini nazionali". E ancora: "Il governo può, altresì, mobilitare la riserva per adibirla al presidio del territorio, anche in concorso con le Forze di polizia ad ordinamento civile e militare, in caso di dichiarazione dello stato di emergenza di rilievo nazionale da parte del Consiglio dei ministri". Attenzione però: il via libera finale alla mobilitazione, spetterebbe comunque al Parlamento. "La decisione di mobilitare la riserva è comunicata tempestivamente alle Camere, che l’autorizzano o la respingono entro quarantotto ore dalla data della sua formalizzazione". 

Le reazioni non sono tardate ad arrivare. "Per noi è tempo dei corpi di pace in Italia e in Europa, altro che riservisti agli ordini del governo" dice Luana Zanella, capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra alla Camera. "Il nostro antimilitarismo ci fa guardare alla proposta della Lega con preoccupazione anche per le questioni interne. Un gruppo armato pronto a sparare agli ordini di un presidente del Consiglio, magari eletto dal popolo come vuole Meloni, è una ulteriore ferita alla democrazia". "Ci mancava la Gladio leghista" commenta invece su X il senatore Pd Filippo Sensi.

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