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Lunedì, 15 Aprile 2024
L'inchiesta / Bologna

Dentro il confessionale dell'esorcista: "In tanti chiedono di essere liberati dal diavolo"

Da chi recita a memoria l'Antico Testamento in ebraico antico alla giovane con una forza sovrumana: sono alcuni dei casi di possessione demoniaca di cui si è occupato l'unico sacerdote autorizzato a Bologna. Ma spesso a chiedere aiuto sono le persone più vulnerabili che rischiano di finire nelle trappole di sette e santoni

Sono da poco passate le nove quando don Riccardo esce dalla sagrestia e si dirige verso il confessionale. I suoi passi rimbombano nella cattedrale ancora vuota di turisti e praticanti. Gira la chiave nella serratura e mi invita a entrare. In questa specie di cabina di legno, ogni giorno il sacerdote riceve decine di fedeli penitenti. Tra questi c’è chi gli chiede aiuto perché è convinto di essere posseduto dal demonio. E sa che don Riccardo è l'esorcista della Diocesi di Bologna.

Migliaia di persone chiedono la liberazione dal diavolo

"Da quando ho iniziato a praticare gli esorcismi, le persone che sono venute da me chiedendomene uno sono state tantissime, mi creda, migliaia. In media due o tre al giorno", dice. Il sacerdote ha chiesto di essere chiamato con un nome di fantasia per mantenere la riservatezza sua e dei fedeli con cui tiene le sedute. I rituali lo impegnano quasi quotidianamente e si svolgono all’interno di uno degli appartamenti del Santuario di San Luca. Nella 'stanza degli esorcismi' la persona viene accolta dal sacerdote insieme ad altri preti. Il compito dei confratelli è intervenire e bloccare con la forza il posseduto nel caso reagisca violentemente alla liturgia: "Uno dei tre sintomi della possessione demoniaca è la forza sovrumana - spiega don Riccardo -. Il diavolo spinge la persona ad attaccare l’esorcista per impedirgli di liberarla".

Vessazioni, ossessioni e possessioni

Credere che Satana possa prendere possesso di una persona rientra nel campo della fede cattolica. Dodici anni fa padre Riccardo, già docente ordinario in un’università teologica, fu nominato esorcista dal vescovo, che ha il compito di scegliere i sacerdoti più esperti: il diritto canonico prevede che ce ne sia almeno uno all’interno di ogni diocesi. Don Riccardo è rimasto l’unico della circoscrizione bolognese che conta un milione di battezzati. Il diavolo, spiega, può tormentare i fedeli con le infestazioni di oggetti o case, le vessazioni che provocano dolori fisici che la medicina non riesce a spiegare, le ossessioni di natura psicologica e la possessione della persona. Mentre negli altri casi sono sufficienti delle preghiere di liberazione che tutti i preti possono officiare, per l’ultimo è necessario eseguire il rito esorcistico, che è lungo e complesso.

La possessione, aggiunge il sacerdote, può scaturire a causa dei peccati inveterati, dei malefici fatti da altre persone o della frequentazione di pratiche di magia oscura (sette, cartomanzia, persino l’oroscopo se seguito fanaticamente). Il rituale consiste in una successione di orazioni e salmi. Si svolge in una lingua che il fedele può comprendere e il sacerdote può utilizzare il crocifisso, l’olio e l’acqua santi, l’imposizione delle mani e l’insufflazione.

Prego te, chiunque tu sia, spirito immondo, e tutti i tuoi compagni che assediano questo servo di Dio: che per i misteri della reincarnazione, passione, risurrezione e ascensione di nostro Signore Gesù Cristo, per la missione dello Spirito Santo, e per la venuta dello stesso Signore in giudizio, dimmi con qualche segno il tuo nome, il giorno e l'ora della tua partenza. E affinché tu possa essere indegno di me, ministro di Dio, devi obbedirmi completamente in tutto: non offendere in alcun modo questa creatura di Dio, né chi la circonda, né i suoi beni.

Dal rituale tradizionale degli esorcismi "De exorcizandis obsessis a daemonio".

Il contadino che parla in ebraico antico e la giovane dotata di forza impensabile

"Le persone pensano che tutto avviene in una sola seduta dove il prete libera l’indemoniato pronunciando qualche formula - prosegue il sacerdote - ma non è così. Tra i fedeli che sto seguendo, una decina, alcuni sono con me da anni". Oltre alla forza sproporzionata rispetto alle possibilità fisiche della persona, i sintomi della possessione demoniaca sono l’avversione a tutto ciò che è sacro - come raffigurazioni, oggetti o preghiere - la capacità di prevedere eventi futuri e di parlare lingue antiche e sconosciute: "Un contadino che ho esorcizzato parlava in ebraico antico e recitava a memoria interi passi dell’Antico Testamento nonostante la sua educazione elementare".

L’esorcista racconta che in un’altra occasione è stato aggredito da una giovane donna indemoniata che, sebbene fosse di corporatura esile, lo ha sollevato di peso e scaraventato dall’altra parte della cappella in cui si trovavano.

"Possessione e malattia psichica due ambiti diversi"

"La possessione e la malattia psichica appartengono a due ambiti diversi", aggiunge padre Riccardo prevedendo l’obiezione. Da due settimane i giornali e le trasmissioni televisive sono tornati a discutere di Satana e sette religiose dopo la strage di Altavilla Milicia, in provincia di Palermo. Nella loro casa Giovanni Barreca ha torturato e ucciso la moglie e due figli insieme a due sedicenti guide spirituali, Massimo Carandente e Sabrina Fina, con lo scopo di liberare la famiglia dal demonio. "Da me vengono anche persone fragili e con problemi mentali - prosegue il sacerdote - o molto suggestionabili e che hanno paura che gli eventi negativi della loro vita, come affetti interrotti o problemi economici, siano causati dal diavolo. Non esiste un identikit, sono soggetti di sesso, grado di educazione ed estrazione sociale diversi. Sta all’esorcista, che è una figura incaricata dalla Chiesa, discernere i vari casi".

Santoni e maghi

Secondo don Riccardo, i sintomi della possessione sono già un’evidenza: "La forza sovrumana o la capacità linguistica sono fenomeni che prescindono dalla situazione psichica del fedele", dice sottolineando che alla prima seduta del rituale si accede soltanto dopo una valutazione: "In alcuni casi mi sono consultato con una psichiatra, e per praticare l’esorcismo occorre l’approvazione del vescovo. Santoni e maghi, invece, agiscono in modo molto più arbitrario e spesso il loro scopo non è quello di accogliere ma di approfittare delle persone che si rivolgono a loro".

Una fedele durante la preghiera-2

Sintomi della crisi

Quello delle sette e dei guru religiosi è un sottobosco che attecchisce nelle pieghe più marginali della società, e un fenomeno che il Vaticano fatica a contrastare. Spesso i fedeli che non riescono a trovare aiuto nei sacerdoti (o nei servizi sociali) finiscono per cercare risposte in realtà che poi si rivelano truffe o trappole addirittura peggiori: "Capita che i preti snobbino le difficoltà del fedele dicendo ‘non è niente, lascia perdere’. E questo favorisce l’allontanamento delle persone che, non sentendosi ascoltate, si rivolgono altrove. Per questo io cerco sempre di mantenere un canale di ascolto aperto con chi mi cerca anche quando non rientra tra i casi di possessione".

Per don Riccardo l’alto numero di richieste di esorcismi e il rischio di emorragia di fedeli verso le sette è uno dei prodotti della crisi che la Chiesa sta attraversando: "La secolarizzazione della società ha indebolito la fede e lasciato spazio alle paure e alle ansie. Le persone vengono sempre meno in chiesa e cedono più facilmente alle superstizioni. Ma non è l’unico motivo", spiega prendendo dalla mensola del confessionale l’annuario ecclesiastico che va dal 2017 al 2021: "In cinque anni i sacerdoti ordinati sono stati 11, quelli deceduti 68. Oggi lo stesso parroco deve occuparsi di più parrocchie e questo lascia dei buchi". Il sacerdote chiude l’annuario. Dopo averlo ringraziato, mi alzo dalla panca ed esco dal confessionale. Fuori dalla porticina ci sono tre persone in fila, impazienti di entrare.

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