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Venerdì, 23 Febbraio 2024
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Pomodoro, occhio all'etichetta: cambia tutto, ecco cosa finisce a tavola

Nell’ottica di una massima trasparenza viene stabilito inoltre che se le fasi di lavorazione avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le diciture: Paesi Ue, Paesi non Ue, Paesi Ue e non Ue

Dal 27 agosto 2018 è entrato in vigore l’obbligo di indicare in etichetta l’origine dei derivati del pomodoro. La disciplina è applicata a conserve e concentrato di pomodoro, sughi e salse composti almeno per il 50% da derivati del pomodoro.

Le confezioni di derivati del pomodoro, sughi e salse prodotte in Italia dovranno avere obbligatoriamente indicate in etichetta:

– il nome del Paese nel quale il pomodoro viene coltivato
– il nome del Paese in cui il pomodoro è stato trasformato

Obbligo di indicare in etichetta l’origine dei derivati del pomodoro

Nell’ottica di una massima trasparenza viene stabilito inoltre che se le fasi di lavorazione avvengono nel territorio di più Paesi possono essere utilizzate, a seconda della provenienza, le diciture: Paesi Ue, Paesi non Ue, Paesi Ue e non Ue.

Solo se tutte le operazioni avvengono in Italia si può utilizzare la dicitura Origine del pomodoro: Italia.

Le indicazioni sull’origine dovranno essere apposte in etichetta in un punto evidente e nello stesso campo visivo in modo da essere facilmente riconoscibili, chiaramente leggibili ed indelebili.

"È entrato in vigore l’obbligo di indicare in etichetta l’origine dei derivati del pomodoro. I cittadini avranno finalmente la possibilità di scegliere con la massima trasparenza ciò che mangiano - spiega il Ministro dell'agricoltura Gian Marco Centinaio -  Continuerò ad impegnarmi a difesa del MadeinItaly agroalimentare sia contro le contraffazioni che l’italian sounding in Europa e nel mondo"

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