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Mercoledì, 19 Gennaio 2022
Attualità Biella

Dal braccio in silicone alle domande a raffica: i trucchi "da film" per evitare il vaccino o rallentare gli hub

Scene assurde al centro vaccinale di Biella: era molto credibile, ma l'operatrice si è insospettita per il colore e per la percezione al tatto. In Veneto invece si sono inventati l’ostruzionismo ambulatoriale

Scene mai viste prima all'hub vacccinale. E' successo a Biella nella giornata di ieri: per evitare il vaccino (ma prendere il Green Pass) un uomo ha tentato la mossa da film. Si è presentato con un braccio finto in cui farsi praticare l'iniezione. Nel centro vaccinale di Biver Banca a Biella si può andare senza prenotazione. L'uomo di mezza età ci è andato con un braccio in silicone, che comprendeva la spalla col muscolo deltoide in cui infilare l'ago. 

Il cittadino ha seguito tutta la trafila burocratica: compila i moduli, si fa misurare la temperatura, si mette in coda, risponde alle domande del triage e poi si siede in attesa dell’ago. Era lì sulla sedia per ricevere il vaccino scoprendo la spalla quando il suo piano è naufragato. Il braccio di silicone era molto credibile, ma l'operatrice si è insospettita per il colore e soprattutto per la percezione al tatto. Smascherato, l'uomo ha anche provato a convincere l’operatrice a chiudere un occhio. E' stato invece denunciato ai carabinieri, con verbale firmato da medico e operatrice.

Una decina di giorni fa su Twitter era stato pubblicato un messaggio, a nome "Giuseppe Maria Natale" (scritto in cirillico) in cui si pubblicizzava, in vendita su Amazon a ben 488 euro e 75 centesimi, un busto di silicone, con tanto di braccia, collo e muscoli finti, con la scritta, in italiano: "Se vado con questo se ne accorgono? Magari sotto sto busto in silicone mi metto pure qualche altro indumento per evitare di far arrivare l’ago al mio braccio vero". Insomma, l'idea ce l'ha avuta già qualcuno e magari proprio quel post aveva acceso la lampadina nel cervello dell'uomo denunciato ieri a Biella. Ma nessuno aveva mai pensato di poterla davvero mettere in pratica. L'Asl di Biella riferisce che "fatti simili avvengono soprattutto adesso perché quanti si presentano ora per sottoporsi alle prime dosi appartengono essenzialmente a tre categorie: chi ha ritardato la dose per motivi sanitari e ha un certificato medico, i dubbiosi che si sono convinti, e chi resta contrario ma ha bisogno del Green Pass e si inventa queste cose". Sipario.

Il gesto dell'uomo trova spazio sui quotidiani odierni. Siamo "oltre Pirandello e Alberto Sordi e parecchio al di là di Woody Allen e Gogol, ecco a voi il tragicomico eroe No Vax 2021 - scrive su Repubblica Maurizio Crosetti -  Più che “No Vax”, il tizio potrebbe in realtà essere definito un “Sì Vax polimerico” o un “Forse Vax taroccato”. Convinto di farla franca, e confidando forse nel fatto che ormai stiamo diventando un’umanità plastificata tra cuori di pietra, cervelli al silicio e avambracci al silicone, il protagonista di questa novella incredibilmente vera è stato smascherato all’istante e denunciato alla Procura". L'episodio fa il paio con quanto accade a Treviso: "lì - continua - i No Vax del Veneto si sono inventati l’ostruzionismo ambulatoriale, tipo quello che ogni tanto scatta in Parlamento quando non si vuole che una legge venga approvata, pur avedone i numeri. Costoro si mettono in coda e poi la bloccano quando il vaccino toccherebbe a loro, cominciando a fare una raffica di domande. Un sabotaggio che a differenza dell’episodio Biella non ha nulla di ridicolo, pur non mancando di una certa creatività".

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